Berlino ribelle: Kreuzberg, la East Side Gallery e la street art

Dal Bacio fraterno sul Muro dipinto al mercato turco sul canale: ponti di mattoni, punk e case occupate, mercati coperti dell'Ottocento e la Berlino turca di Kottbusser Tor

Berlin · 11 stops · 27 min audio · Generated

  1. 1. East Side Gallery: il Bacio fraterno

    Mühlenstraße, 10243 Berlin, Germany

    Mettiti davanti al murale più fotografato di Berlino: due vecchi leader, il sovietico Leonid Brežnev e il tedesco orientale Erich Honecker, stretti in un bacio sulla bocca, enorme, quasi imbarazzante. Intorno a te la gente fa la fila per il selfie. E sotto quei colori c'è un pezzo autentico del Muro.

    La scena non è inventata. Nel 1979, per i trent'anni della DDR, i due si scambiarono davvero il bacio fraterno socialista, un rito di saluto tra compagni, e un fotografo francese lo immortalò. Nel 1990 l'artista Dmitri Vrubel, nato a Mosca, lo dipinse qui, con una scritta in russo e in tedesco che suona più o meno così: Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale. Un bacio tra potenti trasformato in una preghiera disperata.

    La East Side Gallery è lunga circa un chilometro e trecento metri ed è il tratto di Muro più lungo ancora in piedi. Nel 1990, pochi mesi dopo la caduta, oltre un centinaio di artisti di una ventina di paesi la trasformarono in una galleria a cielo aperto. Il paradosso è che questo lato, quello dipinto, guardava verso Est: prima del 1989 nessuno avrebbe potuto avvicinarsi per tracciarci sopra nemmeno una riga.

    Il vero confine, qui, era il fiume che scorre dietro il Muro. La Sprea apparteneva a Berlino Est fino alla riva opposta, quella di Kreuzberg, e questo muro serviva a impedire ai cittadini dell'Est perfino di arrivare all'acqua. Il confine sull'acqua ebbe conseguenze tragiche: alcuni bambini di Kreuzberg caddero nel fiume giocando sulla riva occidentale, e nessuno poté salvarli in tempo. I soccorritori dell'Ovest non potevano entrare nelle acque della DDR.

    Mentre cammini lungo la galleria, nota quante pitture sono state rifatte: lo smog, il tempo e le firme dei turisti le consumano, e nel 2009 molti artisti tornarono a ridipingere le loro opere. Guarda anche quelle meno famose, spesso più belle. Ora prosegui verso sud-est seguendo il Muro fino alla fine: davanti a te comparirà un ponte di mattoni rossi con due torri, come un castello che attraversa il fiume.

  2. 2. Oberbaumbrücke: il ponte tra due mondi

    Oberbaumbrücke, 10243 Berlin, Germany

    Fermati a metà del ponte e guarda le due torri di mattoni con le guglie, gli archi che scavalcano la Sprea e, sopra la tua testa, il treno giallo della metropolitana che passa sferragliando sul piano superiore. È forse il ponte più bello di Berlino, e sembra antico come un castello medievale. In realtà ha poco più di centotrent'anni.

    Il nome viene da molto più lontano. Nel Settecento qui, di notte, il fiume veniva sbarrato con un grosso tronco galleggiante messo di traverso, per costringere le barche a fermarsi e pagare il dazio. Quella sbarra si chiamava Oberbaum, l'albero di sopra, perché stava a monte della città. Il ponte di mattoni fu costruito tra il 1894 e il 1896 in stile neogotico, e dal 1902 porta sul dorso la prima linea della metropolitana di Berlino.

    Nel 1945 i soldati tedeschi fecero saltare la parte centrale per fermare l'Armata Rossa. Poi arrivò il Muro, e il ponte diventò un valico tra Friedrichshain, a Est, e Kreuzberg, a Ovest: solo pedoni, solo con i permessi giusti. Sulla riva di Kreuzberg, poco a valle, una lapide ricorda i cinque bambini annegati nella Sprea tra il 1966 e il 1975, tra cui Giuseppe Savoca, di famiglia italiana, e Çetin Mert, morto il giorno del suo quinto compleanno. Solo dopo quell'ultima morte le due Germanie si accordarono sui soccorsi.

