Il Parco del Valentino, il Borgo Medievale e il Castello: La Delizia Fluviale dei Savoia

Da San Salvario a Torino Esposizioni tra natura, residenze reali e architettura moderna

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  1. 1. Tempio Valdese di Corso Vittorio Emanuele II

    Corso Vittorio Emanuele II 23, 10125 Turin, Italy

    Iniziate la vostra passeggiata davanti alla monumentale facciata neoromanica a due ordini in pietra chiara del Tempio Valdese di Torino, affacciato lungo il maestoso Corso Vittorio Emanuele II. Eretto tra il 1851 e il 1853 su progetto dell'architetto Luigi Formento, questo tempio rappresenta uno dei monumenti civili e spirituali più significativi del Risorgimento italiano: fu il primissimo edificio di culto protestante autorizzato a Torino dopo la concessione delle Lettere Patenti del diciassette febbraio 1848 da parte di re Carlo Alberto, che riconobbero finalmente pieni diritti civili e politici alle storiche comunità valdesi delle valli piemontesi dopo secoli di persecuzioni religiose ed esilio forzato. La sobria facciata a salienti, impreziosita da archetti pensili, un elegante rosone centrale e una statua allegorica che regge la Bibbia aperta, riflette il rigore teologico e la fierezza di una comunità tenace. L'ampio sagrato alberato accoglie i passanti all'imbocco del multietnico quartiere San Salvario.

    Osservate l'interno a tre navate a pianta basilicale: privo di statue o immagini sacre secondo i canoni della Riforma protestante, è dominato da una luminosa abside semicircolare con il pulpito in noce intagliato e un monumentale organo a canne costruito dalla ditta Fratelli Serassi nel 1853, uno dei migliori organi storici del Piemonte ancora utilizzato per concerti di musica sacra.

    L'inaugurazione del tempio il ventinove ottobre 1853 vide la partecipazione entusiastica di ambasciatori stranieri, ministri del governo Cavour e patrioti risorgimentali, che celebrarono l'apertura come una storica vittoria dello stato costituzionale contro l'intolleranza clericale.

    Notate l'iscrizione dorata in lettere chiare sopra il portale d'ingresso: cita in francese e italiano i versetti evangelici della speranza e della pace tra tutti i popoli. L'edificio ospita tuttora una ricca biblioteca storica aperta alla cittadinanza con manoscritti del Cinquecento e resoconti dei sinodi alpini.

    Pochi passi verso sud lungo Via San Anselmo vi porteranno davanti alla maestosa Sinagoga Grande di Piazzetta Primo Levi.

  2. 2. Sinagoga Grande di Torino e Piazza Primo Levi

    Piazzetta Primo Levi 12, 10125 Turin, Italy

    Fermatevi al centro della raccolta Piazzetta Primo Levi per contemplare la maestosa e fiabesca sagoma della Sinagoga Grande di Torino, nota come Tempio Israelitico. Edificata tra il 1880 e il 1884 dall'architetto Enrico Petiti dopo che la comunità ebraica decise di abbandonare l'incompiuto progetto della Mole Antonelliana, la sinagoga sfoggia un eccezionale stile neo-moresco e bizantino: la grandiosa facciata in mattoni policromi è scandita da quattro possenti torri angolari sormontate da cupolette dorate a bulbo alte oltre trentotto metri, mentre ampi archi a ferro di cavallo incorniciano grandi finestroni a trifora con motivi geometrici orientali. La piazza è intitolata alla memoria indelebile dello scrittore e chimico torinese Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz e autore immortale di Se questo è un uomo, che frequentò regolarmente questa comunità. L'edificio testimonia il ruolo fondamentale svolto dagli ebrei piemontesi nella cultura, nella scienza e nel Risorgimento nazionale.

    Esaminate il grandioso interno a pianta quadrata capace di accogliere oltre millequattrocento fedeli: la vasta sala di preghiera, alta ventisei metri, sfoggia una volta decorata a stucchi dorati a motivi moreschi e l'Aron haQodesh monumentale in marmi policromi orientato verso Gerusalemme, salvatosi miracolosamente dal bombardamento aereo incendiario del novembre 1942.

