Palazzo Reale, il Duomo e il Quadrilatero Romano: Le Origini e la Fede di Torino

Da Piazza Castello a Porta Palazzo attraverso la Sindone e la Consolata

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  1. 1. Piazza Castello e Palazzo Madama

    Piazza Castello 1, 10124 Turin, Italy

    Fermatevi al centro di Piazza Castello, il monumentale palcoscenico a cielo aperto dove da oltre quattro secoli batte il cuore politico, sabaudo e cerimoniale di Torino. Progettata a partire dal 1584 dall'architetto ducale Ascanio Vitozzi per volere di Carlo Emanuele I di Savoia, questa grandiosa piazza unificò l'antico tessuto medievale attorno all'antico castello comitale, aprendo le grandi direttrici barocche verso le porte della città. Al centro esatto della piazza troneggia l'incredibile architettura ibrida di Palazzo Madama: la facciata posteriore in austero laterizio rosso conserva le torri merlate della fortezza medievale trecentesca e della porta romana orientale, mentre il prospetto occidentale sfoggia l'abbagliante scenografia in marmo chiaro e pietra di Chianocco disegnata nel 1721 dal geniale architetto di corte Filippo Juvarra per la regina madre Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Il contrasto visivo tra Medioevo e Barocco esprime perfettamente l'ambizione dinastica piemontese di trasformarsi da piccolo ducato alpino in grande monarchia europea. I portici circostanti riparano i passanti dal rigore dell'inverno sabaudo.

    Esaminate il grandioso scalone juvarriano a doppia rampa all'interno di Palazzo Madama: illuminato da giganteschi finestroni panoramici affacciati sulla piazza, questo capolavoro di luce e prospettiva teatrale fu concepito per stupire gli ambasciatori stranieri con la sua vertiginosa ariosità spaziale, accogliendo il primo Senato del Regno d'Italia subito dopo la storica unificazione nazionale del 1861.

    Il nome Palazzo Madama celebra il ruolo politico determinante di due celebri Madama Reali di Savoia: Cristina di Francia nel Seicento e Maria Giovanna Battista nel Settecento, donne tenaci che governarono con polso fermo durante complicate reggenze dinastiche.

    Notate la pavimentazione in lastre di pietra di Luserna: i pedoni camminano sopra le fondamenta dell'antico decumano massimo tracciato dai legionari di Augusto nel ventotto avanti Cristo.

    Pochi passi verso nord attraverso i cancelli monumentali vi condurranno nella maestosa corte del Palazzo Reale di Torino.

  2. 2. Palazzo Reale e Giardini Reali di Torino

    Piazzetta Reale 1, 10122 Turin, Italy

    Alzate lo sguardo verso la sobria e imponente facciata secentesca in intonaco chiaro di Palazzo Reale, la reggia ufficiale della dinastia sabauda fino al trasferimento della capitale a Firenze e Roma. Eretto a partire dal 1646 per volere della reggente Cristina di Francia su disegni di Amedeo di Castellamonte, il palazzo fu concepito come una vera e propria macchina di rappresentanza reale, protetta verso la piazza da una monumentale cancellata in ferro battuto ornata dalle statue equestri bronzee dei Dioscuri Castore e Polluce scolpite da Pelagio Palagi. Varcando il portone d'onore si accede al grandioso scalone reale e agli appartamenti dorati dove operarono i maggiori artisti d'Europa, tra cui l'intagliatore Pietro Piffetti, celebre per i suoi strabilianti cassettoni in avorio e tartaruga, e il pittore Daniel Seiter, autore degli affreschi trionfali della Galleria del Daniel. Oltre la manica dell'Armeria Reale si aprono i Giardini Reali, disegnati dal celebre giardiniere di Versailles André Le Nôtre.

    Ammirate la prospettiva dei Giardini Reali: Le Nôtre disegnò nel 1697 parterre regolari, viali geometrici e scenografici bacini d'acqua ornati da sculture mitologiche di Simone Martinez, creando una corte verde di respiro parigino che si estendeva fino ai bastioni difensivi della città. Il parco restaurato è oggi un'oasi di pace per i torinesi all'ombra di tigli centenari.

