Sinagoga Maisel: il banchiere di Rodolfo II
Why is it significant?
Sei in Maiselova, la via che porta il nome di un uomo straordinario. Un po' arretrata rispetto alla strada vedi una sinagoga chiara, neogotica, con finestre ad arco acuto e merletti di pietra, quasi una chiesa dell'Ottocento. L'aspetto inganna: la sua storia comincia tre secoli prima.
Key Facts
| Place | Sinagoga Maisel: il banchiere di Rodolfo II |
|---|---|
| Address | Maiselova 10, 110 00 Praha 1-Josefov, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.08880, 14.41890 |
| Part of Walk | Praga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem |
| Generated | Generated |
Sei in Maiselova, la via che porta il nome di un uomo straordinario. Un po' arretrata rispetto alla strada vedi una sinagoga chiara, neogotica, con finestre ad arco acuto e merletti di pietra, quasi una chiesa dell'Ottocento. L'aspetto inganna: la sua storia comincia tre secoli prima.
Mordechai Maisel fu il sindaco della città ebraica di Praga ai tempi di Rodolfo II, e uno degli uomini più ricchi d'Europa. Prestava denaro all'imperatore per le guerre contro gli Ottomani, commerciava, finanziava, e con le sue ricchezze trasformò il ghetto: fece lastricare le strade, costruì un ospedale, un bagno rituale, case per i poveri, e all'inizio degli anni Novanta del Cinquecento questa sinagoga privata, con un permesso speciale dell'imperatore. Si diceva che fosse la più bella del quartiere.
Quando Maisel morì, nel 1601, senza figli, il fisco imperiale confiscò gran parte della sua fortuna, nonostante i privilegi che gli erano stati promessi. Il grande banchiere di Rodolfo finì così, spogliato dal suo stesso protettore. La sinagoga bruciò poi nel grande incendio del ghetto del 1689, e quella che vedi è il frutto di un rifacimento tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Proprio in quegli anni Praga decise il risanamento del vecchio ghetto, che dal 1850 si chiamava Josefov in onore dell'imperatore Giuseppe II, quello delle leggi di tolleranza. Interi isolati di vicoli malsani furono rasi al suolo, e al loro posto nacquero palazzi eleganti e la via Pařížská. Del vecchio quartiere sopravvissero soltanto sei sinagoghe, il municipio e il cimitero. Ecco perché passeggi tra edifici Liberty con le sinagoghe incastonate in mezzo, come pietre antiche in un anello moderno.
Oggi la sinagoga fa parte del Museo ebraico, e le sue collezioni hanno una storia dolorosa. Durante la guerra, gli oggetti di culto di oltre centocinquanta comunità di Boemia e Moravia, svuotate dalle deportazioni, furono raccolti qui e catalogati da studiosi ebrei, che poi furono deportati a loro volta. Si è raccontato a lungo che i nazisti volessero un museo di una razza estinta; oggi gli storici pensano piuttosto che l'idea venisse dagli stessi curatori, per salvare il salvabile. Ora torna a Široká, gira a destra e seguila fino in fondo: dietro una statua bizzarra brilla una facciata moresca.