Edimburgo dal Castello a Holyrood: il Royal Mile tra re, streghe e congiure

Un miglio di pietra in discesa dalla rupe del Castello al palazzo dove fu ucciso l'italiano David Rizzio: forche, riformatori, vicoli sepolti e la città sotterranea di Edimburgo

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  1. 1. La spianata del Castello e la Pietra del Destino

    Castle Esplanade, Castlehill, Edinburgh EH1 2NG, UK

    Sei sulla spianata del Castello di Edimburgo, l'Esplanade, e davanti a te si apre il ponte levatoio, sorvegliato da due guerrieri di bronzo nelle nicchie del corpo di guardia: William Wallace e Robert the Bruce, gli eroi delle guerre d'indipendenza, messi lì nel 1929. Sotto le tue scarpe non c'è una collina qualunque, ma il camino di un vulcano spento da circa 350 milioni di anni.

    Questa spianata nacque nel Settecento come piazza d'armi, e ancora oggi, ogni agosto, si riempie di tribune per il Military Tattoo, le cornamuse e i tamburi che dal 1950 suonano davanti al castello. Una leggenda tenace racconta anche che un pezzo di questo terreno appartenga, sulla carta, alla Nuova Scozia, in Canada: nel Seicento i baronetti di quella colonia lontana avrebbero preso possesso delle loro terre proprio qui, senza dover attraversare l'oceano. Gli storici sono scettici... ma a Edimburgo una buona storia non muore mai.

    La vicenda più incredibile legata a questo castello, però, riguarda un blocco di arenaria grezza, lungo poco più di mezzo metro. È la Pietra del Destino, la Stone of Scone: per secoli i re di Scozia furono incoronati seduti su di essa. Nel 1296 Edoardo I d'Inghilterra la portò via come bottino di guerra e la fece incastrare sotto il trono dell'incoronazione, nell'Abbazia di Westminster. Per settecento anni i sovrani inglesi furono incoronati... seduti sopra l'orgoglio della Scozia.

    Poi, la notte di Natale del 1950, quattro studenti scozzesi entrarono di nascosto a Westminster e la rubarono, spezzandola in due nella fuga. Riapparve nell'aprile del 1951 tra le rovine dell'abbazia di Arbroath, avvolta nella bandiera di Sant'Andrea. Nel 1996 Londra la restituì ufficialmente, e la pietra rimase qui, nel castello, accanto alla corona e allo scettro di Scozia. Ha fatto un'ultima trasferta a Londra per l'incoronazione di Carlo III, nel 2023, e nel 2024 si è trasferita nel nuovo museo di Perth, vicino a Scone, da dove era partita. Quindi, se speravi di vederla lassù... sei arrivato con qualche anno di ritardo.

    Ora girati e guarda verso est: tutta la città vecchia scivola giù da qui lungo un'unica cresta. I geologi la chiamano crag and tail, rupe e coda: il ghiacciaio, scorrendo verso est, si divise contro la roccia vulcanica, più dura, e dietro di essa lasciò una lunga coda di detriti. Su quella coda, per comodità e per difesa, gli scozzesi costruirono il Royal Mile, la strada che scenderai fino al palazzo di Holyrood. Incamminati in discesa verso la fine della spianata e cerca, contro un muro, una piccola fontana di ghisa.

  2. 2. Witches' Well e la Camera Obscura

    Castlehill, Edinburgh EH1 2NE, UK

    Fermati davanti a questa piccola fontana di ghisa appoggiata al muro, dove finisce la spianata: una vaschetta, due teste di donna, un serpente che si attorciglia e dei fiori di digitale. È il Witches' Well, il Pozzo delle Streghe, disegnato nel 1894 dall'artista John Duncan. Uno dei volti è sereno, l'altro maligno: la conoscenza può curare o fare del male... dipende da chi la usa.

    La ragione della fontana è molto meno poetica. Proprio su questo tratto di Castlehill, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Settecento, centinaia di persone accusate di stregoneria, quasi tutte donne, vennero strangolate e poi bruciate davanti alla folla. In tutta la Scozia, dopo la legge sulla stregoneria del 1563, gli accusati furono quasi quattromila, e circa duemilacinquecento finirono giustiziati. In proporzione agli abitanti, fu una delle cacce alle streghe più feroci d'Europa.