    Il duca Carlo Alberto emanò nel marzo 1848 il regio decreto che riconosceva agli ebrei sabaudi la piena eguaglianza dei diritti civili, ponendo fine a secoli di reclusione nell'antico ghetto di Via Maria Vittoria e aprendo la strada a una fioritura artistica ed economica senza precedenti.

    Notate la lapide in marmo scuro posta all'esterno del tempio: ricorda con commozione i seicentottanta ebrei torinesi deportati nei campi di sterminio nazisti tra il 1943 e il 1945. All'interno del complesso è attivo anche il centro comunitario con il museo ebraico, custode di preziosi rotoli della Torah in pergamena e argenti cerimoniali del Settecento.

    Addentratevi verso sud nel vivace cuore multietnico di San Salvario lungo Via Madama Cristina.

  3. 3. Quartiere San Salvario e Chiesa del Sacro Cuore di Maria

    Piazza San Salvario 1, 10125 Turin, Italy

    Immergetevi nelle strade animate e ricche di profumi del quartiere San Salvario, il rione compreso tra la stazione di Porta Nuova e il Parco del Valentino. Nato a metà dell'Ottocento come quartiere residenziale borghese e operaio collegato allo scalo ferroviario, San Salvario è divenuto negli ultimi decenni il laboratorio multiculturale e creativo più vibrante di Torino, dove convivono pacificamente chiese cattoliche, sinagoghe, centri islamici, mercati all'aperto, botteghe di liutai, librerie indipendenti e una fitta costellazione di locali gastronomici. Al centro del quartiere si staglia l'imponente facciata neogotica della Chiesa del Sacro Cuore di Maria in Piazza San Salvario, progettata nel 1887 da Carlo Ceppi con un vertiginoso campanile a cuspide aguzza che domina i palazzi a ringhiera circostanti. I vicoli lastricati pullulano di studenti, immigrati di seconda generazione e artigiani, creando un'atmosfera calda, inclusiva e stimolante che incarna la Torino del ventunesimo secolo.

    Ammirate le vetrine storiche e i portoni nobiliari lungo Via Baretti e Via Galliari: gli stucchi liberty floreali e le ringhiere sinuose in ferro battuto convivono con gallerie d'arte contemporanea e bistrot dove si degustano vitello tonnato, tajarin al tartufo e tajine marocchine in un armonioso dialogo tra culture culinarie.

    Il rione prende il nome dall'antico convento secentesco di San Salvatore, fondato dalla reggente Cristina di Francia nel 1646 per i frati Serviti sulle rive del Po e successivamente secolarizzato durante la dominazione napoleonica.

    Notate il silenzio dell'interno della Chiesa del Sacro Cuore: le alte navate ogivali in mattoni a vista e le vetrate a losanghe offrono una parentesi di quiete mistica prima di raggiungere il parco fluviale. La piazza accoglie mercati rionali mattutini dove i contadini delle campagne cuneesi portano formaggi freschi e ortaggi di stagione a chilometro zero, confermando la vocazione accogliente e popolare del borgo.

    Camminate verso est lungo Corso Raffaello per raggiungere il maestoso ingresso monumentale del Parco del Valentino.

  4. 4. Monumento all'Artigliere e Arco del Parco del Valentino

    Corso Vittorio Emanuele II 1, 10125 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'imponente e grandioso Monumento all'Artigliere, popolarmente noto come l'Arco del Valentino, collocato all'ingresso monumentale nord del parco all'incrocio tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Massimo d'Azeglio. Inaugurato nel giugno 1930 su disegno dell'architetto e scultore Pietro Canonica per commemorare i soldati e gli artiglieri caduti durante la prima guerra mondiale, questo sontuoso arco di trionfo a fornice unico in pietra chiara è sormontato da un'ardita quadriga bronzea trainata da quattro cavalli impennati guidati dalla Vittoria alata. Ai lati dell'arco si ergono colossali statue e bassorilievi in bronzo raffiguranti i serventi ai cannoni durante le battaglie del Carso e del Piave, mentre le balaustre in pietra incorniciano i primi viali alberati del grande polmone verde cittadino. L'arco funge da scenografica cerniera tra la rigorosa maglia viaria urbana e la sinuosa natura fluviale del Parco del Valentino. L'aria aperta del parco si avverte immediatamente.

