Piazza San Carlo, il Museo Egizio e Palazzo Carignano: Il Salotto Risorgimentale di Torino

Da Porta Nuova a Via Garibaldi attraverso gallerie storiche e caffè d'epoca

Turin · 12 stops · 31 min audio · Generated

  1. 1. Stazione Porta Nuova e Piazza Carlo Felice

    Piazza Carlo Felice 1, 10121 Turin, Italy

    Fermatevi davanti all'imponente e allungata facciata ad archi vetrati della Stazione di Torino Porta Nuova, il grandioso terminale ferroviario inaugurato nel dicembre 1864 su progetto degli ingegneri Alessandro Mazzucchetti e Carlo Ceppi. Con la sua ardita struttura mista in muratura, ferro battuto e ampie vetrate ad arco che riflettono il cielo alpino, la stazione fu concepita per accogliere i viaggiatori nella prima capitale d'Italia con un'architettura che univa la magnificenza classica e la potenza tecnologica della rivoluzione industriale. Di fronte si aprono i Giardini Sambuy al centro della geometrica Piazza Carlo Felice, disegnata nel 1850 dall'architetto francese Jean-Pierre Barillet-Deschamps: le aiuole fiorite, i cedri secolari e la scenografica fontana circolare offrono un'elegante anticamera verde alla celebre Via Roma. Da questa piazza si dipanano i portici dorati che conducono dritto nel cuore nobile della capitale piemontese. L'atmosfera mattutina è percorsa dal dinamismo elegante dei viaggiatori e dal profumo di croissant caldi.

    Osservate la prospettiva monumentale verso nord lungo l'asse rettilineo di Via Roma: i portici razionalisti ricostruiti negli anni Trenta del Novecento incorniciano con rigore geometrico la statua equestre di Piazza San Carlo e la collina torinese sullo sfondo, incarnando l'ordine urbanistico sabaudo che stupì scrittori come Jean-Jacques Rousseau e Mark Twain.

    La stazione fu una delle primissime in Europa a dotarsi di pensiline in ghisa e ferro ad arcata unica per proteggere i treni a vapore, e accolse nel corso del Novecento milioni di famiglie di emigranti giunti a Torino per lavorare nelle fabbriche del boom economico.

    Notate la graziosa fontana centrale dei Giardini Sambuy: fu donata alla città nel 1855 dall'ambasciatore sardo a Parigi in segno di amicizia con la corte di Napoleone III.

    Incamminatevi verso nord sotto gli ampi portici di Via Roma fino a raggiungere le Chiese Gemelle all'ingresso di Piazza San Carlo.

  2. 2. Chiese Gemelle di Santa Cristina e San Carlo

    Piazza San Carlo 1, 10121 Turin, Italy

    Fermatevi sulla soglia meridionale di Piazza San Carlo per contemplare la suggestiva simmetria delle Chiese Gemelle, i due templi barocchi che delimitano il monumentale ingresso della piazza come i piloni di una scenografica porta trionfale. A sinistra sorge la Chiesa di Santa Cristina, fondata nel 1639 dalla reggente Cristina di Francia e completata tra il 1715 e il 1718 dal geniale Filippo Juvarra con una splendida facciata ondulata in pietra di Gassino a due ordini coronata da statue allegoriche e vasi fiammeggianti. A destra si specchia la Chiesa di San Carlo Borromeo, eretta a partire dal 1619 per volere di Carlo Emanuele I in adempimento del voto solenne per la visita dell'arcivescovo milanese a Torino, e dotata nel 1834 di una facciata neoclassica progettata da Ferdinando Caronesi che riprende armoniosamente le proporzioni juvarriane della gemella. Questo doppio prospetto riflette la devozione sabauda e il gusto barocco per le prospettive urbane scenografiche. Il marmo e il laterizio dialogano con nobile misura.

    Notate la raffinatezza plastica della facciata di Santa Cristina scolpita da Juvarra: l'alternanza sapiente di concavità e convessità, le colonne aggettanti e le nicchie ornate dalle statue delle Virtù e delle sante martiri creano un vibrante gioco di ombre e riflessi solari che anticipa la grande stagione del rococò internazionale. È una delle facciate sacre più eleganti d'Italia.

