Valencia: Città delle Arti e delle Scienze e il Futurismo di Calatrava
Uno spettacolare itinerario tra specchi d'acqua turchesi, archi scheletrici e cupole paraboliche nell'alveo del Turia
Valencia · 12 stops · 32 min audio · Generated
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1. Palau de la Música: Il colonnato e la volta vetrata
Passeig de l'Albereda, 30, 46023 València, Spain
Sosta davanti al maestoso colonnato del Palau de la Música e osserva la monumentale volta vetrata semicircolare che si inarca come una conchiglia trasparente sopra l'atrio principale. Inaugurato nell'aprile del 1987 su disegno del celebre architetto spagnolo José María de García de Paredes, questo straordinario auditorium fu il primo grande monumento culturale sorto nell'antico alveo prosciugato del Turia dopo la storica deviazione del corso d'acqua. La sua edificazione sancì una memorabile vittoria civica, dimostrando che il vecchio letto fluviale poteva trasformarsi felicemente in un prestigioso corridoio verde dedicato alla musica, alla bellezza e all'arte contemporanea.
L'idea centrale dell'architetto fu quella di fondere armoniosamente il parco naturale esterno con le sale sinfoniche interne attraverso pareti trasparenti inondate di luce naturale. Varcando l'ingresso principale si viene accolti da un atrio arioso popolato da piante tropicali e alti ficus, che regalano la suggestione di una serra botanica incastonata nel giardino. Oltre l'atrio si apre la celebre Sala Iturbi, un anfiteatro da quasi milleottocento posti rivestito in caldo legno di cedro e ciliegio americano, elogiato a livello internazionale da celebri direttori d'orchestra per la straordinaria acustica calda e avvolgente.
Davanti alla facciata si allunga una grandiosa vasca d'acqua animata da una scenografica fontana musicale progettata dal leggendario ingegnere idraulico catalano Carles Buïgas, creatore delle fontane di Montjuïc a Barcellona. Nelle serate estive i getti d'acqua danzano a ritmo di composizioni classiche, mentre i filari di palme si specchiano placidamente sulla superficie turchese, creando un'atmosfera di raffinata armonia tra ingegneria idraulica, musica colta e natura mediterranea.
Ascolta con attenzione stando vicino alla vasca: il dolce scroscio delle cascate fu studiato appositamente per mascherare il rumore del traffico urbano che attraversa i viali superiori dell'Alameda, isolando acusticamente l'intero settore del parco.
Incamminati verso est lungo il bordo lastricato dell'acqua per raggiungere i bacini inferiori che conducono alle sculture monumentali dei giardini.
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2. Lo specchio d'acqua del Palau e la passeggiata del Turia
Passeig de l'Albereda, s/n, 46023 València, Spain
Passeggia lungo il bordo in pietra calcarea della vasca inferiore del Palau e lasciati rinfrescare dal benefico microclima generato da questo vasto specchio d'acqua che riflette fedelmente il cielo azzurro e le chiome delle palme circostanti. Dopo la tragica alluvione dell'ottobre 1957 che sommerse gran parte di Valencia, il corso del fiume fu deviato a sud attraverso il nuovo canale del Plan Sur. Quando negli anni settanta si propose di asfaltare il vecchio letto fluviale per costruire un'autostrada urbana a scorrimento veloce, i cittadini scesero coraggiosamente in piazza al grido Il fiume è nostro e lo vogliamo verde, ottenendo una storica vittoria popolare che salvò l'alveo per le future generazioni.
Il celebre architetto catalano Ricardo Bofill tracciò nel 1981 il piano generale paesaggistico, suddividendo i nove chilometri del parco in distinti settori tematici che assecondano le morbide curvature dell'alveo naturale. In questo tratto, il Tratto Undici, il disegno urbano celebra espressamente l'elemento dell'acqua: canali in pietra, cascatelle a sfioro e bacini ribassati ricordano l'antico flusso fluviale, offrendo un'autentica oasi di frescura durante i caldi pomeriggi estivi della costa levantina.
