Stephansdom: il Duomo, lo Steffl e i segni sul portale
Why is it significant?
Mettiti davanti al portale principale del Duomo e concediti un momento, perché la prima impressione è travolgente: una montagna di pietra scurita dal tempo, una torre altissima che sembra un merletto, e un tetto ripidissimo coperto di tegole colorate che disegnano zigzag e un'aquila a due teste.
Key Facts
| Place | Stephansdom: il Duomo, lo Steffl e i segni sul portale |
|---|---|
| Address | Stephansplatz 3, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.20850, 16.37310 |
| Part of Walk | Stephansdom e centro storico di Vienna: duemila anni tra vicoli, leggende e memoria |
| Generated | Generated |
Mettiti davanti al portale principale del Duomo e concediti un momento, perché la prima impressione è travolgente: una montagna di pietra scurita dal tempo, una torre altissima che sembra un merletto, e un tetto ripidissimo coperto di tegole colorate che disegnano zigzag e un'aquila a due teste. Questo è lo Stephansdom, il Duomo di Santo Stefano. E la torre, per i viennesi, ha un nome affettuoso: lo Steffl, lo Stefanino.
La parte che hai davanti è la più antica: il Riesentor, la Porta dei giganti, e le due torri dei Pagani, romaniche, del Duecento. Il nome, si racconta, viene dalle pietre di edifici romani, cioè pagani, riutilizzate per costruirle. Poi, dal Trecento, gli Asburgo trasformarono la chiesa in una cattedrale gotica. La torre sud, alta 136 metri, fu completata nel 1433. Quella nord rimase a metà, e nel Cinquecento le misero sopra un cappello rinascimentale. Vienna non l'ha mai finita.
Ora guarda il muro accanto al portale. Ci sono due sbarre di ferro incastrate nella pietra: sono antiche misure di lunghezza, le Ellen, che servivano a controllare stoffe e tele, perché davanti al Duomo nessuno osava imbrogliare. E vicino all'ingresso, protetto da un vetro, c'è un segno inciso: una O e un 5. Era il simbolo segreto della resistenza austriaca al nazismo: la O e la quinta lettera dell'alfabeto, la E, per scrivere OE, cioè Österreich, Austria.
Il 12 aprile 1945, negli ultimi giorni di guerra, gli incendi scoppiati nelle case vicine raggiunsero il Duomo. Il tetto bruciò, parte delle volte crollò e la grande campana, la Pummerin, precipitò e si spezzò. La ricostruzione divenne un'impresa di tutto il Paese: ogni regione austriaca contribuì con qualcosa, e nel 1951 fu fusa una nuova Pummerin con il metallo della vecchia. Oggi suona nelle grandi feste, e a Capodanno tutta Vienna la ascolta.
Sotto il pavimento ci sono le catacombe, con la cripta dei duchi dove sono custodite le urne con le viscere degli Asburgo. In questa cattedrale Mozart si sposò nel 1782, e qui, nel 1791, fu benedetta la sua salma. A Mozart torneremo presto. Ora gira intorno al Duomo, imbocca la Rotenturmstraße e svolta subito a destra verso il Lugeck: da lì segui la Bäckerstraße, una delle vie più antiche della città, fino a una piazzetta silenziosa.