    La devozione a San Carlo Borromeo è legatissima a Torino: fu proprio per consentire al santo prelato milanese di venerare la Sacra Sindone senza attraversare a piedi le Alpi innevate che il duca Emanuele Filiberto decise di trasferire definitivamente la reliquia da Chambéry a Torino nel 1578.

    Entrate nel silenzio di San Carlo per ammirare la pala d'altare maggiore: raffigura San Carlo che adora la Sindone, dipinta nel Seicento da Giovan Battista Crespi detto il Cerano. Sotto l'altare della chiesa riposano le spoglie del beato Sebastiano Valfrè, sacerdote filippino e infaticabile confessore che soccorse i feriti durante l'assedio di Torino del 1706.

    Pochi passi avanti vi porteranno nel salotto aristocratico di Torino, davanti al monumento equestre di Piazza San Carlo.

  3. 3. Piazza San Carlo e Monumento a Emanuele Filiberto

    Piazza San Carlo 156, 10121 Turin, Italy

    Ammirate l'abbagliante bellezza e l'armonia prospettica di Piazza San Carlo, universalmente celebrata come il salotto di Torino per la nobile regolarità delle sue architetture secentesche. Progettata nel 1638 dall'architetto di corte Carlo di Castellamonte per volere della reggente Cristina di Francia, la piazza misura centosessantotto metri per settantasei ed è racchiusa da uniformi palazzi aristocratici a portici continui scanditi da capiteli dorici e archi monumentali. Al centro esatto della piazza troneggia il celeberrimo Caval 'd Brôns, lo straordinario monumento equestre a Emanuele Filiberto di Savoia fuso in bronzo a Parigi nel 1838 dallo scultore Carlo Marochetti: il duca Testacoda è immortalato nell'attimo drammatico e fiero in cui rinfodera la spada dopo la vittoria di San Quintino del 1557, sancendo la rinascita e l'indipendenza del Piemonte. Sotto i portici si affacciano locali storici leggendari come il Caffè San Carlo e il Caffè Torino, dove i lampadari di cristallo illuminano conversazioni risorgimentali.

    Cercate davanti all'ingresso del Caffè Torino, sotto i portici occidentali, la famosa targa in bronzo incastonata nel selciato raffigurante un toro rampante dorato: la tradizione popolare torinese vuole che calpestare con il tallone gli attributi del toro porti straordinaria fortuna, un rito propiziatorio compiuto ogni giorno da migliaia di cittadini e studenti.

    Il Caffè San Carlo, aperto nel 1822, fu il covo segreto dei patrioti carbonari e risorgimentali piemontesi: qui sedevano Camillo Benso di Cavour, Cesare Balbo e Massimo d'Azeglio per progettare l'unificazione d'Italia lontano dalle orecchie indiscrete delle spie austriache.

    Notate i bassorilievi in bronzo sul basamento del monumento equestre: illustrano con vigore plastico la battaglia di San Quintino e la firma della pace di Cateau-Cambrésis del 1559. Sotto la pavimentazione in porfido si estendono moderni parcheggi sotterranei e gallerie pedonali che hanno permesso la completa e felice pedonalizzazione dell'intera piazza nel 2004.

    Imboccate Via Maria Vittoria e svoltate a sinistra su Via Accademia delle Scienze per raggiungere il prestigioso Museo Egizio.

  4. 4. Palazzo dell'Accademia delle Scienze e Museo Egizio

    Via Accademia delle Scienze 6, 10123 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'austera e maestosa facciata in laterizio scuro del Palazzo dell'Accademia delle Scienze, uno dei massimi edifici monumentali secenteschi di Torino. Commissionato nel 1679 dalla reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours al grande Guarino Guarini come Collegio dei Nobili retto dai Gesuiti per l'educazione dei rampolli dell'aristocrazia piemontese, il palazzo si distingue per le sue possenti paraste in mattoni sagomati e il monumentale atrio a volte ribassate. Dal 1824 questo magnifico complesso ospita il Museo Egizio di Torino, la più antica istituzione museale al mondo interamente dedicata alla civiltà dei faraoni e considerata all'unanimità la seconda collezione egittologica per importanza e ricchezza scientifica dopo quella del Museo del Cairo. Il percorso espositivo custodisce oltre quarantamila reperti catalogati che narrano quattromila anni di storia nilotica, tra cui papiri rari, sarcofagi lignei policromi, statue colossali e mummie intatte. Il fascino dell'antico Egitto avvolge i visitatori nelle sale silenziose.

