Valencia: I Giardini del Turia e i Ponti Storici dal Gotico all'Avanguardia
Un sereno viaggio attraverso il grande parco lineare di Spagna, attraversando sei secoli di ponti e capolavori d'arte
Valencia · 12 stops · 30 min audio · Generated
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1. Ponte di Serranos: L'ingresso gotico in pietra sull'antico fiume
Plaça de la Crida, 46003 València, Spain
Sostando al centro del Ponte di Serranos, osserva come il fitto corridoio verde dei Giardini del Turia si srotola sotto i tuoi piedi come uno splendido nastro smeraldo che attraversa l'intera città fino all'orizzonte marittimo. Edificato tra il 1512 e il 1518 dalla bottega del maestro scalpellino Pere Compte, questo possente viadotto in blocchi squadrati di calcare d'Alcublas fu innalzato dopo che una furiosa piena autunnale spazzò via il precedente ponte medievale in legno. Con le sue nove robuste arcate a sesto acuto e i solidi frangiflutti triangolari, difese per secoli l'ingresso reale verso l'Aragona dalla furia delle piene fluviali.
È emozionante pensare che sotto questi archi solenni scorrevano un tempo le acque impetuose del fiume Turia. Per secoli le alluvioni improvvise funestarono la città fino alla tragica notte del 14 ottobre 1957, quando un'inondazione devastante sommerse tre quarti del centro storico, provocando decine di vittime e distruzioni ingenti. Quel dramma spinse il governo a realizzare la grandiosa opera idraulica del Plan Sur, che deviò definitivamente il corso del fiume a sud della città tra il 1965 e il 1969.
Quando le autorità tentarono di trasformare il vecchio letto fluviale in una tangenziale asfaltata per automobili, i valenciani si unirono in una memorabile mobilitazione civica sotto il celebre motto Il fiume è nostro e lo vogliamo verde. La vittoria popolare permise all'architetto Ricardo Bofill di disegnare un parco lineare lungo nove chilometri che costituisce oggi il giardino botanico urbano più esteso e frequentato di Spagna.
Esamina con cura i parapetti esterni in pietra: noterai ancora nicchie gotiche vuote dove sedevano statue di santi protettori, decapitate dai soldati napoleonici durante l'assedio del 1812 per spregio bellico.
Scendi lungo la gradinata in pietra verso i sentieri alberati del parco e cammina verso est in direzione del venerabile Ponte della Trinità.
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2. Ponte della Trinità: Il decano dei ponti in pietra del Turia
Carrer de la Trinitat, 46003 València, Spain
Appoggiati al parapetto in pietra calcarea del Ponte della Trinità e accarezza con la mano blocchi murari che hanno superato indenni oltre sei secoli di vicende civiche valenciane. Ultimato nel 1402 su delibera del consiglio cittadino, questo è il ponte più antico tuttora in piedi a Valencia, costruito in solida pietra per rimpiazzare una fragile passerella lignea periodicamente abbattuta dalle piene. Di fronte alla sua sponda settentrionale si erge il Monastero Reale della Trinità, fondato nel 1445 dalla regina Maria di Castiglia, dove la celebre scrittrice quattrocentesca suor Isabel de Villena visse come badessa guidando una raffinata corte spirituale.
Il ponte scavalca con straordinaria eleganza l'alveo dei giardini poggiando su dieci arcate gotiche a sesto acuto, realizzate con blocchi estratti dalle cave storiche di Godella e Rocafort. Sostenuto da robusti tagliamare triangolari progettati per fendere le correnti impetuose, il viadotto fu finanziato grazie a un'apposita tassa municipale applicata sul consumo di carne e vino, a riprova di quanto la sicurezza idraulica fosse ritenuta vitale dall'intera popolazione medievale per proteggere i commerci urbani e le vie d'accesso al mercato.
