Calle Betis: la riva di Magellano
Why is it significant?
Ecco Calle Betis: una fila di case basse, gialle, ocra, rosa e bianche, affacciate sul fiume, con balconi, terrazze e tavolini sul lungofiume. Dall'altra parte dell'acqua vedi la Torre del Oro e, più in là, la Maestranza. Hai appena guardato Siviglia; adesso è Siviglia che guarda te.
Key Facts
| Place | Calle Betis: la riva di Magellano |
|---|---|
| Address | Calle Betis, 41010 Sevilla, Spain |
| Geo Coordinates | 37.38030, -5.99900 |
| Part of Walk | Siviglia tra Arenal e Triana: dall'opera all'Inquisizione, sull'altra riva del Guadalquivir |
| Generated | Generated |
Ecco Calle Betis: una fila di case basse, gialle, ocra, rosa e bianche, affacciate sul fiume, con balconi, terrazze e tavolini sul lungofiume. Dall'altra parte dell'acqua vedi la Torre del Oro e, più in là, la Maestranza. Hai appena guardato Siviglia; adesso è Siviglia che guarda te.
Il nome è antico. Baetis era il nome romano del fiume, che gli arabi chiamarono al-wadi al-kabir, il grande fiume: da lì viene Guadalquivir. E Triana? C'è chi lo fa risalire all'imperatore Traiano, nato a Italica, a pochi chilometri da qui. È un'ipotesi suggestiva, non una certezza... ma ai trianeros piace moltissimo. Avere un imperatore romano come padrino è il genere di dettaglio che un quartiere orgoglioso non si lascia sfuggire.
Dal porto di Siviglia, il 10 agosto 1519, partirono le cinque navi di Ferdinando Magellano per un viaggio che nessuno aveva mai tentato. A bordo c'era un italiano, il vicentino Antonio Pigafetta, che annotò tutto: le tempeste, lo stretto, l'immenso Pacifico, la morte di Magellano nelle Filippine. L'8 settembre 1522 tornò a Siviglia una sola nave, la Victoria, con diciotto uomini a bordo: era il primo giro del mondo. Pigafetta era tra loro, e il suo racconto è ancora la nostra fonte principale.
Triana è sempre stata un quartiere di marinai, vasai, artigiani e gitani, una delle culle del flamenco. Nel corso del Novecento molte famiglie gitane dovettero lasciarla per le periferie, quando i vecchi corrales, i cortili popolari dove vivevano tante famiglie insieme, furono demoliti o trasformati. I trianeros più anziani lo raccontano ancora con amarezza, e molti dicono che il quartiere, quel giorno, perse un pezzo della sua voce. Eppure il flamenco qui non se n'è mai andato del tutto: lo senti ancora, la sera, uscire da qualche porta socchiusa.
Ogni luglio, durante la Velá de Santa Ana, la festa del quartiere, su questo fiume si tiene la cucaña: un palo insaponato sospeso sull'acqua, e chi arriva in cima a prendere la bandierina diventa un piccolo eroe. Ora risali la Calle Betis verso nord e poi entra nel quartiere, una traversa verso l'interno, fino alla Calle Pureza.