L'Alma Mater, l'Archiginnasio e il Quartiere dei Dotti: La Sapienza di Bologna

Un percorso tra il Teatro Anatomico, le tombe dei glossatori, il Collegio di Spagna e la basilica di San Francesco

Bologna · 12 stops · 33 min audio · Generated

  1. 1. Palazzo dell'Archiginnasio e Teatro Anatomico

    Piazza Galvani 1, 40124 Bologna, Italy

    Varcate l'imponente portone d'ingresso di Piazza Galvani per accedere al cortile a doppio loggiato del Palazzo dell'Archiginnasio, il santuario per eccellenza della cultura accademica occidentale. Fatto costruire tra il 1562 e il 1563 dall'architetto Antonio Morandi detto il Terribilia per ordine del cardinale legato Pier Donato Cesi e di papa Pio Quarto, questo magnifico palazzo nacque per radunare in un'unica sede prestigiosa le scuole dei Legisti di diritto canonico e civile e quelle degli Artisti di filosofia, medicina e scienze naturali, fino ad allora disperse nei vari conventi della città. Le pareti, le volte e le ampie scalinate sono interamente rivestite dal più vasto complesso araldico murale al mondo, composto da oltre seimila stemmi nobiliari dipinti a mano dagli studenti e dai docenti illustri delle nazioni universitarie europee. I portici monumentali del cortile interno offrono un maestoso benvenuto a chiunque desideri esplorare le origini della libertà accademica e scientifica europea.

    Salite al piano nobile ed entrate nel celebre Teatro Anatomico, realizzato interamente in legno d'abete intagliato da Antonio Levante nel 1637 per le pubbliche dissezioni dei cadaveri: la cattedra del docente è affiancata dalle celebri statue lignee degli Spellati scolpite da Ercole Lelli nel 1734, due straordinarie figure anatomiche maschili a grandezza naturale che sorreggono il baldacchino mostrando muscoli, tendini e vene scoperte con prodigiosa fedeltà scientifica.

    Al centro del soffitto a cassettoni lignei del teatro anatomico siede la statua allegorica di Apollo, dio della medicina, circondato da quattordici costellazioni celesti e dalle effigi scolpite dei più grandi medici dell'antichità, da Ippocrate e Galeno fino a Gaspare Tagliacozzi, pioniere rinascimentale della chirurgia plastica facciale.

    Osservate la cattedra dell'inquisitore affacciata da una finestrella laterale: un delegato ecclesiastico controllava che durante le lezioni di anatomia non venissero pronunciate tesi eretiche contro l'immortalità dell'anima umana.

    Uscite dal palazzo e scendete lungo Via Farini verso gli eleganti alberi e le panchine di Piazza Cavour.

  2. 2. Piazza Cavour e Giardino Ottocentesco

    Piazza Cavour s/n, 40124 Bologna, Italy

    Fermatevi all'ombra dei cedri secolari e delle aiuole geometriche di Piazza Cavour, uno dei salotti ottocenteschi più aristocratici e raffinati di Bologna, tracciato tra il 1860 e il 1865 all'indomani dell'annessione dell'Emilia al nascente Regno d'Italia. Al centro del giardino all'inglese troneggia la statua in marmo bianco di Camillo Benso conte di Cavour, scolpita da Carlo Monari nel 1892 per celebrare l'insigne statista piemontese artefice dell'Unità nazionale. La piazza è cinta da sontuosi palazzi nobiliari in stile eclettico e neorinascimentale, tra cui spicca l'imponente facciata della sede storica della Cassa di Risparmio in Bologna, disegnata dall'architetto Giuseppe Mengoni, lo stesso geniale progettista della celebre Galleria Vittorio Emanuele Secondo di Milano. I lampioni in ghisa d'epoca sabauda e le raffinate panchine in ferro forgiato conferiscono allo spazio un'atmosfera aristocratica di composta serenità ottocentesca.

    Esaminate i dettagli decorativi della fontana monumentale e dei lampioni in ghisa d'epoca sabauda: la piazza fu concepita come simbolo della ricca borghesia industriale e bancaria felsinea, che voleva celebrare l'ingresso della città nella modernità post-unitaria con un arredo urbano degno delle grandi capitali europee. Le facciate dei palazzi nobiliari che incorniciano il giardino presentano paraste corinzie, timpani decorati e balconate continue in ferro battuto che riflettono il gusto sobrio ed elegante della ricca committenza post-unitaria.