    A dare la spinta decisiva fu un re. Nel 1590 Giacomo VI tornava dalla Danimarca con la giovane sposa, Anna, e le tempeste nel Mare del Nord quasi affondarono le sue navi. Qualcuno doveva averle scatenate: seguirono i processi alle streghe di North Berwick, e il re in persona assistette agli interrogatori. Pochi anni dopo scrisse perfino un trattato sul demonio, la Daemonologie. Nel 2022 il governo scozzese ha chiesto formalmente scusa a tutte quelle vittime, più di quattro secoli dopo.

    Adesso alza gli occhi alla torre poco più in basso, con il terrazzino e la piccola cupola in cima. È la Camera Obscura, e la sua storia comincia con una donna: Maria Short aprì un osservatorio ottico su Calton Hill nel 1835 e nel 1853 lo trasferì qui. Più tardi la torre fu comprata da Patrick Geddes, urbanista visionario, che la chiamò Outlook Tower, la torre da cui guardare la città per capirla. Sul tetto, una lente e uno specchio proiettano l'immagine viva delle strade su un tavolo bianco, al buio: una diretta streaming, ma vittoriana.

    Da qui comincia davvero il Royal Mile. Scendi lungo Castlehill, passa sotto l'alta guglia neogotica dell'ex chiesa che oggi si chiama The Hub, e continua nel Lawnmarket, il tratto dove un tempo si teneva il mercato. Cerca sulla sinistra un palazzo alto e stretto, con due arcate di pietra al piano terra: è lì che ti fermerai.

  3. 3. Gladstone's Land: un palazzo a strati

    477B Lawnmarket, Edinburgh EH1 2NT, UK

    Guarda questo palazzo di sei piani, stretto come una fetta di torta, con due arcate di pietra al livello della strada: è Gladstone's Land, una delle case più antiche e meglio conservate del Royal Mile. Nel 1617 lo comprò un ricco mercante, Thomas Gledstanes, che lo allungò verso la strada e lo alzò ancora, perché dentro le mura l'unico spazio libero era il cielo.

    A Edimburgo un palazzo così si chiama land, e ogni piano era un mondo a sé. La città vecchia era stretta tra le mura, la rupe e le valli, e invece di allargarsi cresceva in altezza: otto, dieci, dodici piani. Si racconta che sul pendio dietro Parliament Square qualche edificio, contando dal basso, superasse i quattordici. Erano tra le case più alte d'Europa, secoli prima dei grattacieli.

    La cosa più sorprendente era la convivenza. Nello stesso land abitavano il giudice e il ciabattino, la dama e la lavandaia. I ricchi stavano ai piani di mezzo, lontani dal fango della strada ma senza troppe scale da salire; i poveri in cantina o sotto il tetto. E tutti si incrociavano ogni giorno sulla stessa scala a chiocciola. Il quartiere più elegante e quello più misero, a Edimburgo, erano spesso lo stesso edificio.

    Poi c'era l'igiene, o meglio la sua assenza. La sera, dopo il rintocco delle dieci, dalle finestre si svuotavano i secchi nella strada, al grido di gardyloo, una storpiatura del francese gare à l'eau, attenti all'acqua. Chi passava sotto rispondeva gridando di aspettare... e sperava di essere stato sentito. Tra il fumo dei camini e gli odori, la città si guadagnò un soprannome che gli abitanti usano ancora con affetto: Auld Reekie, la vecchia fumosa.

    Nel Novecento un palazzo così era destinato alla demolizione. Lo salvò nel 1934 il National Trust for Scotland, e durante i restauri, sotto l'intonaco, riapparvero soffitti di legno dipinti all'inizio del Seicento, con fiori, frutti e motivi colorati. Ora prosegui pochi passi verso est, gira a destra in George IV Bridge e subito dopo prendi a destra Victoria Street, la via curva con le facciate colorate che scende verso il Grassmarket.

  4. 4. Grassmarket: mercato, forca e Maggie mezza impiccata

    Grassmarket, Edinburgh EH1 2JU, UK

    Eccoti in fondo alla discesa, nel Grassmarket: una piazza lunga e piatta, piena di pub e di tavolini, e sopra i tetti, a picco sulla roccia, il castello che hai lasciato poco fa. Visto da quaggiù sembra irraggiungibile... e per molti assedianti, nei secoli, lo è stato davvero.