    Il palazzo custodisce l'Armeria Reale, una delle raccolte di armi e armature storiche più prestigiose al mondo, fondata nel 1837 da re Carlo Alberto con armature cavalleresche da torneo e la spada originale di San Maurizio. Tra i pezzi più ammirati spiccano i finimenti da battaglia appartenuti a Emanuele Filiberto e le armature da parata decorate a cesello d'oro da maestri spadai milanesi.

    Notate il silenzio ovattato della corte d'onore: qui venivano accolti con squilli di tromba i re e gli imperatori di passaggio a Torino durante i fastosi cerimoniali della corte sabauda. I muri maestri custodiscono ancora i passaggi segreti utilizzati dai duchi per raggiungere la cappella senza essere visti.

    Uscite su Piazzetta Reale e svoltate a destra per scoprire la sbalorditiva cupola della Real Chiesa di San Lorenzo.

  3. 3. Real Chiesa di San Lorenzo e Cupola di Guarini

    Via Palazzo di Città 4, 10122 Turin, Italy

    Fermatevi davanti alla discreta facciata priva di elementi religiosi della Real Chiesa di San Lorenzo, incastonata nell'uniforme cortina di palazzi civili di Piazza Castello. La chiesa fu votata dal duca Emanuele Filiberto di Savoia il dieci agosto 1557, giorno di San Lorenzo, per celebrare la schiacciante vittoria militare delle truppe piemontesi e spagnole contro i francesi nella celeberrima battaglia di San Quintino. Privo di fondi per costruire una nuova facciata monumentale, il duca Carlo Emanuele II affidò nel 1668 la costruzione dell'interno al frate teatino e sublime matematico modenese Guarino Guarini. Varcando la bussola d'ingresso, l'effetto spaziale lascia letteralmente senza fiato: una pianta ottagonale a pareti convesse si innalza verso una prodigiosa cupola a calotta formata da sedici costoloni intrecciati che disegnano una stella a otto punte aerea e diafana, culminante in una lanterna ottagonale inondata di luce soprannaturale. È uno dei vertici assoluti dell'architettura barocca mondiale.

    Alzate lo sguardo verso la sommità della cupola guariniana: i costoloni intersecandosi formano una serie di finestrelle trapezoidali e aperture triangolari che, osservate dal pavimento, compongono un volto misterioso con occhi, naso e bocca che i torinesi chiamano la faccia del diavolo, una bizzarria ottica generata dalla pura geometria matematica della luce.

    Fu in questa chiesa che la Sacra Sindone venne esposta per la prima volta a Torino nel 1578, quando Emanuele Filiberto la fece trasportare da Chambéry per abbreviare il faticoso pellegrinaggio a piedi dell'arcivescovo milanese Carlo Borromeo.

    Notate l'assoluta oscurità dell'esterno contrapposta alla radiosità zenitale della cupola: Guarini voleva simboleggiare il passaggio dell'anima umana dalle tenebre del peccato alla luce accecante della Grazia divina. Sulle pareti dell'aula si aprono splendide cappelle ornate da stucchi e dipinti barocchi eseguiti da maestranze comasche e ticinesi.

    Pochi passi verso nord vi condurranno sul sagrato del Duomo di San Giovanni Battista e alla Cappella della Sindone.

  4. 4. Duomo di San Giovanni Battista e Cappella della Sindone

    Piazza San Giovanni 1, 10122 Turin, Italy

    Sostate sul vasto sagrato in ciottoli di Piazza San Giovanni per ammirare la nitida facciata in marmo bianco di Montanaro del Duomo di Torino, dedicato a San Giovanni Battista, patrono amatissimo della città. Eretta tra il 1491 e il 1498 dal cardinale Domenico della Rovere su progetto dell'architetto toscano Meo del Caprina, questa cattedrale a tre navate rappresenta l'unico autentico edificio sacro del Rinascimento superstite a Torino, sorta sull'area di tre basiliche paleocristiane altomedievali. Il campanile in mattoni rossi adiacente fu iniziato nel 1470 e sopraelevato nel 1720 da Filippo Juvarra con un fastoso coronamento barocco in pietra chiara. Dietro l'altare maggiore della cattedrale svetta la cupola nera della Cappella della Sacra Sindone, il celeberrimo reliquiario circolare progettato da Guarino Guarini tra il 1668 e il 1694 per custodire il lenzuolo funerario che la tradizione cattolica attribuisce a Gesù Cristo. Il santuario della Sindone emana una profonda carica di mistero e devozione secolare.

