Mozarthaus e Blutgasse: la casa delle Nozze di Figaro

Why is it significant?

Guarda questa casa stretta e alta nella Domgasse, a due passi dal Duomo: niente di straordinario, a prima vista. Eppure qui Mozart visse gli anni più felici e più ricchi della sua vita, dal 1784 al 1787. È l'unica delle sue abitazioni viennesi arrivata fino a noi, e oggi è un museo.

Key Facts

PlaceMozarthaus e Blutgasse: la casa delle Nozze di Figaro
AddressDomgasse 5, 1010 Wien, Austria
Geo Coordinates48.20820, 16.37490
Part of WalkStephansdom e centro storico di Vienna: duemila anni tra vicoli, leggende e memoria
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Guarda questa casa stretta e alta nella Domgasse, a due passi dal Duomo: niente di straordinario, a prima vista. Eppure qui Mozart visse gli anni più felici e più ricchi della sua vita, dal 1784 al 1787. È l'unica delle sue abitazioni viennesi arrivata fino a noi, e oggi è un museo. A Vienna Mozart traslocò più di una decina di volte: questa fu la casa più grande e la più costosa.

L'appartamento al primo piano aveva quattro stanze grandi, due più piccole e una cucina, e l'affitto era altissimo. In quegli anni Mozart guadagnava bene, tra concerti, allievi e composizioni, e spendeva altrettanto: abiti eleganti, servitù, e perfino un tavolo da biliardo, perché adorava giocarci. In queste stanze nacque Le nozze di Figaro, la prima delle tre opere scritte con un italiano straordinario, Lorenzo Da Ponte, di Ceneda, l'odierna Vittorio Veneto.

Da Ponte era un personaggio da romanzo: figlio di un commerciante ebreo, battezzato da ragazzo, poi prete, cacciato da Venezia per una vita troppo libertina, infine poeta del teatro imperiale a Vienna. Con Mozart riuscì a portare in scena Figaro, tratto da una commedia di Beaumarchais che a Vienna era vietata perché giudicata troppo sovversiva. La prima si tenne il primo maggio 1786 al Burgtheater. Da Ponte morì molti anni dopo a New York, dove aveva insegnato italiano alla Columbia.

In questa casa veniva anche Joseph Haydn, a suonare quartetti con Mozart. Nel 1785, davanti al padre Leopold venuto da Salisburgo, Haydn pronunciò una frase che ogni genitore sogna di sentire: davanti a Dio e da uomo onesto, tuo figlio è il più grande compositore che io conosca, di persona o di nome. Leopold la riportò in una lettera alla figlia, e possiamo immaginare con quale orgoglio.

Prima di ripartire, sbircia nella Blutgasse, il vicolo qui accanto. Il nome, via del sangue, ha alimentato una leggenda: che qui fossero stati massacrati i cavalieri templari. Non ci sono prove, ma i viennesi la raccontano volentieri. Dentro il Fähnrichshof, i cortili interni comunicanti mostrano com'era la città prima dei grandi palazzi. Ora prosegui verso est, fino alla Postgasse: ti aspetta una chiesa dalla facciata che sembra arrivata da Roma.

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