    Osservate il dinamismo plastico della quadriga bronzea sulla sommità: fusa a cera persa con oltre dodici tonnellate di bronzo di cannone bellico rifuso, la scultura cattura la luce del mattino trasmettendo una sensazione di potenza monumentale che dialoga con la collina torinese sullo sfondo.

    Lo scultore Pietro Canonica, originario di Moncalieri e senatore a vita della Repubblica Italiana, realizzò l'opera rifiutando ogni compenso personale, donando il bozzetto alla città in segno di omaggio perenne ai fanti e agli artiglieri piemontesi.

    Notate le lapidi incise sui pilastri laterali: elencano le campagne militari risorgimentali in cui l'artiglieria sabauda giocò un ruolo decisivo, dalla battaglia di Goito del 1848 alla presa di Porta Pia del 1870. La scalinata in travertino e granito funge da punto di ritrovo per runner e comitive che partono per lunghi percorsi podistici lungo gli argini del fiume fino a Moncalieri.

    Varcate l'arco e imboccate il sinuoso Viale Virgilio per iniziare la passeggiata lungo le rive ombrose del fiume Po.

  5. 5. Viale Virgilio e Rive Fluviali del Po

    Viale Virgilio 10, 10126 Turin, Italy

    Incamminatevi sotto la fitta e rinfrescante volta verde di platani centenari lungo Viale Virgilio, la principale arteria pedonale del Parco del Valentino. Esteso su una superficie di oltre quattrocentoventimila metri quadrati lungo la sponda sinistra del fiume Po, il Valentino è il parco pubblico più antico, famoso e amato di Torino. Progettato nella sua conformazione paesaggistica all'inglese a partire dal 1864 dall'architetto paesaggista francese Jean-Pierre Barillet-Deschamps per volere della municipalità sabauda, il parco trasformò le antiche brughiere e golene fluviali di caccia dei duchi in un grandioso giardino romantico ottocentesco innervato di sentieri tortuosi, boschetti ombrosi, prati ondulati e ponticelli in ghisa. Le sponde erbose scendono dolcemente verso le acque placide del Po, dove nuotano cigni reali, germani reali e aironi cinerini incuranti dei passanti. Ciclisti, corridori, lettori e famiglie popolano le panchine di legno verde respirando la pace fluviale a pochi minuti dal centro.

    Osservate le storiche rimesse e gli imbarchi dei circoli di canottaggio: lungo questa riva nacque nel 1888 la Federazione Italiana Canottaggio e hanno sede le più antiche società remiere d'Italia, come la Canottieri Cerea e la Canottieri Armida fondate a metà Ottocento, le cui caratteristiche imbarcazioni in legno solcano quotidianamente le acque del fiume.

    Il nome Valentino ha origini misteriose: la tradizione più accreditata lo fa risalire a un'antica cappella altomedievale intitolata a San Valentino martire, dove i giovani innamorati torinesi si scambiavano promesse d'amore eterno già nel Seicento.

    Notate il silenzio ovattato tra le chiome degli alberi: le grandi querce farnie e i carpini bianchi del parco creano un microclima fresco che mitiga l'afa delle estati piemontesi. Nei mesi autunnali il viale si tinge di sfumature dorate e ruggine, creando un soffice tappeto di foglie secche calpestato da generazioni di passeggiatori amanti della natura.

    Pochi passi avanti lungo il viale vi condurranno davanti alla spettacolare Fontana dei Dodici Mesi di Carlo Ceppi.