Al centro della carreggiata svettano due splendide edicole barocche scolpite in candido marmo di Carrara dal maestro genovese Giacomo Ponzanelli intorno al 1693. Raffigurano San Luigi Bertrando e San Tommaso di Villanova, venerati arcivescovi e patroni della città. Queste statue italiane andarono a rimpiazzare precedenti sculture medievali andate distrutte durante le guerre del passato, conferendo al ponte un tocco di classica monumentalità ligure.
Guarda con attenzione la base dei piloni inferiori: si distinguono nitidamente marchi di scalpellino medievali incisi a forma di freccia, stella e compasso, usati per quantificare la paga giornaliera degli artigiani della corporazione.
Lascia la rampa in pietra del ponte e incamminati sulla sponda alberata settentrionale verso la monumentale facciata del Museo di Belle Arti.
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3. Museo di Belle Arti San Pío V: La seconda pinacoteca di Spagna
Carrer de Sant Pius V, 9, 46010 València, Spain
Alza lo sguardo verso la grandiosa facciata barocca in mattoni dorati e pietra viva, coronata da due torri angolari e da una magnifica cupola emisferica in ceramica smaltata blu che brilla intensamente sotto il cielo valenciano. Questo monumentale complesso conventuale fu fondato nel 1683 come Collegio Seminario di San Pio Quinto dall'arcivescovo Juan Tomás de Rocabertí e dall'architetto Juan Bautista Pérez Castiel. Dopo essere stato accademia militare, caserma di cavalleria e ospedale nel corso dell'Ottocento, fu restaurato e inaugurato nel 1946 come sede definitiva del Museo di Belle Arti di Valencia.
Oggi questo nobile santuario dell'arte custodisce la seconda pinacoteca pubblica più grande e importante dell'intera Spagna, superata per fama e numero di capolavori soltanto dal Museo del Prado di Madrid. Nelle sue sontuose sale sono esposte oltre duemila opere d'arte che spaziano dai favolosi polittici medievali a fondo d'oro dei maestri valenciani del Trecento e Quattrocento, come Jacomart e Joan Reixach, fino a capolavori immortali firmati da Francisco de Goya, El Greco, Murillo, José de Ribera, Hieronymus Bosch e Pieter Brueghel il Giovane.
Il tesoro più celebrato del museo è il magnetico Autoritratto di Diego Velázquez, dipinto intorno al 1650 con pennellate libere e moderne, donato alla città nel 1911. Inoltre, il museo dedica un'ala sontuosa a Joaquín Sorolla, esponendo oltre quaranta tele intrise della luce dorata e delle onde spumeggianti del litorale levantino che ritraggono fanciulli e pescatori sulla spiaggia assolata.
Entra nel cortile centrale per ammirare il chiostro rinascimentale del Palazzo dell'Ambasciatore Vich: scolpito a Genova nel 1527, fu smontato pezzo per pezzo prima della demolizione del palazzo nel 1859 e ricostruito qui con scrupolo filologico nel 2007.
Attraversa l'ampio viale ombreggiato di fronte alla facciata per immergerti nella rinfrescante quiete botanica dei Giardini Reali di Viveros.
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4. Giardini Reali di Viveros: Memorie reali e ombra botanica
Carrer de San Pío V, s/n, 46010 València, Spain
Passeggia sotto la densa volta ombrosa di monumentali ficus secolari, magnolie sempreverdi e altissime palme nei Jardines del Real, affettuosamente conosciuti da tutti i valenciani come Los Viveros. Questo incantevole parco storico occupa l'area esatta in cui sorgeva il sontuoso Palazzo Reale della Corona d'Aragona. I suoi viali alberati accolgono oggi statue in marmo, fontane zampillanti e panchine romantiche. La tenuta affonda le proprie radici nell'undicesimo secolo, quando il sovrano arabo Abd al-Aziz vi stabilì una splendida dimora suburbana o almunia, rinomata per i cortili lastricati, i canali d'acqua pura e i profumati giardini di gelsomino e rose saracene.