    Entrate nella spettacolare Galleria dei Re allestita dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti: un gioco teatrale di specchi scuri e fasci di luce soffusa esalta la perfezione scultorea delle monumentali statue in diorite e basalto nero dei faraoni Ramses II, Thutmose III e della dea leonessa Sekhmet, ammirate dallo stesso Jean-François Champollion quando decifrò i primi geroglifici nel 1824.

    Il museo nacque formalmente grazie all'acquisizione nel 1824 da parte di re Carlo Felice della collezione raccolta dal console generale di Francia in Egitto Bernardino Drovetti, piemontese di nascita, comprendente oltre cinquemila pezzi straordinari.

    Ammirate il celebre Papiro dei Re o Canone Reale di Torino: è il documento cronologico manoscritto più prezioso al mondo per la datazione delle dinastie dei faraoni egizi. Tra i tesori più emozionanti figura il corredo funerario intatto dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, scoperto nel 1906 dall'archeologo piemontese Ernesto Schiaparelli con abiti, cosmetici, cibi essiccati e letti di legno perfettamente conservati.

    Pochi passi avanti lungo Via Accademia delle Scienze vi porteranno davanti alla sbalorditiva facciata ondulata di Palazzo Carignano.

  5. 5. Piazza Carignano e Palazzo Carignano di Guarini

    Via Accademia delle Scienze 5, 10123 Turin, Italy

    Sostate al centro della raccolta e nobilissima Piazza Carignano per ammirare la stupefacente facciata curvilinea in laterizio a vista di Palazzo Carignano, universalmente considerata uno dei vertici assoluti dell'architettura barocca europea. Commissionato nel 1679 dal principe Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano detto il Muto al geniale frate architetto Guarino Guarini, l'edificio sfoggia un corpo centrale sinuoso a onde concave e convesse interamente realizzato con mattoni d'argilla sagomati a mano senza ricorrere al marmo, ispirato ai visionari disegni del Bernini per il Louvre di Parigi. Questo palazzo è uno dei luoghi più carichi di memoria storica dell'intera nazione: qui nacquero nel 1798 re Carlo Alberto e nel 1820 il primo re d'Italia Vittorio Emanuele II, e qui ebbe sede tra il 1848 e il 1860 il Parlamento Subalpino e nel 1861 il primissimo Parlamento del Regno d'Italia unito. L'eleganza della piazza è completata da negozi storici e ristoranti d'epoca.

    Varcate l'atrio monumentale per raggiungere la storica Aula del Parlamento Subalpino: conservata miracolosamente intatta con i velluti rossi originali, gli scranni dorati e le tribune per il pubblico, fu qui che Camillo Cavour, Giuseppe Garibaldi e i padri della patria pronunciarono i discorsi memorabili che condussero all'unificazione della penisola italiana.

    Sulla facciata posteriore affacciata su Piazza Carlo Alberto si trova invece l'ampliamento ottocentesco in pietra bianca ed eclettica realizzato tra il 1864 e il 1871 per accogliere la nuova Camera dei Deputati, mai utilizzata poiché la capitale fu trasferita a Firenze prima del termine dei lavori.

    Notate il celebre Ristorante del Cambio affacciato proprio di fronte al palazzo: aperto nel 1757, conserva ancora il tavolo d'angolo dove il conte di Cavour pranzava osservando le finestre del parlamento. La decorazione interna conserva gli stucchi a specchiature dorate dell'appartamento dei Principi e l'Appartamento di Mezzogiorno, decorato con preziose boiserie intagliate da maestranze francesi e fiamminghe.

    Pochi passi verso nord vi condurranno sotto le vetrate luminose della splendida Galleria Subalpina.