  6. 6. Fontana dei Dodici Mesi di Carlo Ceppi

    Viale Matteo Maria Boiardo, 10126 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi alla scenografica ed esuberante cascata d'acqua della Fontana dei Dodici Mesi, uno dei complessi monumentali più spettacolari e affascinanti di Torino. Progettata nel 1898 dal geniale architetto e ingegnere torinese Carlo Ceppi per celebrare il cinquantenario dello Statuto Albertino durante la grande Esposizione Generale Italiana del 1898, questa fontana è l'unico edificio monumentale superstite di quella titanica fiera effimera. La composizione architettonica, che fonde con straordinaria grazia il liberty floreale e il rococò sabaudo, si sviluppa a semicerchio attorno a un vasto bacino d'acqua a gradoni: al centro sgorga una cascata impetuosa sovrastata da una terrazza balaustrata ornata da dodici statue femminili che personificano i dodici mesi dell'anno, scolpite da quattro maestri scultori tra cui Cesare Reduzzi e Leonardo Bistolfi. Alle estremità del bacino quattro colossali gruppi marmorei incarnano i quattro fiumi della provincia di Torino: il Po, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo e il Sangone. Il suono scrosciante dell'acqua rinfresca la passeggiata.

    Osservate i dettagli scultorei delle personificazioni fluviali: la fanciulla della Dora Riparia poggia su rocce alpine con un'anfora rovesciata ricoperta di giunchi, mentre il colosso barbato del Po sfoggia una possente muscolatura che evoca le divinità fluviali dell'antica Roma ellenistica, creando un teatro acquatico di vertiginosa bellezza scenografica.

    L'architetto Carlo Ceppi, famoso per aver disegnato anche la facciata della stazione di Porta Nuova, concepì la fontana con un sofisticato sistema di pompe idrauliche alimentate dalla corrente elettrica per creare getti a pressione variabile che stupirono i visitatori dell'Esposizione del 1898.

    Salite lungo le due rampe laterali fino alla terrazza superiore: da qui si gode una vista incantevole che inquadra la cascata d'acqua, i prati del Valentino e il corso scintillante del Po.

    Pochi passi verso sud-ovest vi condurranno nel maestoso Cortile d'Onore del Castello del Valentino.

  7. 7. Cortile d'Onore del Castello del Valentino

    Viale Pier Andrea Mattioli 39, 10125 Turin, Italy

    Varcate i cancelli in ferro battuto per entrare nel solenne e armonioso Cortile d'Onore del Castello del Valentino, una delle più prestigiose Residenze Sabaude iscritte dal 1997 nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO. Acquistato nel 1564 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia come villa di delizia suburbana, il castello fu completamente trasformato a partire dal 1630 dalla prima Madama Reale Maria Cristina di Francia, figlia di re Enrico IV e di Maria de' Medici, che desiderava ricreare a Torino il fasto aristocratico dei castelli della Loira e del Palais du Luxembourg di Parigi. Gli architetti ducali Carlo e Amedeo di Castellamonte disegnarono una sontuosa pianta a ferro di cavallo con quattro torri angolari a padiglione, tetti aguzzi rivestiti in ardesia scura secondo il gusto transalpino e un magnifico prospetto occidentale in laterizio rosso e marmo chiaro affacciato sulla corte d'onore. Dal 1860 il castello ospita la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, una delle più illustri scuole di progettazione d'Europa. La corte è percorsa quotidianamente da studenti e docenti.

    Alzate lo sguardo verso il piano nobile: dietro le grandi finestre centinate si trovano gli Appartamenti Reali di Madama Cristina, un trionfo barocco di stucchi dorati a rilievo eseguiti dai maestri luganesi Bernardino Quadri e Giovanni Luca Corbellino, e affreschi mitologici dipinti da Isidoro Bianchi che celebrano i fasti della dinastia sabauda.

    Il pavimento del cortile d'onore è un capolavoro di ciottolato fluviale geometrico a due colori: migliaia di ciottoli bianchi di quarzo e neri di serpentino raccolti nel greto del Po disegnano stemmi sabaudi e motivi a festone secenteschi perfettamente conservati.

    Notate il silenzio accademico delle arcate: qui si sono formati celebri architetti e ingegneri contemporanei che hanno ridisegnato il profilo urbano di Torino durante la trasformazione post-industriale.