Dopo la riconquista cristiana del 1238, la residenza fortificata divenne la dimora ufficiale prediletta dei re aragonesi durante le loro visite a Valencia. Sovrani come Pietro il Cerimonioso e Alfonso il Magnanimo arricchirono il palazzo con saloni gotici solenni, un serraglio con leoni e leopardi donati dai principi d'Africa, ampie scuderie reali e orti botanici sperimentali in cui venivano acclimatate rare specie medicinali provenienti dall'Oriente e dai porti mediterranei d'oltremare. In primavera il roseto storico esplode in migliaia di boccioli colorati attirando appassionati di botanica.
Nel marzo del 1810, durante la sanguinosa guerra d'indipendenza contro Napoleone, gli ingegneri militari spagnoli presero la dolorosa decisione strategica di radere al suolo il Palazzo Reale. Demolirono torri e mura per impedire che il maresciallo francese Suchet posizionasse i suoi cannoni pesanti contro la città murata; dei fasti reali rimangono oggi le due colline del parco e le fondamenta scavate nel 1986.
Il nome popolare Viveros risale al 1903, quando il comune destinò l'area a vivaio municipale per coltivare migliaia di aranci e magnolie destinati ad alberare i nuovi grandi viali della città in espansione e i parchi pubblici.
Raggiungi i cancelli in ferro meridionali del giardino per attraversare nuovamente il vecchio letto fluviale sulle maestose arcate del Ponte del Real.
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5. Ponte del Real: Il passaggio cerimoniale dei monarchi aragonesi
Plaça del Pont del Real, 46003 València, Spain
Sosta davanti alle edicole monumentali in pietra che impreziosiscono i parapetti del Ponte del Real e ammira la solenne dignità di questo viadotto rinascimentale in blocchi squadrati. Costruito tra il 1595 e il 1598 sotto la direzione del mastro costruttore Joan Pasqual, il ponte fu concepito come il principale accesso cerimoniale alla città murata, collegando direttamente il Palazzo Reale con la scomparsa Porta del Real. Fu commissionato dopo che una spaventosa piena nel 1517 distrusse il precedente ponte di legno, imponendo una struttura in pietra a dieci ampie arcate capaci di resistere alle alluvioni e di sostenere i cortei solenni della corte reale.
Le due splendide edicole barocche poste sopra i piloni centrali furono scolpite nel 1603 per celebrare le solenni nozze del re Filippo Terzo con l'arciduchessa Margherita d'Austria, officiate con straordinario sfarzo nella cattedrale di Valencia. Le edicole custodiscono le venerate statue in pietra di San Vincenzo Ferreri, celebre predicatore domenicano itinerante che segnò la storia europea, e di San Vincenzo Martire, diacono romano del quarto secolo e patrono primigenio della comunità valenciana che subì il martirio proprio in queste contrade.
Per molti secoli ogni sovrano in visita, ambasciatore straniero o legato pontificio che giungeva nel Regno di Valencia aveva l'obbligo formale di smontare da cavallo su questo ponte per giurare solenne fedeltà ai Furs, le storiche leggi costituzionali valenciane, prima di varcare le porte urbane. Nel 1877 l'impalcato fu allargato con mensole in ghisa per consentire il transito della prima linea di tram a trazione animale.
Tocca le piazzole semicircolari intagliate nel parapetto sopra ogni pilone: furono create dagli scalpellini rinascimentali come rifugi salvavita per i pedoni al passaggio delle pesanti carrozze a quattro cavalli e dei convogli mercantili.
Prosegui verso sud-est lungo i sentieri del giardino fluviale per scoprire l'ardito arco inclinato in acciaio del Ponte dell'Esposizione.