    Dopo la riunificazione il ponte fu restaurato e riaprì a metà degli anni Novanta, con una nuova campata centrale in acciaio disegnata da Santiago Calatrava. Oggi è il simbolo di un distretto unico: Friedrichshain e Kreuzberg, un tempo separati dal Muro, nel 2001 sono stati riuniti in un solo distretto amministrativo. Da fine anni Novanta, d'estate, sul ponte si è spesso combattuta una battaglia goliardica a colpi di verdura marcia e acqua tra gli abitanti delle due sponde.

    Dal centro del ponte guarda verso ovest: la Sprea scorre larga verso il centro, e nelle giornate limpide vedi spuntare la torre della televisione di Alexanderplatz. Ora scendi dalla parte di Kreuzberg e segui il viadotto della metropolitana: la prima stazione, con il suo edificio decorato come una palazzina, è Schlesisches Tor.

  3. 3. Schlesisches Tor e il Wrangelkiez

    Skalitzer Straße / Schlesische Straße, 10997 Berlin, Germany

    Sotto i binari sopraelevati, guarda l'edificio della stazione di Schlesisches Tor: mattoni, intonaco, torrette, un'aria quasi da villa di campagna che non c'entra niente con il traffico che gli gira intorno. Sopra di te passano i treni, sotto le biciclette, e tutto attorno si apre il Wrangelkiez, un pezzo di Kreuzberg che sembra un villaggio.

    Il nome ricorda una porta della vecchia cinta daziaria di Berlino, da cui partiva la strada verso la Slesia. La stazione fu aperta nel 1902 con la prima linea di metropolitana della città, e i progettisti la vestirono da palazzina elegante: una ferrovia che correva su un viadotto in mezzo alle case doveva sembrare una cosa raffinata, non una ferita nel quartiere. Il risultato è una delle stazioni più fotografate della linea.

    Dopo il 1961, però, questa stazione diventò un capolinea. Oltre il ponte cominciava Berlino Est, e i treni si fermavano qui. Il vecchio distretto postale si chiamava SO 36, Sud-Est 36: un angolo cieco della città occidentale, stretto dal Muro, con affitti bassi, case vecchie e servizi in cortile. Chi poteva se ne andava. Chi restava, o arrivava, erano studenti, artisti, operai immigrati. La linea fu ricollegata oltre il ponte solo nel 1995.

    Ed è proprio da quell'angolo cieco che è nata la Kreuzberg che conosci. Guarda Schlesische Straße e Wrangelstraße: caffè minuscoli, chioschi di kebab, librerie, laboratori, bar con le sedie sul marciapiede. Il quartiere prende il nome dal feldmaresciallo prussiano Friedrich von Wrangel, l'uomo che nel novembre del 1848 portò le truppe a Berlino contro la rivoluzione. Oggi le sue strade sono tra le più ribelli della città: Berlino adora queste ironie.

    Un consiglio da amico: di sera Schlesische Straße è uno dei posti più vivi della città, ma di giorno il Wrangelkiez ha un'aria da paese, con i vicini che chiacchierano davanti ai portoni e i bambini in bicicletta. Ora cammina verso sud, attraverso il cuore del quartiere, fino a un grande spazio verde: ti aspetta un parco nato sulle rovine di una stazione.

  4. 4. Görlitzer Park: il parco sulla stazione scomparsa

    Görlitzer Straße, 10997 Berlin, Germany

    Entra nel Görlitzer Park, il Görli per chi abita qui: prati spelacchiati, collinette, alberi, gente sdraiata al sole, cani, frisbee, musica da una cassa portatile. Sembra un parco qualunque. Ma guarda la forma del terreno: lunga, stretta, con dislivelli e terrapieni che non hanno l'aria di essere naturali. Qui passavano i binari.

    Dagli anni Sessanta dell'Ottocento su quest'area sorgeva il Görlitzer Bahnhof, la stazione da cui partivano i treni verso la Slesia e verso la città di Görlitz, oggi sul confine polacco. Era una stazione monumentale, con un viavai di viaggiatori diretti a sud-est e merci che arrivavano dalle campagne. Poi venne la guerra, e dopo il 1945 una stazione con i binari puntati verso l'Est, in una città divisa, perse la sua ragione d'esistere.