    Il celebre cantautore bolognese Lucio Dalla visse per molti anni in gioventù proprio in una casa affacciata su questa piazza, traendo ispirazione per il brano iconico Piazza Grande, dove i gatti sui muretti e le panchine di pietra diventano poesia metropolitana quotidiana. Sotto i portici adiacenti si affacciano librerie d'arte, botteghe antiquarie e caffè storici dove generazioni di professionisti e studiosi hanno discusso di politica e letteratura.

    Notate il contrasto tra la vivace via Farini poco più a nord e la quiete aristocratica di questo slargo: il fruscio delle foglie di magnolia filtra il rumore della città creando un'oasi serena.

    Pochi passi verso sud lungo Via Garibaldi vi condurranno nella maestosa e silenziosa Piazza San Domenico.

  3. 3. Piazza San Domenico e Tombe dei Glossatori

    Piazza San Domenico 13, 40124 Bologna, Italy

    Entrate nella suggestiva solitudine di Piazza San Domenico, uno degli spazi medievali più intatti, austeri ed emozionanti d'Italia, pavimentata interamente con ciottoli rotondi di fiume disposti a spina di pesce secondo l'uso duecentesco. Davanti alla severa facciata romanica in mattoni della basilica domenicana si ergono due monumentali sepolture aeree su colonne dette Tombe dei Glossatori: l'arca di Rolandino de' Romanzi, giurista del Duecento, e la grandiosa arca di Egidio Foscherari, completata nel 1289 sotto un baldacchino in pietra selenitica coronato da cuspide piramidale. Queste tombe monumentali a cielo aperto celebravano i celebri professori di diritto dell'Università che con le loro chiose al Corpus Iuris Civilis di Giustiniano richiamarono a Bologna studenti da ogni angolo della cristianità. L'austera facciata in mattoni a vista si erge senza fronzoli marmorei, incarnando l'ideale evangelico di povertà e rigore dottrinale predicato da san Domenico di Guzmán.

    Entrate all'interno della basilica per ammirare l'Arca di San Domenico, uno dei massimi monumenti della scultura italiana: iniziata nel 1267 da Nicola Pisano con preziosi bassorilievi marmorei, fu arricchita nel 1469 dalla splendida cimasa di Niccolò dell'Arca e completata nel 1494 da tre sculture giovanili di Michelangelo Buonarroti—l'Angelo reggicandela, san Petronio con il modellino della città e san Procolo—scolpite dal genio toscano appena ventenne durante il suo soggiorno bolognese. L'Angelo reggicandela scolpito dal giovane Michelangelo rivela già la potenza espressiva e il vigore plastico che qualche anno dopo avrebbero stupito il mondo nel David e nella Pietà vaticana.

    Nella cappella musicale della basilica studiò e suonò nel 1770 il giovane Wolfgang Amadeus Mozart durante la preparazione per l'esame di compositore all'Accademia Filarmonica, esercitandosi sull'organo secentesco conservato nel transetto destro.

    Guardate la colonna marmorea coronata dalla statua bronzea di san Domenico al centro della piazza: fu eretta nel 1627 come voto civico dopo che la peste aveva risparmiato il convento.

    Imboccate verso ovest la silenziosa Via San Domenico per raggiungere la storica Chiesa di San Procolo.

  4. 4. Chiesa di San Procolo e Chiostro

    Via Massimo d'Azeglio 52, 40123 Bologna, Italy

    Fermatevi davanti alla sobria facciata a capanna in cotto della Chiesa di San Procolo, uno dei luoghi di culto più antichi e carichi di memorie monastiche della città, fondata nell'undicesimo secolo dai monaci benedettini dell'abbazia di Montecassino sui resti di una necropoli paleocristiana del quarto secolo. Dedicata al soldato romano martirizzato a Bologna durante le feroci persecuzioni dell'imperatore Diocleziano nel 304 dopo Cristo, la chiesa subì radicali trasformazioni architettoniche nel Trecento e all'inizio del Cinquecento sotto la direzione dell'architetto Antonio Morandi. Sotto i suoi portici laterali si respira un'atmosfera di profondo silenzio meditativo, lontana dai flussi turistici più battuti. L'atmosfera appartata di questa piazzetta monastica preserva intatto lo spirito di devozione e silenzio che caratterizzava i cenobi medievali dell'ordine benedettino.

