Tempio Valdese di Corso Vittorio Emanuele II

Why is it significant?

Iniziate la vostra passeggiata davanti alla monumentale facciata neoromanica a due ordini in pietra chiara del Tempio Valdese di Torino, affacciato lungo il maestoso Corso Vittorio Emanuele II.

Key Facts

PlaceTempio Valdese di Corso Vittorio Emanuele II
AddressCorso Vittorio Emanuele II 23, 10125 Turin, Italy
Geo Coordinates45.06080, 7.68350
Audio Duration~3 min
Part of WalkIl Parco del Valentino, il Borgo Medievale e il Castello: La Delizia Fluviale dei Savoia
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Iniziate la vostra passeggiata davanti alla monumentale facciata neoromanica a due ordini in pietra chiara del Tempio Valdese di Torino, affacciato lungo il maestoso Corso Vittorio Emanuele II. Eretto tra il 1851 e il 1853 su progetto dell'architetto Luigi Formento, questo tempio rappresenta uno dei monumenti civili e spirituali più significativi del Risorgimento italiano: fu il primissimo edificio di culto protestante autorizzato a Torino dopo la concessione delle Lettere Patenti del diciassette febbraio 1848 da parte di re Carlo Alberto, che riconobbero finalmente pieni diritti civili e politici alle storiche comunità valdesi delle valli piemontesi dopo secoli di persecuzioni religiose ed esilio forzato. La sobria facciata a salienti, impreziosita da archetti pensili, un elegante rosone centrale e una statua allegorica che regge la Bibbia aperta, riflette il rigore teologico e la fierezza di una comunità tenace. L'ampio sagrato alberato accoglie i passanti all'imbocco del multietnico quartiere San Salvario. Osservate l'interno a tre navate a pianta basilicale: privo di statue o immagini sacre secondo i canoni della Riforma protestante, è dominato da una luminosa abside semicircolare con il pulpito in noce intagliato e un monumentale organo a canne costruito dalla ditta Fratelli Serassi nel 1853, uno dei migliori organi storici del Piemonte ancora utilizzato per concerti di musica sacra. L'inaugurazione del tempio il ventinove ottobre 1853 vide la partecipazione entusiastica di ambasciatori stranieri, ministri del governo Cavour e patrioti risorgimentali, che celebrarono l'apertura come una storica vittoria dello stato costituzionale contro l'intolleranza clericale. Notate l'iscrizione dorata in lettere chiare sopra il portale d'ingresso: cita in francese e italiano i versetti evangelici della speranza e della pace tra tutti i popoli. L'edificio ospita tuttora una ricca biblioteca storica aperta alla cittadinanza con manoscritti del Cinquecento e resoconti dei sinodi alpini. Pochi passi verso sud lungo Via San Anselmo vi porteranno davanti alla maestosa Sinagoga Grande di Piazzetta Primo Levi.