Greyfriars Kirk e il fedele Bobby

Why is it significant?

In cima alla salita lo trovi subito: un piccolo terrier di bronzo seduto su una fontanella di granito, con il muso lucido per le carezze dei turisti. È Greyfriars Bobby. Ma prima di salutarlo, varca il cancello e guarda la chiesa bassa e grigia in mezzo alle lapidi: Greyfriars Kirk.

Key Facts

PlaceGreyfriars Kirk e il fedele Bobby
AddressGreyfriars Place, Edinburgh EH1 2QQ, UK
Geo Coordinates55.94660, -3.19230
Part of WalkEdimburgo dal Castello a Holyrood: il Royal Mile tra re, streghe e congiure
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In cima alla salita lo trovi subito: un piccolo terrier di bronzo seduto su una fontanella di granito, con il muso lucido per le carezze dei turisti. È Greyfriars Bobby. Ma prima di salutarlo, varca il cancello e guarda la chiesa bassa e grigia in mezzo alle lapidi: Greyfriars Kirk.

Il nome viene dai frati grigi, i francescani, che avevano un convento su questo terreno prima della Riforma. Dopo la loro cacciata il luogo divenne cimitero, e il giorno di Natale del 1620 vi si aprì la prima chiesa costruita a Edimburgo dopo la Riforma. Una chiesa nata da un mondo nuovo, che pochi anni dopo avrebbe cambiato la storia di tutto il regno.

Il 28 febbraio 1638, proprio qui, nobili, pastori e cittadini firmarono il National Covenant, il patto con cui la Scozia presbiteriana respingeva il nuovo libro di preghiere imposto da Carlo I. Copie del documento girarono per tutto il paese, e da quelle firme partì una catena di guerre che arrivò fino alla decapitazione del re. Quarant'anni dopo, nel 1679, in un angolo di questo cimitero furono rinchiusi all'aperto, per mesi, circa milleduecento Covenanters catturati dopo la battaglia di Bothwell Bridge. In tanti non tornarono più a casa.

E poi c'è Bobby. La storia vuole che il suo padrone, John Gray, guardiano notturno della polizia, fosse sepolto qui nel 1858, e che il cagnolino abbia vegliato la sua tomba per quattordici anni, fino alla propria morte, nel 1872. Nel 1867 il Lord Provost, il sindaco William Chambers, pagò di tasca sua la licenza del cane, così che nessuno potesse sopprimerlo come randagio. La statua arrivò nel 1873, offerta da una ricca filantropa, la baronessa Angela Burdett-Coutts. Qualche storico sospetta che i Bobby siano stati due, uno dopo l'altro... ma Edimburgo ha deciso da tempo a quale versione credere.

Un consiglio: la gente di qui ti pregherà di non strofinare il naso della statua, perché la vernice consumata porta fortuna soltanto ai restauratori. Ora torna verso la strada principale e prendi George IV Bridge in direzione nord: il ponte ti riporta in quota sul Royal Mile quasi senza fatica. All'incrocio gira a destra, verso la grande chiesa con la guglia a forma di corona.

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