    Entrate all'interno per ammirare la purezza delle tre navate scandite da possenti pilastri in laterizio e volte a crociera gotiche: dietro l'altare maggiore si conservano preziose tele cinquecentesche di Bartolomeo Cesi e di Lippo di Dalmasio, oltre a un coro ligneo finemente intagliato del Quattrocento che testimonia il rigore contemplativo della comunità monastica olivetana che subentrò ai benedettini. Il coro ligneo quattrocentesco dell'abside è intagliato con motivi vegetali e figure di santi, a testimonianza della perizia artigianale dei maestri intagliatori emiliani al servizio dei monaci.

    Nel chiostro adiacente e sotto il pavimento della chiesa riposano illustri maestri dello Studio bolognese, tra cui il celebre medico e anatomista Mondino de' Liuzzi, che nel 1316 pubblicò qui l'Anothomia, il primo trattato medico moderno basato interamente sulla dissezione sistematica di cadaveri umani. La vicinanza alla facoltà medica favorì per secoli il legame tra la chiesa e gli studiosi dello Studio, che consideravano san Procolo il celeste protettore delle loro fatiche accademiche.

    Notate la lapide muraria incastonata nel portico esterno che ricorda lo studente Sixtus Medicus: una toccante epigrafe in latino celebra la devozione dei giovani studiosi per il loro venerato ateneo.

    Proseguite verso ovest svoltando in Via Collegio di Spagna per ammirare il prestigioso Reale Collegio di Spagna.

  5. 5. Reale Collegio di Spagna

    Via Collegio di Spagna 4, 40123 Bologna, Italy

    Arrestatevi davanti alle severe muraglie merlate in laterizio del Reale Collegio di Spagna, formalmente noto come Real Colegio Mayor de San Clemente de los Españoles, un'istituzione universitaria unica e leggendaria fondata nel 1364 dal cardinale condottiero Egidio Albornoz. Riconosciuto come il collegio studentesco straniero più antico al mondo ancora operante nella sua sede originaria, questo straordinario edificio fu concepito come una vera e propria fortezza autonoma della sapienza, dotata di torrette difensive, una superba loggia interna a doppio ordine e una cappella gotica consacrata a San Clemente. Da oltre sei secoli e mezzo ospita esclusivamente borsisti universitari spagnoli selezionati per meriti accademici per completare il dottorato nell'ateneo bolognese sotto l'alto patronato della Corona di Spagna. La solida cinta muraria in pietra e laterizio racchiude un mondo appartato di studio e meditazione che ha resistito immutato alle guerre e ai rivolgimenti politici moderni.

    Osservate la perfetta armonia del chiostro centrale disegnato dall'architetto Matteo Giovannelli detto il Gattapone: le eleganti arcate ogivali in cotto poggiano su pilastri ottagonali in pietra selenitica, mentre le camere degli studenti, distribuite sui due piani della loggia, preservano il rigore monastico medievale combinato con il massimo comfort per la ricerca scientifica e giuridica. La biblioteca storica del collegio conserva preziosi manoscritti miniati medievali, incunaboli rari e trattati di diritto canonico e civile consultati da generazioni di insigni studiosi iberici.

    Tra gli illustri allievi che hanno vissuto e studiato tra queste mura spiccano Antonio de Nebrija, autore nel 1492 della prima grammatica ufficiale della lingua castigliana, sant'Ignazio di Loyola e il sommo scienziato e matematico rinascimentale Gerolamo Cardano. Le regole comunitarie scritte dal cardinale Albornoz nel Trecento imponevano agli studenti preghiere quotidiane, pasti in comune e severe sessioni di studio sotto la guida del rettore.

    L'ingresso al collegio gode tuttora del privilegio di extraterritorialità diplomatica: vige il divieto per chiunque non sia collegiale o invitato reale di varcare la soglia del portone blindato.