    Contemplate la straordinaria struttura a piramide ottica della Cappella della Sindone: Guarini sovrappose sei livelli concentrici di archi ribassati in marmo nero di Frabosa e marmo grigio, riducendo progressivamente le dimensioni degli archi verso la colomba dello Spirito Santo per creare un'illusione ottica di altezza infinita. Restaurata magistralmente dopo il devastante incendio dell'aprile 1997, la cappella è oggi patrimonio UNESCO.

    La Sacra Sindone, conservata oggi in una teca metallica a tenuta stagna e gas inerte sotto l'altare laterale sinistro, giunse in possesso dei Savoia nel 1453 grazie a Margherita di Charny e fu lasciata per testamento al Vaticano da re Umberto II nel 1983. Il tessuto di lino a spina di pesce reca la celebre doppia impronta corporea frontale e dorsale, oggetto di intensi studi scientifici multidisciplinari fin dalla prima fotografia scattata nel 1898 dall'avvocato torinese Secondo Pia.

    Notate i bassorilievi del portale centrale: mostrano eleganti candelabri rinascimentali e l'emblema araldico del cardinale Della Rovere con il rovere dorato a rami intrecciati. All'interno della cattedrale riposa anche il beato Pier Giorgio Frassati, giovane torinese amato per la sua instancabile carità verso i bisognosi.

    Proseguite verso nord lungo Via XX Settembre per raggiungere l'imponente mole romana di Porta Palatina.

  5. 5. Porta Palatina e Parco Archeologico Romano

    Piazza Cesare Augusto 1, 10122 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'imponente e rossastra facciata in laterizio della Porta Palatina, nota in epoca romana come Porta Principalis Sinistra, il monumento di epoca imperiale meglio conservato e più scenografico dell'Italia settentrionale. Costruita nel primo secolo dopo Cristo durante il principato dell'imperatore Augusto o di Tiberio, la porta si apriva lungo la cinta muraria settentrionale della colonia di Augusta Taurinorum, consentendo l'uscita delle carovane dirette verso la Gallia e le Alpi occidentali attraverso la Val di Susa. La struttura difensiva, alta oltre trenta metri, è affiancata da due possenti torri poligonali a sedici lati con coronamento a beccatelli medievali, che racchiudono un corpo centrale a quattro fornici sovrapposti: i due archi maggiori centrali servivano per il passaggio di carri e cavalli, mentre i due varchi minori laterali erano riservati ai pedoni. L'ampio parco archeologico circostante valorizza i resti delle mura romane in ciottoli fluviali e malta idraulica.

    Esaminate i doppi ordini di finestre ad arco cieco e passante nella galleria superiore di guardia: i legionari romani pattugliavano questi camminamenti coperti pronti a bersagliare con dardi e frecce chiunque tentasse di forzare i cancelli di quercia o le saracinesche di ferro. Nel Medioevo la porta fu trasformata in castello nobiliare e carcere giudiziario, scampando così alla demolizione.

    Il nome Palatina deriva dalla vicinanza con un palazzo comitale medievale, la Curia Palatii, sede dei rappresentanti dell'imperatore e dei magistrati comunali durante l'epoca dei Franchi e dei Longobardi.

    Ammirate le due statue bronzee moderne collocate nel parco: sono copie di quelle di Giulio Cesare e dell'imperatore Augusto, fondatore ideale della colonia taurina nel ventotto avanti Cristo. I profondi solchi visibili sui blocchi di pietra delle soglie testimoniano il passaggio ininterrotto delle ruote cerchiate in ferro dei carri da trasporto per oltre venti secoli.

    Pochi passi verso est all'interno dell'area archeologica vi porteranno davanti ai resti del Teatro Romano antico.