    Dal 1477, per concessione di re Giacomo III, questa piazza ospitava il mercato del bestiame e dei cavalli. Qui arrivavano i mandriani dalle campagne, con le mucche, i carri e la polvere, e tutto intorno nacquero le locande dove dormivano, bevevano e facevano affari. Era un mondo di confine, ai piedi della città rispettabile, e per molto tempo lo è rimasto.

    Ma il Grassmarket aveva anche un'altra funzione: all'estremità orientale c'era la forca. Il piccolo recinto circolare che vedi da quella parte ricorda i Covenanters, i presbiteriani giustiziati qui nel Seicento perché rifiutavano il re come capo della loro Chiesa. E nel 1736 la folla trascinò fuori di prigione il capitano John Porteous, che aveva fatto sparare sulla gente durante un'impiccagione ed era stato graziato da Londra, e lo impiccò lei stessa a un palo di tintore. Walter Scott, ottant'anni dopo, ci costruì sopra un intero romanzo.

    E c'è anche chi dalla forca è tornato. Nel 1724 Margaret Dickson fu impiccata qui, condannata per aver nascosto la gravidanza e la morte del suo neonato. Il corpo fu messo in una bara e caricato su un carro diretto a Musselburgh... ma lungo la strada, racconta la storia, dalla bara arrivarono dei colpi. Maggie era viva. Per la legge la sentenza era già stata eseguita, e lei visse ancora molti anni con un soprannome indimenticabile: Half-Hangit Maggie, Maggie mezza impiccata.

    Oggi il Grassmarket è uno degli angoli più allegri della città, soprattutto in agosto, durante il Festival. Ma ricordati sempre su che cosa stai camminando. Ora vai verso l'estremità orientale della piazza e risali Candlemaker Row, la via in salita dove un tempo lavoravano i fabbricanti di candele: in cima ti aspetta un cagnolino di bronzo.

  5. 5. Greyfriars Kirk e il fedele Bobby

    Greyfriars Place, Edinburgh EH1 2QQ, UK

    In cima alla salita lo trovi subito: un piccolo terrier di bronzo seduto su una fontanella di granito, con il muso lucido per le carezze dei turisti. È Greyfriars Bobby. Ma prima di salutarlo, varca il cancello e guarda la chiesa bassa e grigia in mezzo alle lapidi: Greyfriars Kirk.

    Il nome viene dai frati grigi, i francescani, che avevano un convento su questo terreno prima della Riforma. Dopo la loro cacciata il luogo divenne cimitero, e il giorno di Natale del 1620 vi si aprì la prima chiesa costruita a Edimburgo dopo la Riforma. Una chiesa nata da un mondo nuovo, che pochi anni dopo avrebbe cambiato la storia di tutto il regno.

    Il 28 febbraio 1638, proprio qui, nobili, pastori e cittadini firmarono il National Covenant, il patto con cui la Scozia presbiteriana respingeva il nuovo libro di preghiere imposto da Carlo I. Copie del documento girarono per tutto il paese, e da quelle firme partì una catena di guerre che arrivò fino alla decapitazione del re. Quarant'anni dopo, nel 1679, in un angolo di questo cimitero furono rinchiusi all'aperto, per mesi, circa milleduecento Covenanters catturati dopo la battaglia di Bothwell Bridge. In tanti non tornarono più a casa.

    E poi c'è Bobby. La storia vuole che il suo padrone, John Gray, guardiano notturno della polizia, fosse sepolto qui nel 1858, e che il cagnolino abbia vegliato la sua tomba per quattordici anni, fino alla propria morte, nel 1872. Nel 1867 il Lord Provost, il sindaco William Chambers, pagò di tasca sua la licenza del cane, così che nessuno potesse sopprimerlo come randagio. La statua arrivò nel 1873, offerta da una ricca filantropa, la baronessa Angela Burdett-Coutts. Qualche storico sospetta che i Bobby siano stati due, uno dopo l'altro... ma Edimburgo ha deciso da tempo a quale versione credere.