    Uscite verso il retro del castello per contemplare la suggestiva facciata fluviale affacciata direttamente sul Po.

  8. 8. Facciata Fluviale del Castello del Valentino

    Lungo Po Armida 1, 10126 Turin, Italy

    Scendete lungo i prati erbosi fino all'argine fluviale per ammirare il prospetto orientale del Castello del Valentino, la celebre facciata fluviale che dialoga da quattro secoli con le acque del Po. A differenza del prospetto d'ingresso occidentale d'impronta francese, questa facciata mostra un linguaggio squisitamente piemontese in caldo laterizio rosso a vista, con due possenti torri angolari e un monumentale corpo centrale a loggiati ad arco sovrapposti che scende a gradoni verso il fiume. In epoca barocca il castello non era una fortezza isolata, ma una raffinata delizia fluviale accessibile direttamente dall'acqua: Madama Reale e i principi sabaudi salivano su fastose imbarcazioni dorate chiamate bucentauri, intagliate e dorate, per compiere sontuosi cortei nautici lungo il Po fino alla corte reale di Palazzo Reale o alle cascine di caccia di Moncalieri. Oggi le ampie gradinate in pietra sono il rifugio preferito di studenti e lettori che si godono il riverbero del sole sulle acque. Il contrasto cromatico tra il rosso del mattone e il verde dell'acqua è magico.

    Immaginate la spettacolare festa nautica del 1638: per festeggiare la nascita dell'erede Carlo Emanuele II, sulle acque antistanti al castello vennero allestiti teatri galleggianti effimeri e battaglie navali simulate con galee in miniatura e fuochi d'artificio specchiati nell'acqua, stupendo gli ambasciatori di tutta Europa.

    Il castello durante il periodo napoleonico fu trasformato in scuola militare e caserma di cavalleria, scampando fortunatamente agli smantellamenti e ai saccheggi che colpirono altre regge sabaude come Venaria Reale.

    Notate le aperture delle rimesse per barche nel basamento inferiore: erano le darsene ducali coperte dove venivano custoditi i remi e le chiglie delle feluche di corte al riparo dalle piene fluviali. I riflessi del tramonto colorano il laterizio piemontese di un rosso acceso che si riverbera magnificamente sulle calme acque del Po.

    Risalite verso Viale Mattioli per visitare il prezioso scrigno verde dell'Orto Botanico universitario.

  9. 9. Orto Botanico dell'Università di Torino

    Viale Pier Andrea Mattioli 25, 10125 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'elegante cancello monumentale dell'Orto Botanico dell'Università di Torino, annidato proprio a ridosso dell'ala settentrionale del Castello del Valentino. Fondato formalmente nel 1729 per volere di re Vittorio Amedeo II di Savoia come Regio Orto delle Piante Medicinali annesso alla facoltà di medicina, questo prestigioso istituto scientifico si estende su quasi tre ettari e custodisce oltre quattromila specie vegetali provenienti da tutti i continenti della Terra. Il giardino storico è suddiviso tra l'antico boschetto all'inglese con alberi monumentali piantati nel primo Ottocento, la vasca delle piante acquatiche con ninfee e fiori di loto, e le spettacolari serre ottocentesche riscaldate dove prosperano felci arboree giganti, orchidee tropicali e imponenti piante carnivore. L'Orto Botanico non è solo un paradiso di tranquillità e biodiversità nel cuore metropolitano, ma un attivo centro internazionale di ricerca genetica e conservazione di specie montane a rischio d'estinzione. L'aria è intrisa del profumo di resine e foglie aromatiche.

    Ammirate gli esemplari arborei secolari del bosco: tra questi spicca una gigantesca Ginkgo biloba piantata a fine Settecento e maestosi cipressi delle paludi con le loro caratteristiche radici respiratorie pneumatofore che emergono dal suolo umido, testimoni viventi di due secoli di studi naturalistici piemontesi.