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6. Ponte dell'Esposizione La Peineta: L'arco inclinato di Calatrava
Passeig de l'Albereda, 46010 València, Spain
Alza gli occhi dal prato verdeggiante del parco per ammirare il candido arco d'acciaio del Ponte dell'Esposizione, che svetta verso l'alto come un'aerodinamica scultura moderna sospesa nell'aria. Progettato dal celebre architetto e ingegnere valenciano Santiago Calatrava, questo avveniristico ponte fu inaugurato nel 1995. I valenciani lo battezzarono subito con il nomignolo affettuoso di La Peineta, ovvero il pettine, poiché l'arco centrale fortemente inclinato ricorda la tipica pettinina ornamentale indossata dalle donne valenciane sotto la mantiglia di pizzo nei giorni di festa tradizionale.
La concezione strutturale del viadotto è sbalorditiva: un unico arco in tubolari d'acciaio alto quattordici metri si inclina con un angolo di settanta gradi verso il viale dell'Alameda. Una fitta raggiera di tiranti metallici ad alta resistenza regge l'intera carreggiata di centotrentuno metri, consentendo al ponte di scavalcare l'intero alveo del parco senza un solo pilastro intermedio sul terreno. La sua candida sagoma contrasta magnificamente con il verde degli alberi secolari, le acque del parco e l'azzurro del cielo mediterraneo, creando un punto di riferimento visivo inconfondibile per i passanti.
Direttamente sotto il ponte si trova la stazione sotterranea della metropolitana Alameda, disegnata sempre da Calatrava. La luce naturale filtra attraverso lucernari in vetrocemento della carreggiata illuminando le banchine sottostanti, realizzando un polo di mobilità integrato. L'intera struttura in acciaio di oltre duemilaseicento tonnellate fu assemblata sulla sponda del fiume e fatta scivolare sui binari idraulici in una sola mattinata nel 1995.
Osserva da vicino le nervature d'acciaio tubolare: furono calcolate per flettersi in modo invisibile sotto la calura estiva levantina, dissipando le dilatazioni termiche nelle spalle del ponte senza subire affaticamento metallico nel corso dei decenni.
Cammina per circa trecento metri verso valle lungo il viale alberato per farti incantare dai colori vivaci e dai profumi del Ponte dei Fiori.
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7. Ponte dei Fiori: Il tributo cromatico alla terra di luce e profumi
Plaça d'Amèrica, 46004 València, Spain
Contempla la scenografica cascata di fiori rossi, rosa e viola che traboccano rigogliosi dalle ringhiere del Puente de las Flores, o Ponte dei Fiori. Inaugurato nel dicembre del 2002 durante il mandato del sindaco Rita Barberá, questo attraversamento carrabile e pedonale nacque come omaggio vivente al celebre pasodoble Valencia composto nel 1924 dal maestro José Padilla, i cui celebri versi celebrano la città come la terra dei fiori, della luce e dell'amore. Lungo entrambi i parapetti sono installate diecimilacinquecento fioriere speciali dotate di un sistema automatico d'irrigazione a goccia continua.
Per garantire una fioritura spettacolare e ininterrotta lungo tutte le quattro stagioni dell'anno, la decorazione vegetale viene completamente rinnovata tre volte all'anno con oltre ventunomila piante fresche. In primavera trionfano i gerani edera e le parigine nei toni del ciclamino e del fucsia; durante la torrida estate primeggiano le resistenti surfinie e petunie ricadenti; in autunno risaltano i ciclamini vellutati e a dicembre migliaia di stelle di Natale color porpora acceso che illuminano splendidamente le feste natalizie cittadine. La manutenzione quotidiana è affidata a una squadra municipale di esperti giardinieri botanici.
Passeggiare sul ponte dà la sensazione di camminare lungo un giardino pensile sospeso nel vuoto, godendo di splendidi scorci panoramici sui prati sottostanti dove i valenciani corrono e vanno in bicicletta. L'intenso profumo dei fiori si fonde con gli aromi dei pini e dei cespugli del parco, trasformando il viadotto in uno degli angoli più amati, romantici e fotografati della città levantina.