    Il servizio passeggeri finì nel 1951, l'edificio fu demolito negli anni Sessanta, e per decenni l'area rimase uno scalo merci, poi un terreno abbandonato. Negli anni Ottanta, dopo lunghe discussioni nel quartiere, si decise di farne un parco, aperto a poco a poco a partire dalla fine del decennio. Il nome della stazione è sopravvissuto: la fermata della metropolitana lì vicino si chiama ancora Görlitzer Bahnhof, anche se da più di settant'anni nessun treno parte da qui per Görlitz.

    Il Görli ha due facce, e i berlinesi lo sanno bene. Di giorno è il giardino di casa di mezzo quartiere, con famiglie che fanno il barbecue, studenti, bambini e anziani sulle panchine. Ma da anni è anche al centro di discussioni accese sullo spaccio e sulla sicurezza, e la città continua a dividersi su come gestirlo. È un concentrato di Kreuzberg: libertà, conflitto e convivenza, tutto sullo stesso prato.

    Mentre attraversi il parco verso nord-ovest, prova a immaginare i treni a vapore che sbuffavano verso la Slesia proprio dove adesso qualcuno suona la chitarra sull'erba. Esci dal lato di Skalitzer Straße, sotto la sopraelevata: oltre la strada, una grande chiesa di mattoni domina una piazza alberata.

  5. 5. Lausitzer Platz e la chiesa di Emmaus

    Lausitzer Platz 8a, 10997 Berlin, Germany

    Alza gli occhi sulla chiesa di Emmaus, un gigante di mattoni con il campanile alto e appuntito, piantato in mezzo a Lausitzer Platz come una nave in un porto troppo piccolo. Intorno, alberi, panchine, un parco giochi e caseggiati dell'Ottocento con le facciate scrostate o appena ridipinte.

    La chiesa fu completata nel 1893 su progetto di August Orth, quando Kreuzberg era un quartiere operaio in piena esplosione. In quegli anni si costruivano le Mietskasernen, le caserme d'affitto: palazzi profondi, con un cortile dietro l'altro, dove in pochi metri quadrati viveva una famiglia intera, e nei cortili più interni rumoreggiavano officine e laboratori. Una chiesa enorme per una popolazione enorme, e in gran parte povera.

    Negli anni Sessanta e Settanta il Senato di Berlino Ovest progettava di abbattere interi isolati di questo quartiere per sostituirli con palazzoni moderni, e di farci passare un'autostrada urbana. Molti caseggiati furono svuotati in attesa delle ruspe. E a quel punto, all'inizio degli anni Ottanta, arrivarono gli occupanti: giovani che entravano nelle case vuote, le riparavano e ci andavano a vivere. Li chiamavano Instandbesetzer, occupanti-restauratori. Grazie anche a loro, molte di queste case sono ancora in piedi.

    Il primo maggio del 1987, proprio su questa piazza, una festa di strada degenerò in una notte di scontri con la polizia: barricate, vetrine rotte, e un supermercato vicino alla stazione di Görlitzer Bahnhof completamente in fiamme. Da allora il primo maggio a Kreuzberg è diventato un rito, per anni teso e violento, oggi più spesso una grande festa di strada. Ma è qui che tutto è cominciato.

    E oggi? Le strade intorno a Lausitzer Platz sono tra le più ambite di Berlino, e gli affitti salgono: i figli degli occupanti discutono di gentrificazione negli stessi caffè dove i genitori facevano assemblee. È la storia di Kreuzberg in una frase. Ora prendi Eisenbahnstraße verso nord: a metà strada ti aspetta un grande mercato coperto di fine Ottocento, rinato grazie ai vicini.

  6. 6. Markthalle Neun: il mercato coperto rinato

    Eisenbahnstraße 42/43, 10997 Berlin, Germany

    Entra nel grande capannone di mattoni e ferro: soffitto altissimo, travi a vista, luce che scende dalle finestre in alto, e banchi di formaggi, pane, verdure e birra artigianale. L'aria sa di lievito e di caffè. Sembra un mercato nuovo e alla moda, ma questa sala ha più di centotrent'anni.

    Nell'Ottocento Berlino crebbe in modo vertiginoso, e i mercati all'aperto nelle piazze diventarono un problema di igiene e di traffico. Così la città costruì una rete di mercati coperti numerati, sparsi per tutti i quartieri, e questo fu il numero nove, la Markthalle IX, aperta nel 1891. Era un'idea modernissima: carne, pesce e verdura controllati, al riparo, con l'acqua corrente. Per i quartieri operai fu una piccola rivoluzione.