    Continuate verso ovest lungo Via Saragozza fino a scorgere la monumentale facciata rinascimentale di Palazzo Albergati.

  6. 6. Palazzo Albergati e Galleria Rinascimentale

    Via Saragozza 28, 40123 Bologna, Italy

    Sostate davanti all'imponente e allungata facciata in cotto scuro di Palazzo Albergati al civico ventotto di Via Saragozza, una delle massime espressioni dell'architettura nobiliare tardo-rinascimentale a Bologna. Iniziato nel 1519 per volere di Girolamo Albergati e ingrandito nei decenni successivi con il contributo di maestri come Baldassarre Peruzzi e Domenico Tibaldi, questo grandioso palazzo signorile si distingue per la severità della sua cortina muraria scandita da eleganti finestre a bugnato e cornicioni classici, che cela al suo interno un vero e proprio scrigno di fasto barocco. Il palazzo fu per secoli il centro della vita mondana, diplomatica e culturale dell'aristocrazia felsinea, ospitando re, principi e illustri viaggiatori del Grand Tour europeo. Le grandi finestre del piano nobile inquadrano prospettive monumentali lungo la via Saragozza, testimoniando la potenza economica e il rango senatoriale raggiunto dalla nobile casata.

    Il cuore sfolgorante dell'edificio è il grandioso Salone delle Feste al piano nobile: alto ben diciassette metri e coperto da una spettacolare volta a botte decorata da quadrature e trompe-l'œil prospettici, è interamente affrescato con temi mitologici ed epici realizzati da Francesco Bartoli e Giuseppe Valliani, considerati tra i vertici della pittura decorativa barocca emiliana. Le sale interne sono decorate con soffitti lignei a cassettoni dorati, camini monumentali in marmo di Verona e preziose tappezzerie di seta che evocano il fasto delle corti italiane rinascimentali.

    Nel 1760 il commediografo veneziano Carlo Goldoni soggiornò a lungo nel palazzo come ospite d'onore della famiglia Albergati, componendo e facendo recitare nel teatro privato della villa alcune delle sue più brillanti commedie teatrali davanti all'élite aristocratica bolognese. Nel corso dei secoli il palazzo fu teatro di incontri diplomatici e feste memorabili che attirarono sovrani, cardinali e artisti da tutta la penisola.

    Guardate la profondità del portone carraio: un tempo consentiva il passaggio simultaneo di due carrozze dorate a quattro cavalli verso le scuderie interne.

    Proseguite verso l'estremità occidentale di Via Saragozza per raggiungere la storica Porta Saragozza.

  7. 7. Porta Saragozza e Portico di San Luca

    Piazza di Porta Saragozza 1, 40123 Bologna, Italy

    Fermatevi al centro di Piazza di Porta Saragozza davanti alla scenografica sagoma fortificata di una delle porte più amate e cariche di devozione popolare di Bologna. Ricostruita nel 1859 dall'architetto Enrico Brunetti Rodati con torri cilindriche merlate, beccatelli e un elegante cassero centrale neomedievale che le conferisce l'aspetto di un fiabesco castello fortificato, la porta era conosciuta fin dal Medioevo come Porta Sacra. Da questo fornice passava infatti ogni anno la solenne processione che scendeva dal Colle della Guardia portando in città l'icona bizantina della Madonna di San Luca, dipinta secondo la venerata tradizione cristiana dal santo evangelista Luca per proteggere Bologna da carestie e alluvioni. La caratteristica merlatura ghibellina a coda di rondine e il possente torrione centrale conferiscono alla porta l'aspetto solenne di un avamposto militare a guardia della via pedecollinare.

    Volgete lo sguardo verso ovest dove si snoda l'inizio del leggendario Portico di San Luca: costruito tra il 1674 e il 1793 con seicentosessantasei arcate continue su quasi quattro chilometri di lunghezza, è il portico coperto più lungo del pianeta Terra, concepito per consentire ai pellegrini di salire al santuario mariano in cima alla collina completamente riparati dalla pioggia e dal fango. L'incredibile nastro ininterrotto del portico di San Luca costituisce un'opera d'ingegneria popolare senza pari, finanziata grazie alle offerte spontanee di nobili, corporazioni artigiane e semplici popolani devoti.