Sebbene il consistente costo municipale per rinnovare ventimila fiori tre volte l'anno abbia acceso dibattiti al momento della sua apertura, il Ponte dei Fiori è ormai divenuto un simbolo irrinunciabile dell'orgoglio valenciano e dell'accoglienza mediterranea.
Prosegui per duecento metri verso sud per raggiungere le solenni arcate in pietra a traffico esclusivamente pedonale del Ponte del Mare.
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8. Ponte del Mare: Dieci arcate gotiche e oasi pedonale
Carrer de Navarro Reverter, 46004 València, Spain
Sali sui larghi lastroni in pietra calcarea levigati dal passaggio dei secoli sul Puente del Mar e assapora la profonda, distensiva quiete di questo ponte interamente riservato ai pedoni. Costruito tra il 1596 e il 1600 dal mastro scalpellino Francisco Serafín, questo viadotto fu realizzato per mettere in sicurezza il corridoio commerciale vitale che collegava il centro di Valencia con il trafficato porto marinaro del Grao. Una spaventosa alluvione nel 1589 aveva spazzato via il fragile ponte ligneo originario, spingendo le autorità a costruire dieci maestose arcate a sesto acuto con possenti rostri frangiflutti in muratura massiccia.
Il ponte deve la sua incantevole atmosfera pedonale a una lungimirante trasformazione urbana compiuta nel 1933 dall'architetto municipale Javier Goerlich Lleó. Consapevole dell'immenso pregio storico del manufatto, Goerlich lo chiuse definitivamente al traffico carrabile, realizzando ampie scalinate monumentali neobarocche agli accessi e due grandi bacini circolari d'acqua nel letto fluviale, dove le arcate gotiche si specchiano tra ninfee acquatiche, ciuffi di iris e canne palustri in una scenografia fiabesca che incanta ogni visitatore. Nelle sere primaverili il riflesso della luna sui bacini crea magici chiaroscuri.
A presidiare le campate centrali sorgono due splendide edicole barocche intagliate nel 1720 dal celebre scultore Francisco Vergara il Vecchio. Un'edicola protegge la Vergine degli Abbandonati, patrona di Valencia a cui i marinai si affidavano prima di prendere il largo; l'altra ospita San Pasquale Baylón, umile frate francescano profondamente venerato dai contadini e dagli artigiani della huerta.
Siediti per un istante sulle panche curve in pietra incorporate nei parapetti: furono sagomate nel Settecento per offrire a mercanti e pellegrini una sosta di sollievo rinfrescata dalle brezze di mare dopo il lungo cammino dal porto.
Segui il sentiero ombreggiato verso sud-est per scorgere la facciata vetrata e le vasche monumentali del Palau de la Música.
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9. Palau de la Música: Tempio sinfonico nel polmone verde
Passeig de l'Albereda, 30, 46023 València, Spain
Fermati sul bordo della tranquilla vasca riflettente e osserva come la grandiosa cupola vetrata del Palau de la Música si riflette come una gemma cristallina nelle acque calme del parco. L'armonia tra architettura sinfonica e verde urbano rappresenta un modello pionieristico studiato in tutto il mondo. Progettato dal celebre architetto spagnolo José María de García de Paredes e inaugurato nell'aprile del 1987, questo tempio sinfonico fu concepito per abbattere ogni barriera tra l'arte musicale e la natura circostante. La sua volta trasparente si inarca sopra un atrio inondato di piante rigogliose, consentendo al pubblico dei concerti di ammirare le chiome delle palme mentre ascolta i capolavori della musica classica eseguiti dalle migliori orchestre mondiali.
L'auditorium è la sede stabile della prestigiosa Orchestra di Valencia, fondata nel 1943. La sua sala principale, la Sala Iturbi, è celebrata da grandi bacchette internazionali come Zubin Mehta e Plácido Domingo per essere una delle sale da concerto con l'acustica più calda e naturale d'Europa. Rivestita interamente in pregiato legno di cedro e ciliegio americano, ospita quasi milleottocento spettatori sotto un soffitto acustico a geometria variabile studiato per cogliere il minimo soffio d'archetto e valorizzare ogni armonica sinfonica con una chiarezza cristallina. I giardini circostanti accolgono sculture e prati dove rilassarsi prima dei concerti.