  6. 6. Galleria Subalpina e Caffè Storico Baratti & Milano

    Piazza Castello 27, 10124 Turin, Italy

    Varcate l'elegante portale d'ingresso per immergervi nella luminosa atmosfera della Galleria Subalpina, il più sontuoso e affascinante passaggio coperto di Torino. Inaugurata il trenta dicembre 1873 su disegno dell'architetto Pietro Carrera, questa galleria commerciale lunga cinquanta metri e alta quindici fu realizzata secondo il raffinato modello dei passages parigini e delle gallerie commerciali londinesi, fondendo il rigore monumentale del Rinascimento con la leggerezza tecnologica della ghisa e del vetro d'importazione industriale. La spettacolare volta a botte vetrata inonda di luce naturale il raffinato ballatoio superiore in ferro battuto retto da cariatidi classiche e il pavimento a mosaico in marmi policromi. All'interno della galleria si affacciano botteghe d'antiquariato, librerie storiche e il celeberrimo Caffè Confetteria Baratti & Milano, tempio del cioccolato e della pasticceria piemontese aperto in questa sede nel 1875. Il profumo inebriante di gianduiotti appena incartati e vaniglia accoglie i visitatori in una pausa indimenticabile.

    Ammirate gli arredi liberty e dorati del Caffè Baratti & Milano: gli specchi molati, i banconi in legno intagliato e i bassorilievi in bronzo testimoniano i fasti del locale fornitore ufficiale della Real Casa Savoia, celebre per aver perfezionato la ricetta del cremino a tre strati e la pasta gianduja a base di nocciole tostate delle Langhe.

    La galleria fu teatro nel corso del Novecento di celebri incontri intellettuali e letterari: qui passeggiavano e discutevano d'arte e cinema scrittori illustri come Mario Soldati, Cesare Pavese e Italo Calvino prima di recarsi nella vicina casa editrice Einaudi.

    Notate il silenzio ovattato all'interno del passaggio: la galleria fu concepita per offrire alla borghesia sabauda una passeggiata riparata dalle piogge invernali e dal fango stradale. La pavimentazione in tessere marmoree riflette le luci delle lanterne sospese, mentre le storiche vetrine in noce lucido espongono ancora oggi stampe d'epoca, libri rari e scatole di caramelle artigianali in latta serigrafata.

    Uscite dall'estremità orientale della galleria per aprirvi nella scenografica Piazza Carlo Alberto.

  7. 7. Piazza Carlo Alberto e Biblioteca Nazionale Universitaria

    Piazza Carlo Alberto 3, 10123 Turin, Italy

    Sostate nell'ampio e tranquillo spazio pedonale di Piazza Carlo Alberto, una delle piazze più aristocratiche e cariche di fascino risorgimentale di Torino. Ricavata sull'area degli antichi giardini interni del principe di Carignano, la piazza fu aperta nel 1842 e completata dal grandioso monumento bronzeo a Carlo Alberto di Savoia, inaugurato nel luglio 1861 dallo scultore Carlo Marochetti: il re sabaudo è raffigurato fiero a cavallo sopra un basamento monumentale cinto da quattro statue allegoriche che incarnano il Martirio, la Libertà, il Valore militare e la Riforma civile. A ovest la piazza è dominata dall'imponente facciata posteriore di Palazzo Carignano, eretta tra il 1864 e il 1871 in stile eclettico su progetto di Domenico Ferri per accogliere la nuova Camera dei Deputati, mentre sul lato opposto si affaccia la monumentale Biblioteca Nazionale Universitaria, uno dei più ricchi forzieri librari d'Italia. L'ampio piazzale accoglie spesso fiere del libro d'antiquariato e mercati floreali.

    Osservate la targa sulla casa all'angolo con via Po: qui visse nell'autunno del 1888 il celebre filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che amava profondamente Torino per la limpidezza della luce autunnale e i suoi lunghi portici, definendola una città magnifica e singolarmente aristocratica prima del suo celebre crollo psicologico in Piazza Carignano.

