Ponte dell'Angelo Custode e i prati del Turia

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Sali sulla sommità del Ponte dell'Angelo Custode e volgi lo sguardo verso sud-est, dove il lussureggiante alveo verdeggiante del parco curva dolcemente verso le brezze marine del Mediterraneo e verso le avveniristiche cupole bianche della foce.

Key Facts

PlacePonte dell'Angelo Custode e i prati del Turia
AddressPont de l'Àngel Custodi, 46005 València, Spain
Geo Coordinates39.46350, -0.35250
Part of WalkValencia: Città delle Arti e delle Scienze e il Futurismo di Calatrava
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Sali sulla sommità del Ponte dell'Angelo Custode e volgi lo sguardo verso sud-est, dove il lussureggiante alveo verdeggiante del parco curva dolcemente verso le brezze marine del Mediterraneo e verso le avveniristiche cupole bianche della foce. Costruito tra il 1933 e il 1941 su disegno dell'ingegnere municipale Arturo Piera, questo imponente viadotto in muratura fu eretto per collegare il raffinato quartiere residenziale dell'Ensanche con i borghi marittimi del porto e con le spiagge dorate del litorale. Il suo solenne rivestimento in pietra calcarea, le ampie balaustre e i lampioni decorativi rendono omaggio ai ponti rinascimentali della città, creando un elegante raccordo tra la tradizione classica e l'urbanistica novecentesca.

Il viadotto prende il nome dall'Angelo Custode della città, venerato a Valencia fin dal quattordicesimo secolo quando i teologi locali attribuirono alla sua celeste intercessione la salvezza della popolazione durante le ricorrenti epidemie di peste nera. Al centro della campata, nicchie in pietra ospitano stemmi araldici e rilievi commemorativi dedicati al santo patrono, che vegliano con benevolenza sui ciclisti e sui podisti che solcano i prati sottostanti in ogni momento della giornata.

Da questo punto sopraelevato si coglie appieno la profonda rinascita ecologica dell'alveo fluviale. Gli ampi prati d'erba sono punteggiati da pini d'Aleppo, salici piangenti e carrubi aromatici, attirando aironi cinerini, gheppi e uccelli migratori in uno spazio urbano che un tempo costituiva un arido canale alluvionale esposto a periodiche distruzioni fangose.

Nota le raffinate ringhiere in ferro battuto che costeggiano i marciapiedi: i loro motivi floreali furono fusi nel 1939 nelle officine metallurgiche locali riutilizzando metalli di recupero dell'immediato dopoguerra civile, testimoniando la tenacia operosa della manifattura urbana.

Scendi nuovamente lungo la scalinata nel parco e cammina verso sud-est all'ombra dei pini verso le arcate paraboliche del Ponte di Monteolivete.

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