MuseumsQuartier: dalle scuderie imperiali all'arte contemporanea
Why is it significant?
Passa sotto l'arco centrale di questa facciata barocca, lunga e bassa, color crema, e d'improvviso ti ritrovi in un grande cortile dove il Settecento convive con due cubi di pietra modernissimi, uno bianco e uno nero. Benvenuto nel MuseumsQuartier, che i viennesi chiamano semplicemente MQ.
Key Facts
| Place | MuseumsQuartier: dalle scuderie imperiali all'arte contemporanea |
|---|---|
| Address | Museumsplatz 1, 1070 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.20320, 16.35930 |
| Part of Walk | Vienna sul Ring: l'Opera, i grandi musei e i palazzi della Ringstraße |
| Generated | Generated |
Passa sotto l'arco centrale di questa facciata barocca, lunga e bassa, color crema, e d'improvviso ti ritrovi in un grande cortile dove il Settecento convive con due cubi di pietra modernissimi, uno bianco e uno nero. Benvenuto nel MuseumsQuartier, che i viennesi chiamano semplicemente MQ.
Questo lungo edificio nacque per i cavalli. Erano le Hofstallungen, le scuderie imperiali, costruite dagli anni Venti del Settecento su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach e completate da suo figlio Joseph Emanuel. Qui vivevano i cavalli della corte, qui si custodivano le carrozze di gala. Quando nel 1918 l'impero finì, le scuderie rimasero senza padroni e diventarono un quartiere fieristico.
Nel 2001 il complesso rinacque come quartiere dei musei, su progetto dello studio Ortner und Ortner. Il cubo bianco di calcare è il Leopold Museum, che possiede la più grande collezione al mondo di Egon Schiele, insieme a capolavori di Klimt. Quello scuro, rivestito di lava basaltica, è il mumok, il museo d'arte moderna, con opere che vanno da Andy Warhol agli scandalosi azionisti viennesi degli anni Sessanta. In mezzo, dentro l'antico maneggio d'inverno, c'è la Kunsthalle. Il progetto originale prevedeva anche una torre alta e sottile, ma dopo anni di polemiche fu cancellata: a Vienna toccare l'orizzonte barocco è sempre una battaglia.
Il segreto del MQ, però, non è dentro i musei. Guarda quelle grandi panchine di plastica colorata sparse nei cortili: i viennesi le chiamano Enzi, e nelle sere d'estate ci si sdraiano studenti, famiglie e turisti, con un bicchiere in mano. È uno dei salotti all'aperto più amati della città, e non costa nulla.
È un bel paradosso viennese: il luogo che serviva a mostrare il lusso della corte oggi appartiene a tutti. Ora torna sulla Museumstraße e cammina verso nord, verso il Ring. Dopo qualche minuto vedrai comparire un tempio greco con una rampa enorme e una dea con l'elmo d'oro.