    Il numero esatto di seicentosessantasei archi suscitò nei secoli curiose interpretazioni esoteriche: per la tradizione popolare il portico rappresenta il serpente biblico schiacciato e dominato dalla Vergine posta sulla sommità del colle, simboleggiando la vittoria eterna della fede sul male. La porta rappresentò per generazioni il punto d'incontro tra la vita operosa della città murata e il paesaggio rurale dei poderi collinari circostanti.

    Notate il passaggio coperto che sovrasta la porta: collegava la ronda delle mura con il primo arco monumentale detto Arco del Meloncello.

    Svoltate verso nord-est imboccando Via Sant'Isaia fino a raggiungere la vasta Piazza Malpighi.

  8. 8. Piazza Malpighi e Tomba di Rolandino

    Piazza Malpighi s/n, 40123 Bologna, Italy

    Raggiungete la spaziosa e alberata Piazza Malpighi, intitolata all'insigne scienziato bolognese Marcello Malpighi, fondatore dell'anatomia microscopica e medico personale di papa Innocenzo Dodicesimo nel Seicento. La piazza, che si apre sull'abside gotica della vicina basilica francescana, è dominata al centro dalla spettacolare Tomba di Rolandino de' Passaggeri, sommo maestro dell'arte notarile medievale morto nel 1300. Il monumento sepolcrale, elevato su colonne marmoree sotto una sontuosa edicola a cuspide rivestita di formelle in cotto, custodisce le spoglie del giurista che nel 1256 redasse il Liber Paradisus, il celebre atto rivoluzionario con cui il Comune di Bologna abolì la servitù della gleba liberando seimila servi con denaro pubblico. Le ampie arcate dell'abside francescana che si affacciano sulla piazza creano uno sfondo architettonico di solenne bellezza gotica, unico nel panorama urbano emiliano.

    Osservate accanto alla tomba la graziosa arca funebre di Egidio Foscherari, anch'essa sollevata su snelle colonnine: i glossatori bolognesi venivano sepolti all'aperto lungo le vie pubbliche della città affinché la loro sapienza giuridica continuasse a essere d'esempio e guida visiva per tutti i cittadini e gli studenti passanti. Le arce marmoree dei glossatori su colonne isolate rappresentano un modello funerario civico peculiare di Bologna, che anteponeva il valore della dottrina giuridica a qualsiasi titolo nobiliare ereditario.

    Di fronte al monumento si eleva la monumentale Colonna dell'Immacolata in pietra d'Istria e bronzo, eretta nel 1638 su disegno dell'architetto Guido Reni per ringraziare la Vergine della cessazione della micidiale epidemia di peste descritta anche dal Manzoni nei Promessi Sposi. La vicinanza al convento francescano rese questa piazza il teatro di grandi predicazioni popolari e assemblee cittadine durante i secoli delle lotte comunali tra guelfi e ghibellini.

    Notate i capitelli scolpiti delle colonne sepolcrali: piccoli leoni e motivi fogliacei sostengono con grazia il peso di tonnellate di selenite e laterizio.

    Pochi passi verso nord vi portano direttamente davanti alla maestosa facciata gotica della Basilica di San Francesco.

  9. 9. Basilica di San Francesco e Archi Rampanti

    Piazza San Francesco 7, 40122 Bologna, Italy

    Fermatevi sul sagrato di Piazza San Francesco per ammirare la monumentale facciata a capanna in cotto della Basilica di San Francesco, consacrata nel 1254 da papa Innocenzo Quarto come una delle prime e più splendide chiese dell'Ordine francescano in tutta Europa. Costruita tra il 1236 e il 1263 su progetto di frate Marco da Brescia, la basilica rappresenta un momento di rottura epocale nella storia dell'architettura italiana, introducendo per la prima volta nella penisola i canoni del gotico francese d'oltralpe, testimoniati in modo spettacolare all'esterno della zona absidale dove un'ardita corona di archi rampanti aerei e contrafforti in laterizio cinge le cappelle radiali. I maestosi mattoni rossi della facciata risplendono sotto la luce del mattino, mentre l'ampio sagrato accoglie fedeli e visitatori in un'atmosfera di solenne francescano raccoglimento.