    Il grande botanico Carlo Allioni diresse l'orto nella seconda metà del Settecento, pubblicando la monumentale Flora Pedemontana nel 1785, un'opera enciclopedica in tre volumi che classificò oltre duemilaottocento specie alpine con il sistema linneano.

    Notate il silenzio profondo all'interno delle serre storiche: l'umidità costante e il calore trattenuto dalle lastre di vetro creano un'atmosfera tropicale ovattata a pochi metri dal clima alpino torinese. L'arboreto storico conserva splendidi sentieri in acciottolato che costeggiano le aiuole delle erbe tintorie e velenose, offrendo una preziosa lezione di storia naturale ed etnobotanica a cielo aperto.

    Incamminatevi verso sud attraverso i sentieri del parco fino a raggiungere le suggestive cascate del Giardino Roccioso.

  10. 10. Giardino Roccioso del Parco del Valentino

    Viale Virgilio, Giardino Roccioso, 10126 Turin, Italy

    Immergetevi nella poesia incantata del Giardino Roccioso, un delizioso angolo segreto di oltre quarantaquattromila metri quadrati creato nel cuore del Parco del Valentino. Progettato nel 1961 dal maestro paesaggista Giuseppe Ratti in occasione delle celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia e della grandiosa rassegna floreale internazionale Flor 61, questo giardino fonde con straordinaria armonia la suggestione di un paesaggio alpino in miniatura con la grazia del giardino giapponese. Sentieri sinuosi in ghiaia risalgono morbide collinette artificiali attraversando piccoli ruscelli gorgoglianti, cascatelle tra massi di roccia alpina e laghetti popolati da carpe dorate e ninfee colorate. Lungo i percorsi sono collocate oltre duecento specie di piante perenni, rododendri, azalee e aceri giapponesi dai colori fiammeggianti, insieme a delicate sculture contemporanee che invitano a rallentare il passo e riscoprire la dimensione contemplativa del cammino. Il rumore dell'acqua che scorre tra i sassi trasmette un'immediata serenità d'animo.

    Cercate lungo il viale la famosissima scultura dei Lampioni Innamorati creata dall'artista Rodolfo Marasciuolo: due lampioni stradali in ferro battuto sono teneramente seduti su una panchina di legno, piegati l'uno verso l'altra in un abbraccio romantico che è diventato uno dei soggetti più fotografati e condivisi di tutta Torino.

    Il Giardino Roccioso ospita anche il Giardino delle Rose, inaugurato nel 1965 con centinaia di varietà di rose antiche e moderne rifiorenti che a maggio diffondono nell'aria fragranze inebrianti avvolte da pergolati in legno.

    Notate le panchine seminascoste tra le canne di bambù: offrono un angolo di riservatezza assoluta dove generazioni di innamorati e poeti torinesi hanno trovato ispirazione e quiete. Le acque dei ruscelli artificiali sono mantenute in costante ricircolo da un sistema idraulico ecologico che alimenta anche una pittoresca ruota di mulino in legno circondata da felci e iris acquatici dai petali violetti.

    Pochi passi verso sud vi condurranno davanti al ponte levatoio del fiabesco Borgo Medievale del Valentino.

  11. 11. Borgo Medievale e Cortile del Melograno

    Viale Virgilio 107, 10126 Turin, Italy

    Varcate la torre d'ingresso e il ponte levatoio in legno per essere catapultati come per magia nel cuore del quindicesimo secolo all'interno del Borgo Medievale di Torino. Questa sbalorditiva cittadella fortificata affacciata sul Po non è un'autentica rovina feudale, ma una straordinaria e rigorosa ricostruzione filologica realizzata nel 1884 per la sezione di Arte Antica dell'Esposizione Generale Italiana. Una commissione di massimi storici dell'arte, architetti e letterati guidata dall'illustre archeologo e architetto Alfredo d'Andrade studiò e copiò dal vero centinaia di castelli, pievi e case torri del Piemonte e della Valle d'Aosta del Quattrocento: dalla porta di Bussoleno alle case mercantili di Alba e Cuorgnè, ogni pietra, bifora in cotto e portale ad arco riproduce fedelmente capolavori medievali autentici. Lungo l'unica via lastricata si affacciano botteghe storiche di fabbri, stampatori e artigiani del rame, mentre al centro si apre l'intimo Cortile del Melograno con la fontana ottagonale ornata dall'albero in ferro battuto. La finzione archeologica raggiunge un livello di perfezione assoluta.