Il viale è impreziosito da ordinate file di palme da datteri, oleandri fioriti e rigogliosi aranci i cui fiori d'arancio profumano deliziosamente l'aria primaverile. Ogni giorno centinaia di sportivi percorrono il circuito podistico dei cinque chilometri, snodandosi su sentieri ghiaiosi e prati curati che un tempo giacevano sotto tre metri di fango torrenziale, trasformando l'area in un vivace teatro a cielo aperto di benessere e vita comunitaria.
Osserva gli antichi argini in pietra che delimitano i margini del parco: la muratura secentesca conserva robusti anelli di ferro battuto a cui venivano ormeggiate le zattere di legname provenienti dalle foreste montane di Cuenca prima di essere scaricate verso i cantieri navali del litorale.
Prosegui verso sud-est lungo il sentiero botanico verso il Tratto Dodici, dove ti attende la sorprendente sagoma del Parco Gulliver.
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3. Parco Gulliver: Il gigante disteso di settanta metri
Jardín del Turia, Tram XII, 46023 València, Spain
Entra nella radura sabbiosa del Tratto Dodici e ammira la colossale figura di un gentiluomo settecentesco lungo settanta metri, adagiato al suolo e trattenuto da pesanti sartie d'ormeggio che lo ancorano saldamente alla terra. Inaugurata nel dicembre del 1990, questa straordinaria scultura monumentale interattiva nacque dalla geniale collaborazione tra l'architetto Rafael Rivera, il maestro artigiano fallero Manolo Martín e l'illustratore Sento Llobell. Ispirandosi al celebre capolavoro satirico I viaggi di Gulliver scritto da Jonathan Swift nel 1726, l'opera ricrea l'istante in cui il medico naufrago si risveglia prigioniero sulle coste sconosciute di Lilliput circondato da minuscoli abitanti.
Qui ogni visitatore si trasforma all'istante in un minuscolo lillipuziano. Grandi e bambini risalgono le pieghe della giacca cerulea, scalano ripide scale di corda e scivolano lungo vertiginosi scivoli ricavati tra le ciocche della parrucca, le maniche della camicia e le fibbie delle scarpe. L'intera superficie è modellata in resina poliestere e fibra di vetro priva di spigoli vivi, rivestita con speciali smalti marini antiscivolo che permettono di arrampicarsi e scivolare in totale sicurezza e libertà lungo rampe sinuose.
Il corpo cavo del gigante racchiude al suo interno vani tecnici, impianti di ventilazione e aule per laboratori didattici comunali. In seguito a un meticoloso restauro completato alla fine del 2022, la scultura è stata interamente ritinteggiata con vivaci vernici poliuretaniche, restituendo splendore cromatico all'abito blu cobalto, al gilet dorato, ai bottoni d'argento e agli stivali di cuoio scuro originari.
Solleva lo sguardo verso il volto scolpito del gigante: gli occhi spalancati e le labbra dischiuse esprimono un'espressione comica di stupore rassegnato mentre centinaia di bimbi festanti gli scalano il petto, gli tirano la cravatta settecentesca e scivolano coraggiosamente lungo il suo naso.
Risali la rampa del parco verso la carreggiata superiore per ammirare le solide arcate in pietra del Ponte dell'Angelo Custode.
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4. Ponte dell'Angelo Custode e i prati del Turia
Pont de l'Àngel Custodi, 46005 València, Spain
Sali sulla sommità del Ponte dell'Angelo Custode e volgi lo sguardo verso sud-est, dove il lussureggiante alveo verdeggiante del parco curva dolcemente verso le brezze marine del Mediterraneo e verso le avveniristiche cupole bianche della foce. Costruito tra il 1933 e il 1941 su disegno dell'ingegnere municipale Arturo Piera, questo imponente viadotto in muratura fu eretto per collegare il raffinato quartiere residenziale dell'Ensanche con i borghi marittimi del porto e con le spiagge dorate del litorale. Il suo solenne rivestimento in pietra calcarea, le ampie balaustre e i lampioni decorativi rendono omaggio ai ponti rinascimentali della città, creando un elegante raccordo tra la tradizione classica e l'urbanistica novecentesca.