  6. 6. Teatro Romano di Augusta Taurinorum

    Via XX Settembre 88, 10122 Turin, Italy

    Affacciatevi sulla balaustra archeologica di Via XX Settembre per contemplare le affascinanti rovine del Teatro Romano di Augusta Taurinorum, l'unico grande edificio romano da spettacolo giunto fino a noi a Torino. Edificato inizialmente intorno al tredici avanti Cristo e successivamente ampliato verso la fine del primo secolo dopo Cristo per accogliere oltre tremila spettatori seduti, il teatro sorgeva strategicamente a ridosso dell'angolo nord-orientale della cinta muraria, vicino al decumano massimo e alla caserma dei legionari. Oggi si riconoscono chiaramente le poderose murature a semicerchio della cavea in ciottoli fluviali e laterizio, la linea dell'orchestra dove sedevano i magistrati municipali e i basamenti in pietra della scena teatrale con le scanalature dove scorreva l'antico sipario. Le rovine dialogano armoniosamente con l'imponente sagoma in mattone della Manica Nuova di Palazzo Reale, sede della Galleria Sabauda. La brezza fa vibrare i ciuffi d'erba tra i basamenti antichi.

    Immaginate la magnificenza dell'edificio antico: la scena era originariamente rivestita da sontuosi marmi policroni della Val di Susa e ornata da statue onorarie di divinità greche e imperatori, offrendo al pubblico colto della colonia rappresentazioni di commedie di Plauto, tragedie di Seneca e spettacoli di mimo musicale. Nel Medioevo le pietre del teatro furono utilizzate come cava per costruire le prime mura difensive sabaude.

    Il teatro rimase completamente sepolto e dimenticato per secoli fino al 1899, quando durante i lavori di scavo per le fondazioni della nuova ala del Palazzo Reale gli archeologi guidati da Carlo Promis riscoprirono i grandiosi resti romani. Le gradinate poggiavano su poderose sostruzioni ad arcate cieche che sfruttavano la leggera pendenza naturale del terreno verso il vicino corso del fiume Dora Riparia.

    Notate i canali di scolo radiali sul fondo dell'orchestra: servivano a drenare le abbondanti piogge autunnali direttamente verso la rete fognaria che scaricava nel fiume Po. Oggi i reperti del teatro sono perfettamente integrati nel percorso sotterraneo dei Musei Reali, offrendo una suggestiva passeggiata archeologica illuminata da fari a basso consumo.

    Dirigetevi a ovest nel cuore del suggestivo rione storico del Quadrilatero Romano lungo Via Sant'Agostino.

  7. 7. Quadrilatero Romano e Vicoli Medievali

    Via Sant'Agostino 14, 10122 Turin, Italy

    Immergetevi nell'intima e vivace atmosfera del Quadrilatero Romano, il rione più antico e caratteristico di Torino compreso tra Via Garibaldi, Corso Regina Margherita e Via della Consolata. Corrispondente al settore nord-occidentale dell'antico accampamento romano di Augusta Taurinorum, questo quartiere conserva ancora oggi l'inconfondibile reticolo a scacchiera dei cardini e dei decumani ortogonali, su cui nei secoli medievali sorsero case torri, vicoli ciottolati irregolari, cortili con ballatoi in ferro battuto e botteghe d'artigianato. Passeggiando lungo Via Sant'Agostino e Via delle Tre Galline, si avverte il fascino di una Torino segreta e raccolta, lontana dalla monumentale grandiosità sabauda delle grandi piazze reali. All'imbrunire le lanterne in ferro battuto si accendono illuminando osterie storiche, enoteche piemontesi dove si degusta il vermut e gallerie d'arte contemporanea. I profumi di agnolotti al burro e salvia e brasato al Barolo fuoriescono invitanti dai locali tipici.

    Osservate i portoni in legno massiccio dei palazzi patrizi: molti cortili interni celano scaloni a chiocciola elicoidali e loggiati ad arcate sovrapposte cinquecenteschi che ricordano la fitta urbanistica rinascimentale prima dei grandi sventramenti barocchi voluti dai duchi di Savoia. In Via delle Tre Galline aveva sede una celebre stazione di posta per carrozze già attiva nel Settecento.