    Il monumento equestre a Carlo Alberto fu il primo grande monumento pubblico inaugurato a Torino dopo la solenne proclamazione del Regno d'Italia nel marzo 1861, simboleggiando la continuità della monarchia costituzionale. Nietzsche scrisse in questa piazza alcune delle sue pagine più dense di Ecce Homo e Il Crepuscolo degli Idoli, ammirando la maestosità della statua equestre e l'aria frizzante delle Alpi innevate che incorniciavano la città.

    Notate le quattro sculture di fanti e bersaglieri ai quattro angoli del basamento: celebrano il coraggio delle truppe piemontesi durante le campagne della prima guerra d'indipendenza del 1848. L'edificio della Biblioteca Nazionale conserva oltre un milione di volumi a stampa, codici miniati e preziosi spartiti manoscritti di Antonio Vivaldi salvati da collezioni private piemontesi.

    Pochi passi verso sud lungo Via Carlo Alberto vi porteranno davanti al maestoso Palazzo Campana.

  8. 8. Palazzo Campana e Dipartimento di Matematica

    Via Carlo Alberto 10, 10123 Turin, Italy

    Fermatevi dinanzi all'elegante portale bugnato di Palazzo Campana al civico 10 di Via Carlo Alberto, uno dei palazzi nobiliari più significativi del barocco sabaudo maturo. Eretto nella seconda metà del Seicento per volere dei conti Campana di Cavallerleone e ristrutturato nel Settecento con un sontuoso atrio porticato a colonne binate, l'edificio conserva intatto il fascino delle grandi residenze senatorie torinesi. Durante il periodo napoleonico il palazzo fu sede della prefettura imperiale del dipartimento del Po, mentre nel secondo Novecento divenne la sede del Dipartimento di Matematica Giuseppe Peano dell'Università di Torino, una delle scuole matematiche più prestigiose d'Europa dove insegnarono scienziati del calibro di Giuseppe Peano e Corrado Segre. Il palazzo fu anche teatro di memorabili occupazioni e assemblee studentesche durante il movimento del Sessantotto torinese. La corte interna offre un angolo di silenzio accademico e rigore architettonico.

    Ammirate il magnifico cortile d'onore a loggiato: le colonne doriche in pietra di Gassino e le volte affrescate del vestibolo creano una scenografia barocca di grande armonia proporzionale, testimoniando il raffinato livello costruttivo raggiunto dall'aristocrazia piemontese tra Seicento e Settecento.

    Il matematico Giuseppe Peano insegnò per decenni all'ateneo torinese: fu l'inventore dei celebri assiomi di Peano che fondarono la moderna logica matematica e l'ideatore del Latino sine flexione, una lingua ausiliaria universale pensata per la cooperazione scientifica mondiale.

    Notate la targa bronzea che ricorda le mobilitazioni studentesche del novembre 1967: Palazzo Campana fu il primo edificio universitario in Italia a essere occupato dagli studenti, inaugurando la stagione del Sessantotto. Nelle aule del dipartimento si respira ancora l'eco delle grandi lezioni universitarie di geometria e logica formale, che fecero di Torino una delle capitali mondiali della ricerca accademica tra Otto e Novecento.

    Camminate verso ovest lungo Via Principe Amedeo per scoprire la monumentale Galleria San Federico.

  9. 9. Galleria San Federico e Storico Cinema Lux

    Via Roma 208, 10121 Turin, Italy

    Entrate nella grandiosa e scenografica volta della Galleria San Federico, accessibile da Via Roma e Via Viotti. Inaugurata nell'ottobre 1933 su progetto dell'architetto Federico Canova e dell'ingegnere Vittorio Bonadè Bottino nell'ambito dell'imponente ricostruzione razionalista del secondo tratto di Via Roma, questa galleria coperta a pianta a T rappresenta uno dei più spettacolari complessi commerciali d'Europa tra le due guerre mondiali. La vertiginosa cupola centrale ellittica a cassettoni vetrati inonda di luce il monumentale pavimento a mosaico in marmo giallo di Siena e bardiglio, mentre le eleganti facciate interne sfoggiano colonne monolitiche, raffinati profili in travertino e lucide vetrine déco d'ottone brunito. Nel cuore della galleria si trova lo storico Cinema Lux, inaugurato nel 1934 come Cinema Rex, celebre per la sua monumentale sala sotterranea a doppio ordine di gallerie considerata il tempio torinese delle grandi prime cinematografiche internazionali. Il passo dei passanti risuona maestoso sui marmi lucidi.