    Nel Novecento, però, i supermercati vinsero la partita. Molte delle vecchie Markthallen furono demolite o distrutte dalle bombe, e questa sopravvisse a fatica, mezza vuota, con pochi banchi e un discount all'interno. Quando, alla fine degli anni Duemila, si parlò di venderla a un investitore, gli abitanti del quartiere si mobilitarono per salvarla come mercato.

    Dal 2011 la sala è rinata come Markthalle Neun, con produttori locali, panettieri, piccoli birrifici e serate dedicate al cibo di strada di mezzo mondo che hanno fatto scuola in tutta la città. In pochi metri puoi assaggiare la Berlino di oggi: cucina turca, vietnamita, tedesca, tutto insieme. È diventata uno dei luoghi più amati del quartiere... e anche uno dei più discussi.

    Perché il successo ha un prezzo: alcuni vicini temono che un mercato così attraente porti turisti e affitti più alti, e che il vecchio Kreuzberg sparisca. È la stessa domanda che senti in tutta la zona: chi potrà permettersi di restare? Prima di uscire, alza lo sguardo sulle capriate di ferro: sono le stesse sotto cui facevano la spesa le famiglie operaie del 1891. Ora esci e cammina verso nord-ovest, fino a un grande prato davanti a un lungo edificio con due torri gemelle sopra l'ingresso.

  7. 7. Mariannenplatz e Bethanien

    Mariannenplatz 2, 10997 Berlin, Germany

    Davanti a te si allunga Mariannenplatz, un grande prato rettangolare, e sul lato si alza il palazzo di Bethanien, con le sue due torri gemelle sopra l'ingresso. Ha l'aria di un collegio o di un monastero. Era un ospedale, ed è diventato, nel giro di un secolo, uno dei simboli della Kreuzberg ribelle.

    Bethanien fu costruito negli anni Quaranta dell'Ottocento per volere del re Federico Guglielmo IV, come ospedale e casa delle diaconesse, le infermiere protestanti. E qui ti aspetta una sorpresa letteraria: tra il 1848 e il 1849 in questo ospedale lavorò come farmacista un giovane Theodor Fontane, che sarebbe diventato uno dei grandi romanzieri tedeschi dell'Ottocento. Prima dei libri, insomma, preparava sciroppi e insegnava farmacia alle suore.

    Nel 1970 l'ospedale chiuse e si parlò di demolirlo. Nel dicembre del 1971 un gruppo di giovani occupò l'ex casa delle infermiere, accanto al palazzo principale, e la battezzò Georg-von-Rauch-Haus, dal nome di un giovane anarchico ucciso pochi giorni prima in una sparatoria con la polizia. Fu una delle prime case occupate della Germania Ovest, e la casa esiste ancora oggi, autogestita.

    La band Ton Steine Scherben, il gruppo rock più politico di Berlino Ovest, ne fece una canzone, il Rauch-Haus-Song, che i veterani di Kreuzberg cantano ancora a memoria: il ritornello rivendica, in sostanza, che quella casa è loro. Il cantante era Rio Reiser, e il suo nome lo ritroverai tra poco su una piazza. Il palazzo principale, salvato dalle ruspe, è diventato invece una casa per artisti e per la cultura del quartiere.

    Guarda in fondo al prato, verso nord: la chiesa di San Tommaso, con la sua cupola. Durante la divisione il Muro le correva proprio dietro, e la chiesa stava letteralmente sull'orlo del mondo occidentale. Ora torna verso sud lungo Mariannenstraße: in pochi minuti sbuchi su Oranienstraße, la strada più famosa di Kreuzberg.

  8. 8. Oranienstraße, il SO36 e Rio-Reiser-Platz

    Oranienstraße 190, 10999 Berlin, Germany

    Ecco Oranienstraße: insegne colorate, graffiti stratificati su ogni portone, adesivi su ogni palo, bar, librerie militanti, chioschi, negozi di dischi. Sei vicino al numero 190, dove dietro una facciata quasi anonima si nasconde il SO36, il club punk più leggendario di Berlino.