    Il quartiere è noto per la sua ricchissima toponomastica storica legata agli antichi mestieri: vicolo dei Fabbri, via dei Mercanti e via dei Fornaciai ricordano le corporazioni medievali che animavano le botteghe del borgo.

    Notate le targhe in pietra con i numeri dei lotti romani: sotto il selciato di ciottoli corrono ancora tratti dei canali di fognatura romana a volta di botte. Negli anni più recenti il quartiere è diventato un vivace distretto del design e dell'artigianato creativo, dove giovani stilisti e restauratori aprono atelier accanto a botteghe storiche centenarie.

    Pochi passi verso ovest vi condurranno davanti al magnifico Santuario della Basilica della Consolata.

  8. 8. Santuario della Basilica della Consolata

    Piazza della Consolata 1, 10122 Turin, Italy

    Fermatevi nell'incantevole piazzetta raccolta davanti al Santuario della Basilica della Consolata, il santuario mariano più venerato e amato dal popolo di Torino, intitolato ufficialmente a Santa Maria della Consolazione. Sorto originariamente nel decimo secolo sui resti di una torre della cinta muraria romana come abbazia dei monaci benedettini di Novalesa, il tempio fu trasformato a partire dal 1678 dal genio di Guarino Guarini in uno spettacolare complesso a pianta esagonale ellittica innervato di cappelle radiali. Nel 1729 il sovrano Vittorio Amedeo II affidò a Filippo Juvarra il completamento dell'opera: l'architetto siciliano inserì il luminoso presbiterio a rotonda con colonne in marmo verde e lo scenografico altare maggiore dominato dal miracoloso dipinto della Vergine della Consolazione. L'interno è un tripudio di marmi policromi, stucchi dorati e migliaia di quadretti ex voto dipinti dai fedeli che tappezzano le pareti per grazia ricevuta durante guerre e pestilenze. L'atmosfera mistica tocca profondamente ogni pellegrino.

    Ammirate il possente campanile romanico che affianca la basilica: eretto intorno all'anno mille dall'abate Gezone, è l'unico edificio altomedievale completo superstite a Torino. La sua massiccia canna quadrata in laterizio con quattro ordini di bifore lombarde custodisce la campana maggiore del santuario, fusa nel 1748 e del peso di oltre quattro tonnellate.

    Davanti alla basilica si trova lo storico Caffè Al Bicerin, fondato nel 1763: fu proprio ai suoi tavolini di marmo che nacque la celebre bevanda torinese a base di caffè espresso bollente, cioccolata fondente fusa e crema di latte fresco fredda, amata da Camillo Benso di Cavour e Alexandre Dumas.

    Notate le pareti laterali cariche di ex voto popolari: le tavolette dipinte a mano narrano salvataggi miracolosi da incidenti carrai, fulmini e bombardamenti aerei bellici. Tra i dipinti votivi più commoventi compaiono le testimonianze degli scampati al devastante assedio francese del 1706, quando la popolazione affidò la salvezza della città alla Vergine Consolatrice.

    Scendete verso sud lungo Via della Consolata fino a raggiungere l'ampio spazio aperto di Piazza Savoia.

  9. 9. Piazza Savoia e Obelisco delle Leggi Siccardi

    Piazza Savoia 1, 10122 Turin, Italy

    Sostate nell'ampia e regolare Piazza Savoia, uno dei nodi urbanistici più significativi del secondo ampliamento barocco di Torino verso ovest. Al centro della piazza svetta l'ardito Obelisco delle Leggi Siccardi, un imponente monolito in granito di Baveno alto oltre ventuno metri, inaugurato solennemente il ventitré novembre 1853 su progetto del pittore e architetto Luigi Quarenghi. Il monumento fu eretto tramite una celebre sottoscrizione popolare promossa dal quotidiano liberale La Gazzetta del Popolo per commemorare l'approvazione delle storiche leggi proposte nel 1850 dal ministro della giustizia Giuseppe Siccardi. Queste norme rivoluzionarie abolirono gli anacronistici privilegi feudali della Chiesa cattolica nel Regno di Sardegna—come il foro ecclesiastico separato, il diritto d'asilo nelle chiese e la manomorta—segnando una tappa fondamentale verso la laicità dello stato moderno e la libertà civile di tutti i cittadini piemontesi. La piazza è cinta da nobili palazzi settecenteschi dalle tinte calde.

