Piazza Cavour e Giardino Ottocentesco
Why is it significant?
Fermatevi all'ombra dei cedri secolari e delle aiuole geometriche di Piazza Cavour, uno dei salotti ottocenteschi più aristocratici e raffinati di Bologna, tracciato tra il 1860 e il 1865 all'indomani dell'annessione dell'Emilia al nascente Regno d'Italia.
Key Facts
| Place | Piazza Cavour e Giardino Ottocentesco |
|---|---|
| Address | Piazza Cavour s/n, 40124 Bologna, Italy |
| Geo Coordinates | 44.49040, 11.34420 |
| Part of Walk | L'Alma Mater, l'Archiginnasio e il Quartiere dei Dotti: La Sapienza di Bologna |
| Generated | Generated |
Fermatevi all'ombra dei cedri secolari e delle aiuole geometriche di Piazza Cavour, uno dei salotti ottocenteschi più aristocratici e raffinati di Bologna, tracciato tra il 1860 e il 1865 all'indomani dell'annessione dell'Emilia al nascente Regno d'Italia. Al centro del giardino all'inglese troneggia la statua in marmo bianco di Camillo Benso conte di Cavour, scolpita da Carlo Monari nel 1892 per celebrare l'insigne statista piemontese artefice dell'Unità nazionale. La piazza è cinta da sontuosi palazzi nobiliari in stile eclettico e neorinascimentale, tra cui spicca l'imponente facciata della sede storica della Cassa di Risparmio in Bologna, disegnata dall'architetto Giuseppe Mengoni, lo stesso geniale progettista della celebre Galleria Vittorio Emanuele Secondo di Milano. I lampioni in ghisa d'epoca sabauda e le raffinate panchine in ferro forgiato conferiscono allo spazio un'atmosfera aristocratica di composta serenità ottocentesca.
Esaminate i dettagli decorativi della fontana monumentale e dei lampioni in ghisa d'epoca sabauda: la piazza fu concepita come simbolo della ricca borghesia industriale e bancaria felsinea, che voleva celebrare l'ingresso della città nella modernità post-unitaria con un arredo urbano degno delle grandi capitali europee. Le facciate dei palazzi nobiliari che incorniciano il giardino presentano paraste corinzie, timpani decorati e balconate continue in ferro battuto che riflettono il gusto sobrio ed elegante della ricca committenza post-unitaria.
Il celebre cantautore bolognese Lucio Dalla visse per molti anni in gioventù proprio in una casa affacciata su questa piazza, traendo ispirazione per il brano iconico Piazza Grande, dove i gatti sui muretti e le panchine di pietra diventano poesia metropolitana quotidiana. Sotto i portici adiacenti si affacciano librerie d'arte, botteghe antiquarie e caffè storici dove generazioni di professionisti e studiosi hanno discusso di politica e letteratura.
Notate il contrasto tra la vivace via Farini poco più a nord e la quiete aristocratica di questo slargo: il fruscio delle foglie di magnolia filtra il rumore della città creando un'oasi serena.
Pochi passi verso sud lungo Via Garibaldi vi condurranno nella maestosa e silenziosa Piazza San Domenico.