    Un consiglio: la gente di qui ti pregherà di non strofinare il naso della statua, perché la vernice consumata porta fortuna soltanto ai restauratori. Ora torna verso la strada principale e prendi George IV Bridge in direzione nord: il ponte ti riporta in quota sul Royal Mile quasi senza fatica. All'incrocio gira a destra, verso la grande chiesa con la guglia a forma di corona.

  6. 6. St Giles' e il Cuore di Midlothian

    High Street, Edinburgh EH1 1RE, UK

    Prima di entrare, guarda per terra: davanti al portale ovest di St Giles', nel selciato, c'è un cuore disegnato con cubetti di pietra. E non stupirti se vedi un passante sputarci sopra. È il Heart of Midlothian, e per molti abitanti di Edimburgo sputarci è quasi un dovere civico.

    Il cuore segna l'ingresso della Old Tolbooth, il vecchio palazzo comunale che era anche prigione e luogo di esecuzioni, demolito nel 1817. Sputare era un gesto di disprezzo per quel posto; oggi, dicono, porta fortuna. Walter Scott lo rese immortale l'anno dopo con il romanzo The Heart of Midlothian, quello sulla rivolta di Porteous che hai incontrato al Grassmarket, e anche una delle squadre di calcio della città porta lo stesso nome.

    Ora alza lo sguardo sulla chiesa. St Giles' viene chiamata cattedrale, ma ha avuto un vescovo solo per due brevi periodi del Seicento: è la High Kirk, la chiesa madre del presbiterianesimo scozzese. Dal 1559 il suo pastore fu John Knox, il riformatore che trasformò la Scozia. E la tradizione racconta che nel 1637, quando qui dentro si lesse per la prima volta il nuovo libro di preghiere voluto da Carlo I, una venditrice di nome Jenny Geddes scagliò il suo sgabello contro il celebrante. Che sia andata proprio così, nessuno lo sa: ma da quel tumulto nacque il National Covenant firmato a Greyfriars.

    La corona di pietra in cima alla torre risale alla fine del Quattrocento ed è diventata uno dei simboli della città. Dentro, la Thistle Chapel, del 1911, è un gioiello di legno intagliato, e tra i suoi angeli ce n'è uno che suona la cornamusa. Nel settembre del 2022 la bara della regina Elisabetta II rimase esposta qui per un giorno e una notte, e migliaia di persone sfilarono in silenzio davanti a lei, ora dopo ora.

    Ora costeggia la chiesa sul lato destro ed entra in Parliament Square, la piazza raccolta alle sue spalle. Sul lato est, quasi sulla strada, ti aspetta una colonna di pietra con un unicorno in cima.

  7. 7. Mercat Cross, Parliament Square e la Mary King's Close

    Parliament Square, High Street, Edinburgh EH1 1RE, UK

    Eccola, la Mercat Cross: un tamburo di pietra a otto lati, con una piattaforma in cima e una colonna sormontata da un unicorno, l'animale araldico della Scozia. Mercat significa mercato, e per secoli questo fu il cuore pubblico della città: qui si commerciava, si punivano i colpevoli e, soprattutto, si annunciavano le notizie.

    Dalla piattaforma gli araldi leggono ancora oggi i proclami reali. Nel settembre del 2022 da qui fu proclamato re Carlo III, con le trombe e le vesti ricamate, proprio come nel Medioevo. La croce che vedi, però, è in gran parte una ricostruzione del 1885, pagata da un mecenate d'eccezione: il primo ministro William Gladstone, figlio di una famiglia scozzese di Leith.

    Il lungo edificio sul lato sud della piazza è la Parliament House, costruita negli anni Trenta del Seicento. Lì dentro si riuniva il Parlamento di Scozia fino al 1707, quando votò la propria fine con il Trattato di Unione con l'Inghilterra. Molti scozzesi gridarono al tradimento, e Robert Burns, quasi un secolo dopo, scrisse che la nazione era stata comprata e venduta per l'oro inglese da una banda di furfanti. Oggi l'edificio ospita i tribunali supremi, e un Parlamento scozzese è tornato a riunirsi soltanto nel 1999.