    Entrate all'interno per ammirare l'eccezionale pala marmorea dell'altare maggiore scolpita tra il 1388 e il 1392 dai fratelli veneziani Jacobello e Pierpaolo dalle Masegne: una vertiginosa ancona gotica in marmo bianco e rosso intagliata con decine di guglie traforate, apostoli e santi che culmina nella solenne Incoronazione della Vergine, considerata uno dei massimi capolavori della scultura gotica veneto-emiliana. L'interno a tre navate, scandito da pilastri cruciformi che sostengono arditissime volte ogivali esapartite, stupisce per l'armonia delle proporzioni spaziali e la luminosità delle grandi finestre monofore absidali.

    La basilica fu gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale nel luglio del 1943, che fecero crollare parte delle volte trecentesche; il meticoloso restauro filologico postbellico ha restituito la chiesa alla sua purezza strutturale medievale originale. L'ancona marmorea dell'altare maggiore è un capolavoro insuperato del gotico fiorito veneziano, con rilievi che sembrano trine scolpite nella pietra.

    Nel silenzio delle cappelle radiali sono sepolti i celebri glossatori Accursio e suo figlio Francesco, che con la loro monumentale Magna Glossa compilarono l'interpretazione definitiva del diritto romano.

    Uscite dalla basilica e imboccate verso ovest la ribelle e vivace Via del Pratello.

  10. 10. Via del Pratello e Locande Ribelli

    Via del Pratello 30, 40122 Bologna, Italy

    Inoltratevi sotto i bassi portici popolari di Via del Pratello, la strada simbolo dell'anima ribelle, libertaria, comunitaria e anticonformista di Bologna. Sorta nel Basso Medioevo come borgo suburbano extramurario noto con il nome di Pratello per via dei prati e degli orti che circondavano il convento francescano, questa stretta arteria di seicento metri divenne nei secoli il rifugio privilegiato di artigiani emarginati, osti scanzonati, operai e studenti fuori sede. Negli anni settanta del Novecento il Pratello fu la culla dei movimenti creativi giovanili e della storica Radio Alice, la prima radio libera d'Italia che nel 1976 trasmetteva musica rock, poesie surrealiste e cronache delle lotte civili da una soffitta di questa via. Le botteghe artigiane e i piccoli caffè letterari che popolano la via mantengono viva una tradizione di accoglienza e calore umano che conquista chiunque si avventuri sotto questi portici popolari.

    Osservate i colori vivaci delle saracinesche e i murales dipinti sulle facciate delle vecchie case a ballatoio: la via è punteggiata da osterie storiche, birrifici artigianali e circoli arci dove a ogni ora del giorno si servono calici di vino rosso sangiovese, crescentine calde con squacquerone e polpette al sugo in un clima di contagiosa convivialità. I muri parlano attraverso poesie dialettali, citazioni libertarie e ritratti di figure storiche della resistenza, trasformando la passeggiata in una galleria d'arte pubblica e militante.

    Ogni anno il venticinque aprile la strada si trasforma nel Pratello R'esiste, una grandiosa festa popolare autogestita di memoria antifascista che attira decine di migliaia di persone con canti partigiani, letture di memorie storiche e pranzi di strada condivisi sui marciapiedi.

    Toccate le colonne in mattone grezzo delle case d'angolo: molte strutture recano ancora le tracce dei ganci di ferro dove i carrettieri legavano gli asini prima di entrare nelle locande.

    Camminate verso est lungo Via San Felice fino a raggiungere la monumentale struttura del Mercato delle Erbe.

  11. 11. Mercato delle Erbe e Tradizione Culinaria

    Via Ugo Bassi 25, 40121 Bologna, Italy

    Varcate l'ingresso monumentale del Mercato delle Erbe in Via Ugo Bassi per immergervi nel teatro culinario quotidiano più genuino e amato dai bolognesi. Costruito nel 1910 su progetto dell'ingegnere Arturo Carpi per accogliere i banchi dei venditori ortofrutticoli che fino ad allora affollavano all'aperto Piazza Maggiore, questo vasto mercato coperto in ferro battuto, mattoni e vetro conserva intatta la sua anima commerciale popolare. La navata centrale è uno spettacolo continuo di colori e profumi: montagnole di pomodori costoluti, asparagi verdi di Altedo, funghi porcini freschi dell'Appennino tosco-emiliano e piramidi di pesche nettarine di Romagna convivono con i banchi dei macellai che preparano arrosti ripieni e tagli nobili per il bollito storico. I profumi inconfondibili della cucina emiliana accolgono i visitatori fin dall'ingresso, con banchi ricolmi di erbe aromatiche fresche, conserve artigianali e aceto balsamico tradizionale di Modena.