Il viadotto prende il nome dall'Angelo Custode della città, venerato a Valencia fin dal quattordicesimo secolo quando i teologi locali attribuirono alla sua celeste intercessione la salvezza della popolazione durante le ricorrenti epidemie di peste nera. Al centro della campata, nicchie in pietra ospitano stemmi araldici e rilievi commemorativi dedicati al santo patrono, che vegliano con benevolenza sui ciclisti e sui podisti che solcano i prati sottostanti in ogni momento della giornata.
Da questo punto sopraelevato si coglie appieno la profonda rinascita ecologica dell'alveo fluviale. Gli ampi prati d'erba sono punteggiati da pini d'Aleppo, salici piangenti e carrubi aromatici, attirando aironi cinerini, gheppi e uccelli migratori in uno spazio urbano che un tempo costituiva un arido canale alluvionale esposto a periodiche distruzioni fangose.
Nota le raffinate ringhiere in ferro battuto che costeggiano i marciapiedi: i loro motivi floreali furono fusi nel 1939 nelle officine metallurgiche locali riutilizzando metalli di recupero dell'immediato dopoguerra civile, testimoniando la tenacia operosa della manifattura urbana.
Scendi nuovamente lungo la scalinata nel parco e cammina verso sud-est all'ombra dei pini verso le arcate paraboliche del Ponte di Monteolivete.
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5. Ponte di Monteolivete: La porta verso il futuro
Pont de Montolivet, 46023 València, Spain
Raggiungi la spaziosa passeggiata pedonale del Ponte di Monteolivete e preparati ad ammirare una delle prospettive architettoniche contemporanee più celebri, celebrate e sbalorditive dell'intera Europa. Questo scenografico viadotto segna la monumentale linea di confine in cui i tradizionali giardini del Turia cedono improvvisamente il passo alla luminosa visione futuristica della Città delle Arti e delle Scienze. La struttura rappresenta un'affascinante collaborazione tra grandi ingegneri spagnoli: le campate di raccordo furono concepite da José Antonio Fernández Ordóñez, mentre il passaggio centrale sospeso sull'acqua fu curato da Santiago Calatrava.
Sporgiti dal parapetto verso sud-est: direttamente dalle immense vasche d'acqua turchese emergono ciclopiche architetture candide che evocano scheletri biologici, occhi cosmici e astronavi attraccate sulla terraferma. Le superfici immacolate sono realizzate in calcestruzzo bianco ad altissime prestazioni e trencadís, la celebre tecnica a mosaico valenciana formata da innumerevoli frammenti di ceramica smaltata che brillano intensamente sotto i raggi del sole levantino, creando bagliori argentei sull'acqua che incantano architetti e viaggiatori provenienti da ogni angolo del globo.
Il ponte scavalca il bacino artificiale con una grazia sorprendente senza interrompere la continuità degli specchi d'acqua sottostanti. Calatrava sagomò i piloni centrali in modo che l'acqua limpida del Palau de les Arts potesse scorrere senza barriere sotto la carreggiata stradale, raddoppiando per riflesso la maestosità delle volumetrie circostanti e garantendo un effetto visivo di totale sospensione aerea. Le possenti fondazioni in calcestruzzo armato affondano per oltre venti metri nel terreno per garantire stabilità millimetrica contro ogni vibrazione.
Sfiora con le dita le arcate in calcestruzzo levigato: la loro consistenza serica fu ottenuta colando un impasto autocompattante in casseforme di legno piallate come mobili di pregio, eliminando ogni porosità superficiale senza richiedere alcuna tinteggiatura aggiuntiva.
Scendi lungo la rampa pedonale verso le grandi vasche azzurre per raggiungere la prua svettante del Palau de les Arts Reina Sofía.