    Il club prende il nome dal vecchio codice postale del quartiere e aprì nel 1978. In pochi anni diventò il tempio del punk e della new wave di Berlino Ovest: concerti sudati, muri neri, musicisti arrivati da mezzo mondo, in una città murata che proprio per questo si sentiva libera di sperimentare tutto. Dopo alti e bassi, chiusure e riaperture, da anni è gestito in forma collettiva e ospita ancora concerti, serate e feste di quartiere.

    Pochi passi più in là, all'incrocio con Mariannenstraße, c'è una piazzetta che per oltre un secolo si è chiamata Heinrichplatz. Nel 2022 è stata ribattezzata Rio-Reiser-Platz, in onore del cantante dei Ton Steine Scherben, la voce di quella Kreuzberg. È raro che una città dedichi una piazza a un rocker così radicale: Kreuzberg l'ha fatto con naturalezza, come si ricorda un vecchio amico.

    Oranienstraße è anche il palcoscenico del primo maggio, e negli anni ha visto cortei, barricate, feste e dibattiti infiniti. Ma è soprattutto una strada di convivenza: accanto ai bar dei punk ci sono alimentari turchi, sedi di associazioni curde, panetterie arabe, caffè di nuovi arrivati da mezza Europa. Ogni ondata di immigrati e di ribelli ha lasciato qui uno strato, come i manifesti incollati uno sopra l'altro.

    Fermati un attimo e leggi i muri: tra i graffiti trovi slogan contro gli affitti, ricordi di amici scomparsi, poesie, appelli per i rifugiati. È la street art più vera di Berlino, quella che non è stata pensata per i turisti. Ora prosegui verso ovest e gira a sinistra in Adalbertstraße: in fondo, dove la metropolitana sopraelevata gira tra palazzoni di cemento, c'è Kottbusser Tor.

  9. 9. Kottbusser Tor: la piccola Istanbul

    Kottbusser Tor, 10999 Berlin, Germany

    Eccoti al Kotti, come lo chiamano tutti: una rotonda caotica, la metropolitana gialla che passa sopra sul viadotto, e un enorme palazzone curvo di cemento, con balconi e insegne, che scavalca perfino la strada. Sotto, negozi di telefonini, chioschi, sale da tè, gente che aspetta l'autobus. È rumoroso, un po' sporco e completamente vivo.

    Il palazzone si chiama Neues Kreuzberger Zentrum, il nuovo centro di Kreuzberg, costruito tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta. Faceva parte del grande piano di rinnovamento che voleva radere al suolo i vecchi caseggiati: una città nuova di cemento, con un'autostrada urbana che sarebbe dovuta passare qui vicino. L'autostrada non arrivò mai, e il palazzone rimase lì, come un pezzo di futuro abbandonato.

    E ora un paradosso della storia. Il 30 ottobre 1961, poco più di due mesi dopo la costruzione del Muro, la Germania Ovest firmò con la Turchia un accordo per reclutare lavoratori. Il Muro aveva tagliato fuori i pendolari dell'Est, e le fabbriche di Berlino Ovest avevano bisogno di braccia. Molti dei nuovi arrivati finirono qui, in un quartiere a ridosso del confine, con case vecchie e affitti bassi, dove i berlinesi non volevano più vivere.

    Nacque così la Kreuzberg turca, che qualcuno chiamava scherzando la piccola Istanbul: moschee nei cortili, sale da tè, alimentari, matrimoni con la banda, partite di calcio seguite da tutta la strada. Oggi i nipoti di quei primi lavoratori sono berlinesi a tutti gli effetti: avvocati, politici, rapper, registi. E il döner kebab infilato nel pane, che secondo la tradizione fu inventato proprio a Berlino, è diventato un piatto nazionale tedesco.

    Prima di andare, alza lo sguardo sulle finestre del palazzone: dietro molti balconi vivono famiglie che stanno qui da tre generazioni, e che negli ultimi anni si sono battute contro l'aumento degli affitti, con una baracca di protesta rimasta a lungo proprio su questa piazza. Ora prendi Admiralstraße verso sud: in pochi minuti arrivi al canale.