    Addentratevi nei bracci laterali recentemente riqualificati, noti come il Banco 32 e le corti gastronomiche: tra vecchie bilance di bronzo e piastrelle bianche d'inizio Novecento, giovani chef preparano piatti espressi di tortellini in brodo di cappone, tagliatelle al ragù antico tirate al momento e crocchette di baccalà fritte da gustare sui tavolini comuni di legno. La vivace corte centrale è il punto d'incontro ideale per assaporare la vera essenza della vita cittadina, dove commercianti storici e clienti abituali scambiano ricette e aneddoti gastronomici.

    Il mercato subì pesanti devastazioni durante i bombardamenti anglo-americani del 1944 che distrussero l'originaria copertura metallica Liberty; ricostruito nel 1949 nel pieno rispetto della volumetria originale, è diventato il simbolo della rinascita economica e civile postbellica della città. Ogni banco racconta una storia di passione per la terra e rispetto per le stagioni, custodendo il patrimonio culinario che rende celebre Bologna nel mondo.

    Ascoltate le massaie anziane che consigliano ai giovani acquirenti il tempo esatto di cottura dei tortellini: tre minuti precisi nell'oro del brodo bollente, mai un secondo di più.

    Uscite su Via Ugo Bassi e scendete lungo Via de' Gombruti per ammirare il portico monumentale di Palazzo Belloni.

  12. 12. Palazzo Belloni e Portico Monumentale

    Via de' Gombruti 13, 40123 Bologna, Italy

    Concludete il vostro itinerario attraverso la sapienza accademica e la vita conventuale di Bologna fermandovi davanti alla facciata sobria ed elegante di Palazzo Belloni all'angolo tra Via de' Gombruti e Via Barberia. Edificato alla fine del Seicento per la ricca famiglia di banchieri e mercanti Belloni, questo nobile palazzo senatorio racchiude al suo interno uno dei più stupefacenti scaloni d'onore barocchi della città, progettato dall'architetto Giovanni Battista Piacentini con grandiose rampe marmoree sorrette da colonne doriche e ornate da statue allegoriche della Prudenza e della Nobiltà modellate dal celebre scultore Giuseppe Maria Mazza. La sobria cortina muraria in cotto scuro nasconde agli occhi frettolosi dei passanti un interno di vertiginosa ricchezza scenografica, tipico dei fasti senatori della Bologna barocca.

    Il palazzo è legato a una celebre vicenda diplomatica e regale europea: tra il 1717 e il 1729 ospitò come residenza d'esilio Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il pretendente cattolico ai troni d'Inghilterra, Scozia e Irlanda noto come Giacomo Terzo, che vi stabilì una raffinata corte principesca celebrando sontuosi banchetti e accogliendo la nobiltà europea solidale con la causa giacobita. La magnificenza dello scalone d'onore e delle volte affrescate testimonia il prestigio internazionale raggiunto dalla città come rifugio sicuro per principi e monarchi della diplomazia europea.

    Il piano nobile dell'edificio custodisce sale affrescate da Giovanni Antonio Burrini con scene mitologiche che celebrano il trionfo della virtù sulla cupidigia, oggi sede di prestigiose esposizioni d'arte visiva contemporanea e percorsi multimediali immersivi.

    Osservate la grazia dei capitelli in arenaria dorata che scandiscono il portico d'angolo: la luce calda del tramonto illumina gli intagli barocchi donando una sfumatura ambrata alla pietra felsinea.

    Qui si conclude il nostro viaggio tra le aule gloriose dello Studio bolognese, i silenzi monastici di San Domenico e la vitalità popolare del Pratello, testimonianza perenne di una città che da quasi un millennio accoglie e nutre la libertà del pensiero e dell'ingegno umano.