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6. Palau de les Arts Reina Sofía: Il tempio dell'opera di Calatrava
Avinguda del Professor López Piñero, 1, 46013 València, Spain
Fermati proprio davanti alla prua affilata del Palau de les Arts Reina Sofía e contempla la sua silhouette arcuata alta settantacinque metri che fende il cielo come una titanica imbarcazione del futuro lanciata verso l'infinito. Inaugurato nell'ottobre del 2005 come tempio lirico della Comunità Valenciana, questo maestoso edificio rappresenta una delle creazioni più ambiziose, spettacolari e audaci di Santiago Calatrava. Racchiuso all'interno di un involucro curvilineo che rievoca un elmo di guerriero antico, una nave leggendaria o una balena che emerge dalle acque, ospita quattro grandi sale dedicate all'opera, alla danza, alla musica da camera e al teatro sperimentale.
Una spettacolare piuma metallica a sbalzo corre per duecentotrenta metri lungo la sommità della copertura, proiettandosi sopra la terrazza panoramica con una leggerezza che sembra sfidare ogni legge di gravità. Il rivestimento esterno è impreziosito da migliaia di metri quadrati di trencadís in ceramica bianca, capace di catturare la luce del mattino in iridescenti riflessi argentati. Tutt'intorno, ampi bacini d'acqua turchese circondano la base, isolando il teatro come un'isola incantata del canto lirico.
All'interno, la Sala Principale accoglie oltre millequattrocento spettatori distribuiti su quattro ordini di palchi sinuosi, dotata del terzo palcoscenico teatrale idraulico più grande al mondo. Eminenti maestri della bacchetta come Zubin Mehta e Lorin Maazel hanno guidato qui memorabili stagioni d'opera, consacrando l'Orquestra de la Comunitat Valenciana tra le più apprezzate d'Europa per rigore interpretativo e potenza sinfonica. Tutte le sale dispongono di impianti acustici regolabili e climatizzazione radiante a pavimento assolutamente silenziosa.
Cammina sotto la pensilina a sbalzo della terrazza occidentale: la geometria delle pareti curve genera un'acustica talmente pura che un semplice sussurro vocale risuona chiaramente da un capo all'altro della piazza marmorea senza amplificazione artificiale.
Passeggia lungo il pontile in legno che costeggia la piscina turchese per dirigerti verso la suggestiva pupilla vitrea dell'Hemisfèric.
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7. L'Hemisfèric: L'occhio gigante della conoscenza
Avinguda del Professor López Piñero, 3, 46013 València, Spain
Avvicinati al bordo dello specchio d'acqua centrale e contempla l'Hemisfèric, l'opera poetica che inaugurò la Città delle Arti e delle Scienze nell'aprile del 1998. Disegnato da Santiago Calatrava per simboleggiare l'Occhio della Sapienza, questo straordinario edificio ovoidale misura oltre cento metri di lunghezza. Ammirato attraverso le acque placide del bacino circostante, il riflesso perfetto della sua volta in cemento e vetro completa l'illusione ottica di un immenso occhio umano che fissa serenamente la volta celeste e sembra scrutare i più profondi misteri dell'universo infinito.
Ciò che rende questa creazione un trionfo assoluto dell'architettura cinetica è la sua capacità di aprirsi fisicamente come una palpebra. Una sequenza di frangisole articolati in alluminio si solleva idraulicamente lungo binari curvilinei con un fluido movimento meccanico, svelando la sfera interna luminosa come una pupilla vigile sull'acqua. Nel cuore di questa sfera è alloggiato un modernissimo cinema laser IMAX e planetario digitale ad altissima definizione, dotato di uno schermo concavo di novecento metri quadrati che proietta spettacolari viaggi nell'infinito cosmico, nella volta stellata e negli abissi marini più remoti.
Il deambulatorio perimetrale ribassato intitolato all'astronomo Carl Sagan è pavimentato in doghe di teak ed è lambito da brezze fresche provenienti dai bacini d'acqua. I visitatori amano sostare qui osservando scivolare silenziose canoe trasparenti sull'acqua turchese, mentre le arcate bianche di Calatrava si specchiano increspate dal vento e dai riflessi dorati del tramonto. Gli spettatori possono assistere a proiezioni scientifiche immersive guidate da divulgatori esperti dell'osservatorio astronomico.
Guarda attentamente il fondale della piscina: l'acqua è mantenuta a una profondità millimetrica di soli trenta centimetri, una quota studiata dagli ingegneri idraulici per garantire un riflesso limpido riducendo drasticamente il volume idrico e il consumo energetico di ricircolo.
