Piazza Malpighi e Tomba di Rolandino

Why is it significant?

Raggiungete la spaziosa e alberata Piazza Malpighi, intitolata all'insigne scienziato bolognese Marcello Malpighi, fondatore dell'anatomia microscopica e medico personale di papa Innocenzo Dodicesimo nel Seicento.

Key Facts

PlacePiazza Malpighi e Tomba di Rolandino
AddressPiazza Malpighi s/n, 40123 Bologna, Italy
Geo Coordinates44.49400, 11.33550
Part of WalkL'Alma Mater, l'Archiginnasio e il Quartiere dei Dotti: La Sapienza di Bologna
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Raggiungete la spaziosa e alberata Piazza Malpighi, intitolata all'insigne scienziato bolognese Marcello Malpighi, fondatore dell'anatomia microscopica e medico personale di papa Innocenzo Dodicesimo nel Seicento. La piazza, che si apre sull'abside gotica della vicina basilica francescana, è dominata al centro dalla spettacolare Tomba di Rolandino de' Passaggeri, sommo maestro dell'arte notarile medievale morto nel 1300. Il monumento sepolcrale, elevato su colonne marmoree sotto una sontuosa edicola a cuspide rivestita di formelle in cotto, custodisce le spoglie del giurista che nel 1256 redasse il Liber Paradisus, il celebre atto rivoluzionario con cui il Comune di Bologna abolì la servitù della gleba liberando seimila servi con denaro pubblico. Le ampie arcate dell'abside francescana che si affacciano sulla piazza creano uno sfondo architettonico di solenne bellezza gotica, unico nel panorama urbano emiliano.

Osservate accanto alla tomba la graziosa arca funebre di Egidio Foscherari, anch'essa sollevata su snelle colonnine: i glossatori bolognesi venivano sepolti all'aperto lungo le vie pubbliche della città affinché la loro sapienza giuridica continuasse a essere d'esempio e guida visiva per tutti i cittadini e gli studenti passanti. Le arce marmoree dei glossatori su colonne isolate rappresentano un modello funerario civico peculiare di Bologna, che anteponeva il valore della dottrina giuridica a qualsiasi titolo nobiliare ereditario.

Di fronte al monumento si eleva la monumentale Colonna dell'Immacolata in pietra d'Istria e bronzo, eretta nel 1638 su disegno dell'architetto Guido Reni per ringraziare la Vergine della cessazione della micidiale epidemia di peste descritta anche dal Manzoni nei Promessi Sposi. La vicinanza al convento francescano rese questa piazza il teatro di grandi predicazioni popolari e assemblee cittadine durante i secoli delle lotte comunali tra guelfi e ghibellini.

Notate i capitelli scolpiti delle colonne sepolcrali: piccoli leoni e motivi fogliacei sostengono con grazia il peso di tonnellate di selenite e laterizio.

Pochi passi verso nord vi portano direttamente davanti alla maestosa facciata gotica della Basilica di San Francesco.