    Notate la modernità tecnologica della galleria: fu progettata come un centro polifunzionale all'avanguardia con moderni impianti di condizionamento dell'aria, ascensori elettrici veloci e una galleria sotterranea di servizio per le merci, ospitando per decenni la storica sede del quotidiano La Stampa e la sede della Juventus negli anni d'oro del dopoguerra.

    Il Cinema Lux ha conservato la sua spettacolare sala cinematografica originale degli anni Trenta, sopravvissuta ai bombardamenti bellici e restaurata per ospitare le rassegne del Torino Film Festival e anteprime d'autore con registi internazionali.

    Alzate lo sguardo verso la cupola centrale: i lucernari circolari in vetrocemento disegnano una trama geometrica di purissimo stile déco che esprime la fiducia industriale della Torino degli anni Trenta. Il monumentale complesso comprende anche eleganti uffici direzionali e una celebre filiale bancaria storica che conserva boiserie e lampadari d'epoca in vetro di Murano.

    Uscite su Via Santa Teresa e procedete verso ovest fino a raggiungere l'elegante Piazza Solferino.

  10. 10. Piazza Solferino e Fontana Angelica

    Piazza Solferino 1, 10121 Turin, Italy

    Fermatevi nell'ampio e alberato spazio rettangolare di Piazza Solferino, una delle piazze ottocentesche più caratteristiche ed eleganti del centro di Torino. Intitolata nel 1859 alla celebre battaglia risorgimentale di Solferino e San Martino che aprì le porte all'unificazione nazionale, la piazza è dominata dal monumento equestre a Ferdinando di Savoia duca di Genova, scolpito da Alfonso Balzico nel 1877 con il principe raffigurato nell'atto di morire con il cavallo ferito alla battaglia di Novara. Ma l'opera più celebre e discussa della piazza è la spettacolare Fontana Angelica, completata nel 1930 dallo scultore Giovanni Riva grazie al lascito testamentario del ministro Pietro Bassignana. La fontana presenta quattro colossali statue bronzee che simboleggiano le quattro stagioni, ma gli appassionati di esoterismo torinese vi leggono una chiara allegoria massonica dei guardiani della soglia e delle colonne del tempio di Salomone. Gli zampilli d'acqua creano un fresco contrasto con le architetture perimetrali.

    Osservate le due imponenti figure maschili che rappresentano l'Autunno e l'Inverno: i colossi barbuti versano acqua dalle loro grandi anfore rovesciate, simboleggiando la trasmissione della conoscenza esoterica e la saggezza ermetica, mentre le due figure femminili della Primavera e dell'Estate tengono in mano una cornucopia di frutti e un bimbo nudo che accarezza una rondine, simboli di rigenerazione spirituale.

    Secondo la leggenda della Torino magica, la porta invisibile che si apre nello spazio vuoto tra le due statue maschili della fontana costituirebbe la porta verso la conoscenza infinita o l'Oriente eterno, un enigma che affascina da quasi un secolo studiosi di occultismo.

    Notate la sede storica della compagnia assicuratrice Reale Mutua affacciata sulla piazza: fu la prima società assicurativa fondata in Italia nel 1828 per volere di re Carlo Felice.

    Pochi passi verso nord lungo Via San Dalmazzo vi porteranno davanti al monumentale Palazzo Birago di Borgaro.