Avanza verso est lungo il viale lastricato verso la colossale cattedrale scheletrica del Museo delle Scienze Príncipe Felipe.
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8. Museo delle Scienze Príncipe Felipe: La cattedrale scheletrica
Avinguda del Professor López Piñero, 7, 46013 València, Spain
Alza lo sguardo verso la successione monumentale di costoloni inclinati in calcestruzzo bianco del Museo de les Ciències Príncipe Felipe e lasciati conquistare dal ritmo biologico della sua geometria organica. Inaugurato nel novembre del 2000, questo colossale museo scientifico interattivo si sviluppa per oltre duecentoquaranta metri di lunghezza toccando i quaranta metri d'altezza. Calatrava si ispirò all'anatomia dei vertebrati, modellando una foresta di colonne diagonali, puntoni ramificati e archi rampanti che ricordano la cassa toracica di un dinosauro fossile o lo scheletro di una balenottera azzurra pronta a prendere il largo.
L'edificio offre oltre quarantamila metri quadrati di superficie espositiva distribuiti su tre spaziosi livelli inondati di luce naturale grazie a immense vetrate a tutta altezza con telai metallici slanciati. A differenza delle istituzioni museali tradizionali caratterizzate da cordoni rossi e severi cartelli di divieto, questo tempio della divulgazione opera sotto il celebre motto fondativo: È severamente vietato non toccare, non sentire e non pensare. I visitatori sperimentano attivamente con centinaia di postazioni interattive dedicate alla genetica, alla fisica delle particelle, all'astronomia e alle energie rinnovabili.
Le dimensioni strutturali dell'opera sono sbalorditive: per la sua costruzione furono impiegati quarantamila metri cubi di calcestruzzo bianco armato e quattordicimila tonnellate di acciaio montati con precisione millimetrica. All'esterno, una vasta spianata pedonale affiancata da canali d'acqua ospita mostre d'arte contemporanea all'aperto, sculture monumentali e sfere galleggianti trasparenti su cui camminare sull'acqua in totale libertà. Durante tutto l'anno le gallerie accolgono conferenze con premi Nobel e ricercatori internazionali.
Posizionati sotto il grande sbalzo occidentale: i puntoni diagonali creano una galleria acustica naturale che trasmette i sussurri a oltre sessanta metri di distanza verso il pilone opposto con cristallina nitidezza, come nella cupola di San Paolo a Londra.
Sali la scalinata sul lato meridionale per percorrere la suggestiva passeggiata botanica tra gli archi sospesi dell'Umbracle.
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9. L'Umbracle: Gli archi bianchi e il giardino delle sculture
Avinguda del Professor López Piñero, 5, 46013 València, Spain
Passeggia lungo il pontile in doghe di legno dell'Umbracle e lasciati avvolgere dalle fresche brezze che accarezzano una rigogliosa vegetazione di palme, buganvillee rampicanti, cespugli di rosmarino selvatico e zagara fiorita. Completato nel 2001, questo splendido giardino d'inverno sopraelevato si estende per oltre trecento metri lungo il versante meridionale del complesso, offrendo un magnifico belvedere verdeggiante sul cuore della Città delle Arti. Cinquantacinque eleganti archi parabolici bianchi si innalzano a diciotto metri d'altezza, componendo una pergola ombreggiata che filtra delicatamente i caldi raggi del sole mediterraneo su collezioni botaniche autoctone, palmeti slanciati e piante endemiche della costa levantina. La struttura funge inoltre da suggestivo ingresso monumentale al complesso.
Camminando attraverso questa oasi verde all'aperto incontrerai il celebre Paseo de las Esculturas, una galleria d'arte permanente che espone monumentali sculture in bronzo, pietra e ferro battuto realizzate da celebri artisti contemporanei tra cui Miquel Navarro, Francesc Abbot e Yoko Ono. Il contrasto tra le candide nervature metalliche della galleria e le sculture scure immerse tra le palme crea uno dei percorsi più fotogenici, armoniosi e suggestivi dell'intera città di Valencia.