    Ora guarda dall'altra parte della strada, verso il palazzo con il cortile e le arcate: sono le City Chambers, il municipio, costruito dal 1753 come Royal Exchange. Per farlo, i costruttori non demolirono tutto: tagliarono i piani alti dei vicoli che scendevano verso nord e usarono quelli bassi come fondamenta. Là sotto, al buio, è rimasto un pezzo di città, la Mary King's Close, che prende il nome da una commerciante vissuta nel Seicento. La peste del 1645 colpì duramente quei vicoli, e da allora le leggende di fantasmi non si contano.

    Ora continua in discesa lungo la High Street e supera la Tron Kirk, la chiesa con la guglia davanti alla quale gli abitanti si radunavano per festeggiare il Capodanno. Subito dopo l'incrocio, gira a destra in Niddry Street: è una discesa ripida, che ti porta sotto il livello della città.

  8. 8. Niddry Street: le volte del South Bridge e la St Cecilia's Hall

    Niddry Street, Cowgate, Edinburgh EH1 1LG, UK

    Sei a metà di una discesa ripida, chiusa tra facciate altissime che lasciano passare solo una striscia di cielo. Alla tua destra, nascosto dietro i muri, corre il South Bridge, il ponte su cui passa una delle strade più trafficate della città: tu, in questo momento, sei sotto il suo fianco.

    Il South Bridge fu costruito tra il 1785 e il 1788 per scavalcare la valle della Cowgate e collegare la città vecchia ai quartieri del sud e all'università. Ha diciannove arcate, ma ne vedrai una sola, quella sopra la Cowgate: tutte le altre sono state inglobate negli edifici costruiti ai lati. Negli spazi tra un'arcata e l'altra nacquero le vaults, decine di stanze senza finestre, usate all'inizio da artigiani, bottai e osti.

    Durò poco. Il ponte non era impermeabile, l'acqua filtrava dalle volte, e gli artigiani se ne andarono. Al loro posto arrivarono i più poveri, famiglie intere nell'umido e nel buio, e con loro taverne clandestine e traffici di ogni genere. Nell'Ottocento le volte furono chiuse e dimenticate, finché verso la fine del Novecento qualcuno ne riaprì l'accesso. E c'è una leggenda: la prima persona destinata ad attraversare il ponte, la moglie anziana di un giudice, morì prima dell'inaugurazione, e così fu la sua bara a passare per prima. Molti, per superstizione, si rifiutarono a lungo di usarlo.

    E ora una sorpresa più dolce. In fondo alla via, all'angolo con la Cowgate, c'è la St Cecilia's Hall, aperta nel 1763 dalla Edinburgh Musical Society: è la più antica sala da concerto costruita apposta in Scozia, con una sala ovale pensata per il suono. Nel Settecento la musica italiana era di gran moda a Edimburgo, e tra le voci più amate dal pubblico ci fu quella del castrato toscano Giusto Ferdinando Tenducci, famoso anche per come cantava le vecchie arie scozzesi. Oggi la sala custodisce la collezione di strumenti musicali dell'Università, con clavicembali, liuti e spinette.

    Adesso percorri pochi passi verso est lungo la Cowgate e risali Blackfriars Street: è una salita breve ma decisa. Tornato sulla High Street, gira a destra: poco più avanti, sull'altro lato della strada, vedrai una casa con le gallerie di legno sporgenti e una scala esterna.

  9. 9. John Knox House e la Netherbow Port

    43-45 High Street, Edinburgh EH1 1SR, UK

    Eccola, la casa più fotografata del Royal Mile: piani superiori che sporgono sulla strada, gallerie di legno, una scala esterna, e sulla facciata un'iscrizione in scozzese antico che invita ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi. Le sue parti più antiche risalgono alla fine del Quattrocento, e già questo, in una città bruciata e ricostruita tante volte, è un piccolo miracolo.

    La chiamano John Knox House, ma il nome va preso con le pinze. La tradizione vuole che il grande riformatore abbia vissuto qui i suoi ultimi anni e vi sia morto nel 1572; i documenti, però, sono scarsi. Quelli che abbiamo raccontano un'altra storia: la casa apparteneva a James Mossman, orafo della regina Maria Stuarda, l'uomo che lavorava i gioielli della corte e sorvegliava la zecca reale.

