Graben e Pestsäule: la colonna della peste
Why is it significant?
Eccoti sul Graben, la passeggiata più elegante di Vienna, larga come una piazza e piena di gente a tutte le ore. Al centro si alza un'esplosione di nuvole di marmo, angeli, santi e raggi dorati che si arrampica fino al cielo, con la Trinità in cima: è la Pestsäule, la colonna della peste.
Key Facts
| Place | Graben e Pestsäule: la colonna della peste |
|---|---|
| Address | Graben, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.20870, 16.36980 |
| Part of Walk | Stephansdom e centro storico di Vienna: duemila anni tra vicoli, leggende e memoria |
| Generated | Generated |
Eccoti sul Graben, la passeggiata più elegante di Vienna, larga come una piazza e piena di gente a tutte le ore. Al centro si alza un'esplosione di nuvole di marmo, angeli, santi e raggi dorati che si arrampica fino al cielo, con la Trinità in cima: è la Pestsäule, la colonna della peste. Sembra più una scenografia teatrale che un monumento. E non è un caso.
Graben vuol dire fossato: qui correva il fosso difensivo del campo romano di Vindobona, che hai già incontrato al Hoher Markt. Nel Medioevo fu colmato e diventò una via di mercato, poi la strada dove i viennesi venivano a farsi vedere. La colonna, invece, nasce da una promessa. Durante la grande peste del 1679 l'imperatore Leopoldo I fece voto di innalzare un monumento alla Trinità se l'epidemia fosse finita.
Prima ci fu una colonna di legno, provvisoria, poi quella di marmo, inaugurata nel 1693. Al progetto lavorarono diversi artisti, e tra loro un italiano: Lodovico Burnacini, il grande scenografo dei teatri di corte, l'uomo che per l'opera barocca costruiva nuvole mobili, macchine volanti e mari in tempesta. Ecco perché la colonna sembra un palcoscenico: le nuvole salgono come su una scena, e gli angeli paiono appesi a fili invisibili.
Cerca la figura inginocchiata a metà altezza: è Leopoldo I in preghiera, l'imperatore che si umilia davanti a Dio per la sua città. Più in basso, la Fede, aiutata da un angelo, scaccia nel vuoto una vecchia orrenda e scarnita: è la Peste, sconfitta. È una delle immagini più potenti del barocco viennese. E se guardi Leopoldo con attenzione, noterai il celebre mento sporgente, il marchio di famiglia degli Asburgo.
Prima di salutarci, voltati verso la cupola verde che spunta tra i palazzi: è la Peterskirche, costruita all'inizio del Settecento, con la cupola affrescata da Johann Michael Rottmayr. Hai cominciato davanti al Duomo e chiudi a pochi passi da dove sei partito: duemila anni di Vienna, dai legionari romani alla peste, da Mozart alla memoria del Novecento, tutti dentro poche strade. Lo Stephansdom è là in fondo, alla fine del Graben, se vuoi salutarlo un'ultima volta.