Sotto questo lussureggiante giardino si nasconde un parcheggio multipiano interrato capace di ospitare oltre seicento automobili, dotato di solai rinforzati con terreni alleggeriti speciali che permettono a grandi alberi di prosperare sopra le rimesse. Nelle notti estive, l'estremità orientale della terrazza si trasforma in un esclusivo salotto all'aperto illuminato da soffuse luci scenografiche tra gli archi stellati. Lungo i sentieri sono disposte comode panchine in legno per godere della lettura all'ombra.
Fermati ad annusare le aiuole aromatiche: la vegetazione comprende oltre cinquanta specie mediterranee selezionate per diffondere fragranze floreali in ogni mese dell'anno, dal mirto selvatico al timo serpillo fino al gelsomino notturno.
Avanza verso il belvedere orientale della terrazza per ammirare l'altissimo pilone inclinato del Ponte dell'Assut de l'Or.
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10. Ponte dell'Assut de l'Or: L'arpa bianca e il pilone di centoventicinque metri
Carrer de Menorca, s/n, 46023 València, Spain
Guarda con stupore verso la vertiginosa cuspide del Pont de l'Assut de l'Or mentre il suo pilone d'acciaio curvo trafigge il cielo terso all'altezza record di centoventicinque metri. Inaugurato nel dicembre del 2008, questo spettacolare ponte strallato rappresenta la struttura architettonica più elevata dell'intera città di Valencia. Progettato da Santiago Calatrava, il pilone unico è inclinato all'indietro con un angolo di ventuno gradi, controventato da ventinove possenti cavi d'acciaio che ricordano le corde tese di un'arpa celestiale o le sartie di una nave da regata oceanica. I suoi possenti tiranti risplendono come corde d'argento sotto il sole levantino.
I cittadini valenciani hanno affettuosamente soprannominato il ponte El Jamonero per la sua curiosa somiglianza con il tipico supporto in legno utilizzato per tagliare il prosciutto iberico nelle taverne tradizionali. Al di là dell'ironia popolare, l'opera costituisce un autentico capolavoro dell'ingegneria strutturale contemporanea: l'impalcato lungo trecentotrenta metri scavalca l'alveo senza alcun pilone intermedio, accogliendo sei corsie per autoveicoli, due binari per il tram veloce e un'ampia passerella ciclopedonale panoramica sospesa sul vuoto.
Il ponte prende il nome dallo storico Assut de l'Or, una diga fluviale in pietra eretta nelle vicinanze nel quattordicesimo secolo per derivare l'acqua del Turia verso i canali d'irrigazione della huerta costiera. Questa vicinanza tra la millenaria civiltà idraulica medievale e il dinamismo futurista di Calatrava incarna perfettamente l'anima nobile di Valencia, capace di abbracciare il progresso senza rinnegare il proprio passato agricolo. Sulla carreggiata pedonale le brezze marine offrono una piacevole sensazione di freschezza in ogni stagione.
Tendi l'orecchio quando spira una forte brezza marina da levante: l'attrito dell'aria sui ventinove cavi strallati genera un suggestivo ronzio armonico che risuona come le corde basse di un violoncello invisibile suonato dal vento.
Scendi lungo i gradini verso la piazza centrale per ammirare il suggestivo guscio appuntito color blu cobalto dell'Àgora.
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11. L'Àgora e CaixaForum Valencia: La cuspide blu e l'oasi culturale
Carrer d'Eduardo Primo Yúfera, 1, 46013 València, Spain
Sosta sotto le slanciate campate paraboliche dell'Àgora e ammira l'intenso contrasto cromatico tra il suo rivestimento metallico blu cobalto e le candide strutture in calcestruzzo che popolano l'orizzonte circostante. Progettata da Santiago Calatrava e inaugurata nel novembre del 2009 per ospitare il prestigioso torneo internazionale di tennis Valencia Open 500, questa monumentale arena polifunzionale alta ottanta metri trae ispirazione da due mani giunte o dalla pinna dorsale di un grande cetaceo, rivestita con tessere di mosaico blu scuro che brillano al sole levantino. La sua forma organica rappresenta un punto di riferimento visivo unico nel panorama urbano.