  11. 11. Palazzo Birago di Borgaro di Filippo Juvarra

    Via Carlo Alberto 16, 10123 Turin, Italy

    Alzate lo sguardo verso l'armoniosa e teatrale facciata di Palazzo Birago di Borgaro in Via Carlo Alberto, al confine con Via San Dalmazzo. Edificato tra il 1716 e il 1720 per volere del conte Carlo Birago di Borgaro, consigliere di stato e ambasciatore sabaudo, l'edificio rappresenta una delle pochissime residenze private urbane interamente progettate dal sommo Filippo Juvarra a Torino. Il geniale architetto siciliano abbandonò il tradizionale rigore severo delle facciate torinesi per introdurre un linguaggio aristocratico più arioso e scenografico: la facciata è scandita da un imponente portale d'onore in pietra a tutto sesto inquadrato da colonne binate, da cui si accede a uno straordinario atrio ellittico coperto a volta che dilata prospetticamente lo spazio verso l'intimo cortile interno a pianta quadrata. Oggi sede istituzionale della Camera di Commercio di Torino, il palazzo preserva saloni affrescati con stucchi dorati di scuola juvarriana. Il ritmo delle finestre e dei balconcini in ferro battuto conferisce alla via una grazia parigina.

    Entrate nell'atrio d'onore per ammirare il gioco di volte e colonne: Juvarra riuscì a trasformare un lotto urbano stretto e irregolare in un capolavoro di monumentalità prospettica, studiando la luce naturale per illuminare gli scaloni d'accesso con la stessa maestria scenica applicata nei palazzi reali.

    Il conte Birago di Borgaro fu uno dei più abili diplomatici di Vittorio Amedeo II di Savoia: condusse le trattative internazionali che portarono alla firma del Trattato di Utrecht nel 1713, sancendo l'elevazione del duca di Savoia al titolo regale e la nascita del Regno di Sicilia e poi di Sardegna.

    Notate i mascheroni scolpiti sopra le finestre del piano nobile: i volti bizzarri e grotteschi sorridono ironicamente ai passanti, tipica espressione dell'estroso rococò juvarriano.

    Pochi passi verso nord vi condurranno all'incrocio con Via Garibaldi davanti alla monumentale Chiesa dei Santi Martiri.

  12. 12. Chiesa dei Santi Martiri su Via Garibaldi

    Via Giuseppe Garibaldi 25, 10122 Turin, Italy

    Concludete il vostro itinerario attraverso i salotti aristocratici, i caffè storici e le meraviglie risorgimentali di Torino entrando nella maestosa Chiesa dei Santi Martiri, affacciata sotto i portici di Via Garibaldi al civico 25. Voluta nel 1577 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia e affidata ai Padri Gesuiti per custodire le sacre reliquie dei santi martiri Avventore, Ottavio e Solutore, soldati della leggendaria legione tebea e primi patroni cristiani di Torino martirizzati nel terzo secolo, la chiesa fu progettata dall'architetto milanese Pellegrino Tibaldi. L'interno a navata unica monumentale, fiancheggiata da ricche cappelle gentilizie ornate da marmi rari, stucchi dorati e pale d'altare del Seicento e Settecento, toglie il fiato per la sontuosità della decorazione gesuitica, culminante nella grandiosa pala d'altare maggiore dipinta nel 1688 da Andrea Pozzo. La chiesa si inserisce nella vivace cornice di Via Garibaldi, l'antico decumano massimo romano lungo oltre cinquecento metri, considerata una delle vie pedonali più lunghe e animate d'Europa.

    Alzate lo sguardo verso la scenografica decorazione della volta affrescata nel 1845 da Luigi Vacca e Francesco Gonin: i dipinti celebrano il martirio dei soldati tebei e la vittoria della fede cristiana con colori accesi e una teatralità prospettica che avvolge lo spettatore in una sensazione di mistica grandezza.

    I gesuiti fecero di questa chiesa il centro culturale e intellettuale più influente di Torino per oltre due secoli: qui venivano a pregare scienziati, magistrati e la famiglia reale al completo prima delle grandi decisioni politiche e militari del regno.

    Notate l'urna dorata sotto l'altare maggiore: custodisce da oltre quattro secoli le reliquie dei tre santi martiri tebei che diedero il nome al tempio.

    Qui, all'incrocio tra la memoria romana del decumano massimo e il fasto barocco dei Santi Martiri, si conclude la nostra esplorazione del salotto nobile e risorgimentale di Torino, una metropoli colta e severa che ha saputo guidare con tenacia l'Italia verso la modernità e la libertà.