    Osservate la base dell'obelisco: nei massicci blocchi di basamento è incapsulata una cassa di piombo contenente gli statuti del regno, copie dei giornali dell'epoca, monete d'argento e i nomi degli oltre ventiseimila cittadini e comuni piemontesi che donarono spontaneamente denaro per finanziare l'opera pubblica. L'obelisco rappresenta uno dei simboli più autentici dell'orgoglio laico e costituzionale torinese.

    Il monumento suscitò una feroce opposizione da parte dell'arcivescovo Luigi Fransoni, che si rifiutò di amministrare i sacramenti al ministro Pietro De Rossi di Santarosa sul letto di morte, provocando tumulti popolari che costrinsero il prelato all'esilio definitivo a Lione.

    Notate il silenzio elegante della piazza: le sobrie facciate dei palazzi nobiliari circostanti, tra cui Palazzo Saluzzo di Paesana poco distante, mostrano il rigore formale dell'architettura sabauda. La piazza ha mantenuto intatta la sua pavimentazione storica e accoglie eleganti portoni carrai in ferro battuto che si aprono su ariosi cortili alberati.

    Camine verso sud-ovest lungo Via del Carmine per ammirare la monumentale Chiesa della Madonna del Carmine.

  10. 10. Chiesa della Madonna del Carmine di Juvarra

    Via del Carmine 3, 10122 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'imponente sagoma in laterizio rosso della Chiesa della Madonna del Carmine all'angolo tra Via del Carmine e Via Bligny. Eretta tra il 1732 e il 1736 per i Padri Carmelitani Scalzi su progetto dell'abate messinese Filippo Juvarra, questa chiesa rappresenta uno dei suoi vertici architettonici più raffinati e sperimentali prima della sua partenza per Madrid. L'interno a navata unica è celebre nella storia dell'arte per la magistrale e innovativa concezione della luce: Juvarra non si limitò a illuminare la volta centrale, ma creò profonde cappelle laterali traforate da alti archi aperti verso l'alto, sormontate da balconate concave dove grandi finestroni ellittici invisibili dal basso inondano le cappelle di una luce dorata e teatrale di sapore celestiale. La purezza degli stucchi bianchi e l'audacia delle aperture aeree donano allo spazio sacro una leggerezza luministica quasi musicale. Il silenzio della navata amplifica l'emozione architettonica.

    Contemplate il grandioso altare maggiore sormontato dalla scenografica pala d'altare della Madonna del Carmine dipinta nel 1755 dal celebre maestro veneziano Sebastiano Ricci: i colori brillanti, la grazia dei panneggi serici e il pathos devoto dialogano alla perfezione con le colonne scanalate e le statue marmoree scolpite da Giovanni Battista Bernero. L'insieme costituisce una sintesi magistrale di pittura veneziana e architettura barocca sabauda.

    Durante i violentissimi bombardamenti aerei alleati del luglio 1943, una bomba perforante distrusse gran parte della copertura della navata e della cappella sinistra, ma i pilastri juvarriani ressero miracolosamente all'impatto strutturale, permettendo un fedele restauro filologico nel dopoguerra.

    Alzate lo sguardo verso i ballatoi traforati delle cappelle: Juvarra concepì questi archi pensili ispirandosi alle ardite scenografie teatrali dei Bibiena per stupire i fedeli con una luce metafisica.

    Incamminatevi verso est lungo Via Corte d'Appello fino a raggiungere la scenografica Piazza Palazzo di Città.