Nella piazza antistante, una fontana luminosa ideata dal geniale ingegnere idraulico catalano Carles Buïgas inscena getti d'acqua coreografici nelle serate estive, sincronizzando cascate d'acqua cristallina con trasmissioni di brani sinfonici, in una perfetta fusione tra suono, luce e natura mediterranea.
Ogni estate le terrazze all'aperto del Palau accolgono il Concorso Internazionale delle Bande Musicali, un evento che celebra la secolare tradizione delle bande civiche valenciane, che contano oltre cinquecento complessi attivi e quarantamila musicisti nella regione.
Prosegui per quattrocento metri verso sud-est attraverso i boschetti di pini per raggiungere le avventure ludiche del Parco Gulliver.
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10. Parco Gulliver: Il gigante delle fiabe nel cuore del parco
Jardín del Turia, Tram XII, 46023 València, Spain
Ammira la stupefacente figura scolpita di un gigante lungo settanta metri adagiato al suolo sulla sabbia del vecchio letto fluviale, immobilizzato da decine di cavi d'ormeggio e scalette d'arrampicata. Aperta nel dicembre del 1990, questa celebre opera di scultura ludica e arte pubblica nacque dall'ispirata collaborazione tra l'architetto Rafael Rivera, il maestro scultore fallero Manolo Martín e il fumettista Sento Llobell. Ispirandosi alle immortali pagine del romanzo satirico I viaggi di Gulliver pubblicato da Jonathan Swift nel 1726, l'opera raffigura Lemuel Gulliver catturato dagli abitanti di Lilliput dopo un rovinoso naufragio.
I visitatori di ogni età si trasformano in allegri lillipuziani, arrampicandosi sulle ampie maniche della giacca, scalando funi intrecciate e scivolando lungo sinuosi scivoli celati tra le ciocche della parrucca e le pieghe dell'abito. L'intera scultura monumentale è sagomata senza angoli pericolosi in fibra di vetro e resine rinforzate rivestite con smalti gommosi antiscivolo, consentendo agli esploratori di arrampicarsi e scivolare con assoluta spensieratezza e totale sicurezza lungo una rete infinita di percorsi guidati.
Il ventre cavo del gigante racchiude al proprio interno locali di servizio, presidi di primo soccorso e aule comunali per attività didattiche e ricreative. Dopo un accurato restauro completato alla fine del 2022, la livrea policroma è stata interamente ravvivata, restituendo brillantezza all'abito blu ceruleo, al gilet dorato e agli alti stivali di cuoio scuro originari. L'ampia area alberata circostante con panchine e fontanelle consente ai genitori di sostare mentre i ragazzi giocano liberamente.
Scruta l'espressione scolpita sul viso del gigante: lo sguardo stupefatto e le labbra socchiuse ritraggono il suo divertito smarrimento di fronte alle centinaia di piccoli esploratori che gli camminano festosi sulla giacca, gli tirano i polsini e gli scivolano sulle orecchie.
Risali la rampa alberata verso la carreggiata stradale per ammirare le quattro imponenti gargolle bronzee alate che presidiano il Ponte del Regno.
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11. Ponte del Regno: Il viadotto delle quattro gargolle bronzee
Gran Via del Marqués del Túria, 46005 València, Spain
Alza lo sguardo verso le quattro minacciose creature alate in bronzo scuro posate sopra alti piedistalli in granito grigio agli ingressi di questo solenne viadotto urbano. Noto a tutti i valenciani come il Ponte delle Gargolle, il Puente del Reino fu progettato dall'ingegnere civile Salvador Monleón Cremades e inaugurato nel dicembre del 1999. Con i suoi duecentoventi metri di lunghezza sopra l'alveo dei Giardini del Turia, detiene il primato del ponte più lungo del comune di Valencia, collegando la signorile Gran Vía con i moderni viali orientali e le nuove espansioni cittadine.