    Ed ecco il paradosso. Knox era il nemico più acceso della regina: aveva scritto un pamphlet contro il governo delle donne, e negli incontri a Holyrood, racconta lui stesso, la fece piangere più di una volta. Mossman, invece, le rimase fedele fino alla fine: durante la guerra civile difese il castello in suo nome e, quando il castello cadde, nel 1573, fu impiccato. Così la casa del suo sostenitore più leale porta oggi il nome del suo avversario più feroce.

    Pochi passi più in là, guarda per terra: delle placche di ottone nel selciato disegnano il profilo della Netherbow Port, la porta orientale della città, abbattuta nel 1764. Per molti abitanti, il mondo finiva lì: oltre la porta cominciava il Canongate, un borgo separato con le sue leggi e i suoi magistrati, unito a Edimburgo solo nel 1856. Non a caso il vecchio pub sull'angolo si chiama The World's End, la fine del mondo.

    Ora varca quella soglia invisibile ed entra nel Canongate. La strada continua a scendere, più tranquilla, per circa quattrocento metri: cerca sulla sinistra una chiesa con un frontone curvo, all'olandese, e in cima un paio di corna di cervo.

  10. 10. Canongate Kirk e la tomba di Adam Smith

    153 Canongate, Edinburgh EH8 8BN, UK

    Fermati davanti al cortile e guarda in cima al frontone: un paio di corna di cervo, con una croce tra le punte. Non è un trofeo di caccia, è lo stemma del Canongate, e nasconde una leggenda che ascolterai alla fine della passeggiata. La chiesa, con quella facciata curva che sembra uscita da una città olandese, è la Canongate Kirk.

    La sua nascita è un piccolo dramma politico. Per secoli la gente del Canongate aveva pregato nella navata dell'abbazia di Holyrood. Ma nel 1687 il re cattolico Giacomo VII decise di trasformare quella chiesa nella cappella del suo Ordine del Cardo, e i parrocchiani presbiteriani furono sfrattati. Questa chiesa fu costruita per loro tra il 1688 e il 1691 dall'architetto James Smith. Ironia della sorte: quando fu finita, il re che li aveva cacciati aveva già perso il trono.

    Nel cimitero accanto alla chiesa riposa Adam Smith, il padre dell'economia moderna, morto nel 1790. Aveva passato gli ultimi dodici anni a pochi passi da qui, a Panmure House, e sai che lavoro faceva? Il commissario delle dogane. L'uomo che con La ricchezza delle nazioni, nel 1776, aveva spiegato al mondo i vantaggi del libero commercio, passò la vecchiaia a riscuotere dazi e a dare la caccia ai contrabbandieri. E, a quanto pare, lo faceva con grande scrupolo.

    Poco lontano c'è un'altra tomba, più commovente. È quella di Robert Fergusson, giovane poeta morto nel 1774 a soli ventiquattro anni, in un manicomio. Robert Burns lo considerava il suo maestro, e quando nel 1787 lo trovò sepolto senza nemmeno una lapide, gliela fece mettere a sue spese. Fuori, sul marciapiede, Fergusson cammina ancora: una statua di bronzo a grandezza naturale, che sembra appena uscita dal cancello per andare a bere qualcosa.

    Riprendi la discesa lungo il Canongate. Sulla destra, dopo un po', comparirà l'edificio contemporaneo del Parlamento scozzese, inaugurato nel 2004, tutto legno, cemento e finestre dalle forme bizzarre. Davanti a te, in fondo alla strada, ti aspetta il cancello del palazzo reale.

  11. 11. Palazzo di Holyroodhouse: Maria Stuarda e David Rizzio

    Abbey Strand, Canongate, Edinburgh EH8 8DX, UK

    Sei arrivato in fondo al Royal Mile, davanti ai cancelli di ferro del Palazzo di Holyroodhouse, la residenza ufficiale del sovrano in Scozia. Guarda la facciata: a sinistra la torre più antica, con i suoi torrioni rotondi; a destra la sua gemella, costruita molto più tardi soltanto per fare simmetria.