  11. 11. Palazzo di Città e Piazza del Municipio

    Piazza Palazzo di Città 1, 10122 Turin, Italy

    Sostate nell'elegante cornice rettangolare di Piazza Palazzo di Città, storicamente conosciuta come Piazza delle Erbe, il baricentro dell'amministrazione civica e della libertà municipale di Torino fin dall'epoca comunale. A dominare il lato occidentale della piazza sorge Palazzo di Città, sede del municipio dal Medioevo, completamente riedificato tra il 1659 e il 1663 dall'architetto ducale Francesco Lanfranchi e successivamente arricchito da Filippo Juvarra con il solenne atrio colonnato e il salone consiliare. La facciata classica a due ordini, scandita da paraste corinzie e coronata da una balaustra con statue allegoriche marmoree, esprime l'equilibrio e l'austerità del governo cittadino. Al centro esatto della piazza si staglia il dinamico monumento bronzeo ad Amedeo VI di Savoia, il celebre Conte Verde, scolpito nel 1853 da Pelagio Palagi: il guerriero medievale è raffigurato nell'atto di atterrare con la lancia un soldato turco, a ricordo delle sue gloriose crociate nel mar Nero nel 1366. Il selciato pulito e le botteghe storiche conferiscono alla piazza un'atmosfera signorile e senza tempo.

    Osservate i portici che circondano la piazza disegnati nel 1756 dall'architetto Benedetto Alfieri: uniformarono armoniosamente le botteghe e i caffè municipali, creando un elegante salotto porticato dove gli assessori e i sindaci di Torino incontravano quotidianamente i cittadini e i commercianti dei quartieri centrali.

    Davanti a questo palazzo nel 1848 re Carlo Alberto proclamò pubblicamente lo Statuto Albertino, la carta costituzionale fondamentale che resse il Regno di Sardegna prima e il Regno d'Italia poi fino all'avvento della Costituzione repubblicana del 1948.

    Notate il portale d'ingresso della torre civica: le campane municipali suonavano a martello per convocare il popolo a parlamento generale in caso di incendi o assedi nemici.

    Pochi passi verso nord attraverso i vicoli acciottolati vi condurranno nell'immensa distesa di Piazza della Repubblica a Porta Palazzo.

  12. 12. Piazza della Repubblica e Mercato di Porta Palazzo

    Piazza della Repubblica 1, 10122 Turin, Italy

    Concludete il vostro itinerario attraverso le origini, le mura e la fede di Torino entrando nella sbalorditiva immensità ottagonale di Piazza della Repubblica, nota in tutto il mondo come Porta Palazzo. Con una superficie di oltre cinquantamila metri quadrati ridisegnata nel 1825 dall'architetto regio Gaetano Lombardi, questa piazza monumentale accoglie ogni giorno il più grande mercato all'aperto d'Europa, con oltre mille banchi di vendita che attirano decine di migliaia di acquirenti. È il caleidoscopio più vivace e multiculturale di Torino: i banchi dei contadini piemontesi con verdure dell'orto, formaggi d'alpeggio come toma e Castelmagno e tartufi profumati si mescolano ai banchi di spezie nordafricane, pesce freschissimo giunto dai porti liguri e sete orientali. Al centro svettano i padiglioni liberty coperti, tra cui la maestosa Tettoia dei Contadini e la struttura metallica ottocentesca del Mercato dell'Orologio. Il vociare sonoro dei venditori e i colori sgargianti delle cassette di frutta creano una sinfonia popolare travolgente.

    Esaminate il grandioso edificio d'archeologia industriale del Mercato Centrale disegnato dall'architetto Massimiliano Fuksas: la moderna facciata in vetro e metallo dialoga con le sottostanti ghiacciaie sotterranee settecentesche, enormi ambienti a cupola scavati nel tufo dove in passato venivano stoccati blocchi di ghiaccio montano per conservare le derrate alimentari di tutta la città.

    Il mercato di Porta Palazzo è stato per tutto il Novecento il primo porto d'approdo dell'immigrazione italiana, accogliendo generazioni di operai arrivati dal Veneto e dal Mezzogiorno per lavorare nelle grandi fabbriche automobilistiche della Fiat.

    Salite sul ponte levatoio della vicina Porta Palatina al tramonto per contemplare la marea umana che sfuma nei vicoli del Quadrilatero Romano: qui si respira l'anima più autentica, laboriosa e accogliente di Torino.

    Qui, tra i profumi dei mercati e le ombre millenarie delle porte augustee, si conclude il nostro viaggio lungo le radici storiche, imperiali e devozionali di Torino, una metropoli aristocratica che ha saputo fondere il rigore sabaudo con la feconda generosità del lavoro umano.