Le quattro sculture monumentali che vegliano sulla carreggiata pesano ciascuna circa tre tonnellate e superano i quattro metri d'altezza, fuse in bronzo scuro con l'antica tecnica della cera persa. Lo scultore Juan Martí modellò questi guardiani alati con una suggestiva estetica espressionista che fonde i bestiari gotici della Lonja de la Seda con le linee aerodinamiche dell'Art Déco europeo. Gli artigli affilati, le code arrotolate, i becchi ricurvi e le ali spiegate sembrano pronti a spiccare il volo da un istante all'altro sopra la città e verso il vicino mare.
Anche i raffinati lampioni in ghisa scura rendono omaggio al glorioso artigianato metallurgico valenciano: i loro fusti sagomati e le lanterne floreali richiamano i lampioni modernisti d'inizio Novecento. All'imbrunire la luce dorata dei fanali illumina le sagome imponenti delle fiere bronzee, creando una scenografia affascinante degna di un racconto fantastico gotico. Ampi marciapiedi e piste ciclabili protette ne fanno uno snodo preferito per passeggiate panoramiche serali.
Guarda i basamenti in granito grigio che reggono le statue: gli ingegneri vi inserirono giunti antivibranti in neoprene per assorbire le continue sollecitazioni causate dal transito degli autobus e dai violenti venti di burrasca che scendono dalla sierra.
Percorri l'ultimo tratto pedonale verso est per raggiungere l'indimenticabile terrazza panoramica del Ponte di Monteolivete.
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12. Ponte di Monteolivete: Il mirador sulle Città delle Arti
Carrer d'Eduardo Boscà, 46023 València, Spain
Sostando nel punto panoramico centrale del Ponte di Monteolivete, ammira lo straordinario spettacolo delle candide architetture contemporanee che emergono come navi del futuro da un mare d'acqua turchese. La maestosa prospettiva abbraccia l'intero arco delle creazioni architettoniche fino all'orizzonte marittimo. Questo magnifico viadotto segna il culmine trionfale della passeggiata lungo l'alveo del Turia, dove la secolare ingegneria fluviale consegna idealmente il testimone all'avanguardia del ventunesimo secolo. Progettato dal prestigioso ingegnere dei ponti Juan José Arenas de Pablo e adattato da Santiago Calatrava, le sue arcate paraboliche in cemento bianco offrono un belvedere d'eccezione sull'intero complesso culturale levantino.
Volgendo lo sguardo verso sud-est si abbraccia una delle vedute urbane più ammirate al mondo. Davanti a te si staglia la prua maestosa del Palau de les Arts Reina Sofía, che si proietta verso l'alto per settantacinque metri come l'elmo di un titano; accanto ad essa l'occhio vitreo dell'Hemisfèric ammicca sull'acqua, mentre sullo sfondo le candide costolature scheletriche del Museo delle Scienze si allungano verso l'orizzonte in un inno alla bellezza geometrica, all'ingegno umano e alla ricerca scientifica.
Il ponte stesso fu una prodezza dell'ingegneria di fine Novecento, impiegando calcestruzzo bianco autocompattante colato in casseforme lignee millimetriche per ottenere una finitura liscia come seta. Rappresenta la testimonianza vivente della tenacia di Valencia, che ha saputo convertire una ferita alluvionale nel più luminoso santuario civico del pianeta, celebrato dai viaggiatori di tutto il mondo.
Osserva i basamenti delle spalle del ponte: sono rivestiti nello stesso mosaico in trencadís bianco che adorna l'opera e il museo, creando una mirabile continuità artistica tra viabilità urbana e alta architettura monumentale.
Concludiamo qui il nostro viaggio lungo l'antico fiume di Valencia: un alveo nato da acque tumultuose, rinato per sempre come trionfo di verde, armonia e bellezza futurista.