  10. 10. Admiralbrücke e il Landwehrkanal

    Admiralstraße, 10999 Berlin, Germany

    Siediti sul bordo dell'Admiralbrücke, un ponticello di ferro con il selciato di pietra e i lampioni d'epoca, e guarda l'acqua verde del Landwehrkanal che scorre lenta tra i salici. Le auto qui passano piano, quasi chiedendo permesso. Nelle sere d'estate questo ponte si riempie di gente seduta per terra, con una birra, una chitarra e il tramonto.

    Il canale fu scavato tra il 1845 e il 1850, su un progetto legato al grande paesaggista Peter Joseph Lenné, per alleggerire il traffico delle barche sulla Sprea. Portava sabbia, mattoni e legna verso i cantieri di una città che cresceva senza sosta. Il ponte arrivò qualche decennio dopo, negli anni Ottanta dell'Ottocento, e da allora è rimasto quasi com'era: uno dei ponti più fotogenici della città.

    Il Landwehrkanal ha anche pagine buie. Nel gennaio del 1919, qualche chilometro più a ovest, nel Tiergarten, il corpo di Rosa Luxemburg, assassinata dai soldati dei Freikorps, fu gettato in queste stesse acque. Fu ritrovato solo mesi dopo. Oggi, in quel punto, il suo nome compare in grandi lettere di metallo sul bordo del canale, e chi passa in bicicletta spesso non lo nota nemmeno.

    Ma qui a Kreuzberg il canale è soprattutto vita. Da una quindicina d'anni l'Admiralbrücke è uno dei ritrovi serali più famosi di Berlino: musicisti, studenti, turisti, vicini, tutti seduti sul selciato fino a tardi. E naturalmente è scoppiato il conflitto: i residenti delle case intorno, svegliati ogni notte, hanno protestato, e per anni il quartiere ha discusso di come conciliare la festa e il sonno.

    È la domanda eterna di Kreuzberg: di chi è la città, di chi ci vive di giorno o di chi la vive di notte? Ora scendi dal ponte e cammina verso est lungo la riva fino al ponte di Kottbusser Damm, attraversalo e scendi sulla sponda opposta: sotto i tigli ti aspetta un mercato che parla turco.

  11. 11. Maybachufer: il mercato turco sul canale

    Maybachufer, 12047 Berlin, Germany

    Scendi sul Maybachufer, la riva del canale dal lato di Neukölln, e lasciati travolgere: nei giorni di mercato, sotto gli alberi, si allunga una fila di bancarelle con montagne di frutta, verdure, olive, formaggi bianchi, spezie, pane piatto e stoffe colorate. Senti chiamare i clienti in turco, in tedesco, in arabo, a volte in tutte e tre le lingue nella stessa frase.

    I berlinesi lo chiamano Türkenmarkt, il mercato turco, e da decenni è uno dei mercati più vivaci della città. Nacque per servire le famiglie immigrate di Kreuzberg e Neukölln, che cercavano gli ingredienti di casa: peperoni lunghi, melanzane, menta fresca, yogurt da comprare a secchi. Oggi ci trovi anche la Berlino nuova: studenti, cuochi, famiglie di ogni origine, e chi viene solo per guardare e annusare.

    Questa riva segna anche il confine tra due quartieri: Kreuzberg dall'altra parte dell'acqua, Neukölln da questa. Negli ultimi anni le strade alle tue spalle sono state ribattezzate con un nome inventato, Kreuzkölln, perché i caffè e la vita notturna di Kreuzberg hanno attraversato il canale. È l'ennesimo capitolo della storia che hai seguito per tutta la passeggiata: un quartiere scartato che diventa desiderato.

    Pensa a tutti i confini che hai attraversato oggi quasi senza accorgertene. Il fiume che apparteneva tutto all'Est, il ponte che divideva due città, la stazione diventata capolinea, il mercato salvato dai vicini, la casa occupata, la piazza dei lavoratori turchi arrivati proprio quando il Muro aveva chiuso le porte. A Kreuzberg ogni muro è diventato prima una frontiera, e poi una tela.

    Prendi qualcosa da mangiare, siediti sul bordo del canale e guarda passare le barche e i cigni. Se un altro giorno avrai ancora energie, torna a Kreuzberg e sali sulla collina del Viktoriapark, più a ovest, dove una cascata artificiale scende dal monumento di Schinkel. Ma per oggi la passeggiata finisce qui, dove l'acqua del canale unisce due rive invece di separarle.