Piazza della Città Vecchia: l'Orologio astronomico e le 27 croci

Why is it significant?

Sei sulla Staroměstské náměstí, la piazza della Città Vecchia, e probabilmente intorno a te c'è una folla col naso all'insù. Prima di guardare in alto, però, abbassa gli occhi sul selciato ai piedi della torre del municipio: vedrai delle croci bianche incastonate tra i ciottoli. Contale.

Key Facts

PlacePiazza della Città Vecchia: l'Orologio astronomico e le 27 croci
AddressStaroměstské nám. 1, 110 00 Praha 1-Staré Město, Czechia
Geo Coordinates50.08700, 14.42070
Part of WalkPraga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem
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Sei sulla Staroměstské náměstí, la piazza della Città Vecchia, e probabilmente intorno a te c'è una folla col naso all'insù. Prima di guardare in alto, però, abbassa gli occhi sul selciato ai piedi della torre del municipio: vedrai delle croci bianche incastonate tra i ciottoli. Contale. Sono ventisette.

Segnano il luogo in cui, il 21 giugno 1621, furono giustiziati ventisette capi della rivolta dei ceti boemi: nobili, borghesi, perfino il medico e rettore dell'università Jan Jesenius, a cui prima tagliarono la lingua. Era la vendetta di Ferdinando II d'Asburgo dopo la Montagna Bianca. L'esecuzione durò ore e il boia, Jan Mydlář, dovette cambiare più di una spada. Le teste di dodici condannati furono appese in gabbie di ferro sulla torre del Ponte Carlo, e lì rimasero per dieci anni.

Adesso sì, alza lo sguardo. L'orologio astronomico, l'Orloj, funziona dal 1410 ed è considerato il più antico orologio astronomico al mondo ancora in attività. Non segna solo l'ora: il quadrante mostra la posizione del Sole e della Luna nello zodiaco, l'ora babilonese e quella dell'antica Boemia, che cominciava a contare dal tramonto. Allo scoccare di ogni ora la Morte, uno scheletro, tira una corda e rovescia la clessidra, e nelle finestrelle in alto sfilano gli apostoli.

La leggenda dice che il costruttore, il maestro Hanuš, fu accecato dai consiglieri perché non realizzasse un orologio altrettanto bello per un'altra città, e che lui, per vendetta, si infilò nel meccanismo e lo bloccò. È una storia splendida, ma falsa due volte: Hanuš lavorò all'orologio quasi un secolo dopo, e i veri autori furono l'orologiaio Mikuláš di Kadaň e l'astronomo Jan Šindel. Quanto agli apostoli, sono un'aggiunta molto più tarda: quelli di legno bruciarono nel maggio 1945, durante l'insurrezione di Praga, e quelli che vedi furono scolpiti dopo la guerra.

Al centro della piazza, intanto, ti osserva un gruppo di bronzo scuro: un uomo alto e magro, avvolto in un mantello, in mezzo a una folla di figure piegate. È Jan Hus, nel monumento inaugurato nel 1915, cinquecento anni dopo il suo rogo. Per capire davvero quell'uomo, però, devi andare dove parlava. Esci dall'angolo sud-ovest della piazza, attraversa la piccola Malé náměstí e scendi tra i vicoli fino a Betlémské náměstí.

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