    Tutto cominciò come foresteria dell'abbazia, dove i re preferivano dormire piuttosto che nel castello ventoso. Giacomo IV ne fece un palazzo intorno al 1500, Giacomo V aggiunse la torre, e Carlo II la fece ricostruire negli anni Settanta del Seicento in stile classico... senza mai venire a vedere il risultato. Guarda anche il selciato di Abbey Strand: alcune lettere S di ottone segnano il confine dell'antico santuario dell'abbazia, dove i debitori erano al sicuro dai creditori. Tra quelli che ci si rifugiarono ci fu anche lo scrittore Thomas De Quincey.

    Ma la storia che rende famoso questo palazzo parla italiano. David Rizzio era nato in Piemonte, vicino a Torino, ed era arrivato a Edimburgo nel 1561 al seguito dell'ambasciatore di Savoia. Musicista, cantava nel coro della regina Maria Stuarda; poi diventò il suo segretario per la corrispondenza in francese, e il suo confidente. Straniero, cattolico, vicinissimo alla regina: i nobili scozzesi lo detestavano, e qualcuno insinuava perfino che fosse lui il padre del bambino che lei aspettava.

    La sera del 9 marzo 1566, mentre la regina cenava con pochi intimi nelle sue stanze della torre, i congiurati guidati da Lord Ruthven salirono per una scala privata, con la complicità del marito di lei, Lord Darnley. Rizzio si aggrappò alle gonne di Maria, incinta di sei mesi; lo trascinarono via e lo pugnalarono decine di volte. La tradizione parla di cinquantasei ferite, e per secoli ai visitatori fu mostrata sul pavimento una macchia di sangue che non andava mai via. Meno di un anno dopo, anche Darnley sarebbe morto assassinato.

    Curiosamente, nel Settecento qualcuno attribuì a Rizzio alcune delle più belle melodie popolari scozzesi: era un falso, ma dice quanto il musicista piemontese fosse rimasto nell'immaginario della città. Ora segui il fianco nord del palazzo: proprio accanto alle stanze di Maria si alzano le rovine di un'abbazia senza tetto.

  12. 12. Abbazia di Holyrood: la croce tra le corna del cervo

    Palace of Holyroodhouse, Canongate, Edinburgh EH8 8DX, UK

    Davanti a te si alzano i muri di una navata gotica senza tetto: archi a sesto acuto, finestre aperte sul cielo, l'erba al posto del pavimento. È quel che resta dell'Abbazia di Holyrood, e da qui, in un certo senso, è nata tutta la città che hai attraversato scendendo dal castello.

    La leggenda racconta che nel 1128 re Davide I andò a caccia in questa foresta nel giorno della Santa Croce, nonostante i suoi consiglieri glielo sconsigliassero. Un cervo enorme lo disarcionò e stava per incornarlo quando, tra le corna dell'animale, apparve una croce luminosa, e il cervo fuggì. Per ringraziare, il re fondò un'abbazia dedicata alla Santa Croce, Holy Rood. Ecco il cervo con la croce che hai visto sul frontone della Canongate Kirk.

    Qui la Scozia ha celebrato alcuni dei suoi giorni più solenni. Nel 1503 Giacomo IV sposò in questa chiesa Margherita Tudor, figlia del re d'Inghilterra: lo chiamarono il matrimonio del Cardo e della Rosa, e un secolo dopo, proprio grazie a quella discendenza, un re scozzese salì sul trono di Londra. Nel 1633 qui fu incoronato Carlo I. E nella cripta reale furono sepolti re come Davide II, Giacomo II e Giacomo V, e lo stesso Darnley.

    Il declino arrivò con le rivoluzioni. Nel 1688 una folla protestante devastò la cappella cattolica voluta da Giacomo VII; nel Settecento si decise di rifare il tetto con lastre di pietra troppo pesanti, e nel 1768 crollò tutto. Da allora è un rudere, e forse proprio per questo è così bello: un edificio che ha smesso di servire e ha cominciato a raccontare.

    Nel luglio del 1829 un giovane compositore tedesco, Felix Mendelssohn, entrò qui al crepuscolo, tra l'edera e le colonne spezzate, e annotò le prime battute di quella che sarebbe diventata la sua Sinfonia scozzese. Hai camminato dalla rupe del castello fino a questa navata aperta sul cielo: re, streghe, riformatori, mercanti, un segretario piemontese. La passeggiata finisce qui... ma il Royal Mile, alle tue spalle, continua a raccontare.