Nel giugno del 2022 l'edificio ha vissuto una straordinaria rinascita architettonica con l'inaugurazione ufficiale del nuovo CaixaForum Valencia al suo interno. Curato dal visionario architetto catalano Enric Ruiz-Geli e dal suo studio Cloud 9, questo innovativo progetto di riuso ha realizzato un avveniristico villaggio culturale autosufficiente all'interno del grande involucro metallico, dotato di due ampie sale espositive museali climatizzate, un auditorium acustico all'avanguardia, un ristorante sostenibile e giardini verticali nutriti da acque piovane purificate.
Gli spazi interni impiegano materiali ecologici d'avanguardia, tra cui pannelli acustici in sughero naturale, membrane in fibra riciclata e cuscini traslucidi in polimero ETFE che diffondono una calda illuminazione diffusa. Il centro si è subito affermato come polo culturale di riferimento, accogliendo prestigiose mostre d'arte internazionale in collaborazione con il British Museum, il Museo del Prado e la Tate Modern di Londra, oltre a concerti e dibattiti aperti al pubblico.
Alza lo sguardo verso gli arazzi vegetali sospesi sui fianchi dei moduli interni: sono irrigati da un impianto idroponico a circuito chiuso che sfrutta l'acqua di condensa, fungendo da filtro biologico vivo che purifica costantemente l'aria dell'edificio.
Attraversa l'ampia piazza pedonale verso est per raggiungere le celebri coperture a ninfea in calcestruzzo sottile dell'Oceanogràfic.
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12. L'Oceanogràfic: Le ninfee paraboliche di Félix Candela
Carrer d'Eduardo Primo Yúfera, 1B, 46013 València, Spain
Concludi il tuo itinerario davanti all'elegante copertura a petali in calcestruzzo bianco dell'Oceanogràfic e osserva le sue sinuose onde a guscio sottile specchiarsi come porcellana nelle acque tranquille circostanti. Inaugurato nel febbraio del 2003, questo straordinario parco marino si estende su oltre centodiecimila metri quadrati, confermandosi come il più grande acquario d'Europa per estensione e varietà di specie marine protette. Il suo iconico padiglione d'ingresso e il suggestivo ristorante sottomarino furono disegnati dal celebre maestro ispano-messicano Félix Candela, universalmente considerato il massimo virtuoso mondiale dei paraboloidi iperbolici in calcestruzzo a guscio sottile armato.
Candela modellò la volta principale a forma di ninfea galleggiante su uno stagno. Nonostante misuri oltre trenta metri di ampiezza, il sottile guscio di cemento armato ha uno spessore di appena pochi centimetri al vertice, affidando la propria prodigiosa resistenza alla sola curvatura geometrica piuttosto che alla massa dei materiali. I petali ondulati scendono sfiorando l'acqua con una grazia organica che unisce l'ingegneria del Novecento alla poesia marina e all'armonia della natura.
Sotto questi padiglioni scorrono quarantadue milioni di litri d'acqua marina attinti direttamente dalla spiaggia della Malvarrosa, ricreando i principali ecosistemi oceanici del pianeta attraverso nove torri sottomarine. I visitatori attraversano un tunnel trasparente lungo settanta metri circondati da squali toro, ammirano i beluga nel padiglione artico e assistono alle evoluzioni dei delfini nel delfinario più capiente del continente europeo. Un moderno ospedale veterinario interno cura specie marine ferite prima di rilasciarle nel Mediterraneo.
Félix Candela morì nella Carolina del Nord nel dicembre del 1997 prima di vedere completata l'opera: questo candido fiore di cemento realizzato postumo dai suoi disegni autografi rappresenta l'ultimo immortale testamento della sua straordinaria carriera di ingegnere.
Concludiamo qui il nostro viaggio attraverso il futuro di Valencia: una straordinaria cattedrale contemporanea dove ingegneria visionaria, luce mediterranea e sogni umani si fondono in un'opera senza tempo.