    Alzate lo sguardo verso la possente Rocca Medievale che domina il villaggio: ispirata ai castelli valdostani di Fenis, Issogne e Verres, la fortezza custodisce sale d'armi, la camera baronale con baldacchini damascati e una cucina monumentale con giganteschi spiedi per arrostire cinghiali, offrendo un ritratto vivente della vita aristocratica feudale.

    Il borgo doveva essere completamente demolito al termine dell'Esposizione del 1884, ma l'immenso successo di pubblico e l'eccezionale valore didattico convinsero il Comune di Torino ad acquistarlo e trasformarlo in museo civico permanente all'aperto.

    Notate il melograno in ferro battuto al centro della fontana: i frutti socchiusi con chicchi dorati simboleggiavano l'abbondanza, la concordia cittadina e la resurrezione nell'iconografia nobiliare tardomedievale.

    Uscite dal borgo verso ovest lungo Corso Massimo d'Azeglio per raggiungere il vertice dell'architettura moderna di Torino Esposizioni.

  12. 12. Torino Esposizioni e Salone Agnelli di Nervi

    Corso Massimo d'Azeglio 15, 10126 Turin, Italy

    Concludete il vostro itinerario attraverso la natura fluviale, i fasti reali e le meraviglie industriali di Torino davanti al monumentale complesso di Torino Esposizioni in Corso Massimo d'Azeglio. Eretto inizialmente negli anni Trenta su progetto di Ettore Sottsass senior e ricostruito magistralmente tra il 1948 e il 1954 dal sommo ingegnere Pier Luigi Nervi, questo complesso fieristico rappresenta uno dei vertici assoluti dell'architettura moderna mondiale in cemento armato precompresso. Il celeberrimo Salone Agnelli, lungo centodieci metri e largo novantacinque, lascia letteralmente senza fiato per la sua spettacolare volta a botte ondulata autoportante, realizzata con sottili elementi prefabbricati in ferrocemento ondulato che sembrano fluttuare nell'aria senza sostegni intermedi, culminante in un'abside semicircolare finestrata inondata di luce zenitale. Qui si tenne per decenni il leggendario Salone Internazionale dell'Automobile di Torino, dove debuttarono le automobili Fiat, Lancia e Ferrari che hanno motorizzato l'Italia e conquistato il mondo intero. Il rigore ingegneristico di Nervi unisce audacia statica e sublime poesia spaziale.

    Osservate la leggerezza quasi aerea degli elementi ondulati della volta nerviana: ogni cassero prefabbricato in ferrocemento misura meno di cinque centimetri di spessore, una prodezza strutturale rivoluzionaria che permise a Nervi di coprire uno spazio gigantesco in soli sette mesi di cantiere, consacrandolo tra i più grandi maestri costruttori della storia universale.

    Il complesso ha ospitato eventi memorabili: oltre al Salone dell'Auto e fiere internazionali, nel 2006 durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino il Salone Giovanni Agnelli fu trasformato nel maestoso palazzetto per le gare del torneo olimpico di hockey su ghiaccio.

    Notate come la luce naturale filtra attraverso i lucernari traforati: Nervi concepì la luce diurna come un elemento costruttivo primario, capace di scolpire le nervature ondulate del cemento come se fossero le pieghe di un immenso tessuto volante.

    Qui, al cospetto di questa cattedrale laica del lavoro umano e dell'ingegno moderno affacciata sui boschi secolari del Valentino e sul fluire eterno del Po, si conclude il nostro viaggio attraverso l'anima verde, principesca e industriale di Torino, una città straordinaria che sa custodire la memoria feudale dei Savoia guardando sempre con coraggio al futuro del mondo.