Heldenplatz: un principe sabaudo e il balcone del 1938

Why is it significant?

Fermati ai piedi di questo cavallo di bronzo impennato, con il cavaliere che punta il bastone di comando verso l'orizzonte, e guarda la piazza che si apre intorno a te: un prato immenso, la curva maestosa della Neue Burg, e in lontananza le guglie del municipio.

Key Facts

PlaceHeldenplatz: un principe sabaudo e il balcone del 1938
AddressHeldenplatz, 1010 Wien, Austria
Geo Coordinates48.20590, 16.36430
Part of WalkHofburg e cuore imperiale di Vienna: Sisi, gli Asburgo e la cripta dei cuori
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Fermati ai piedi di questo cavallo di bronzo impennato, con il cavaliere che punta il bastone di comando verso l'orizzonte, e guarda la piazza che si apre intorno a te: un prato immenso, la curva maestosa della Neue Burg, e in lontananza le guglie del municipio. È uno spazio pensato per far sentire piccoli. E ci riesce benissimo.

Il cavaliere è un mezzo italiano: il principe Eugenio di Savoia. Nato a Parigi nel 1663, di famiglia sabauda, respinto da Luigi XIV che non lo voleva nel suo esercito, passò al servizio degli Asburgo e diventò il più grande generale della sua epoca. Combatté nel 1683 per liberare Vienna dall'assedio ottomano, vinse i turchi a Zenta, batté più volte i francesi. E firmava in tre lingue in una volta sola: Eugenio von Savoie. Italiano, tedesco, francese. Un europeo prima dell'Europa.

Dall'altra parte della piazza c'è l'arciduca Carlo, il primo a sconfiggere Napoleone in campo aperto, ad Aspern, nel 1809. Le due statue sono dello stesso scultore, Anton Dominik Fernkorn, e quella di Carlo è un piccolo prodigio: il cavallo si regge soltanto sulle zampe posteriori, tonnellate di bronzo in equilibrio. La Neue Burg, invece, non fu mai finita: doveva essere solo metà di un gigantesco foro imperiale, ma l'Impero finì prima del cantiere.

Ora alza gli occhi verso la terrazza della Neue Burg. Il 15 marzo 1938, tre giorni dopo l'ingresso delle truppe tedesche, Adolf Hitler parlò da lassù davanti a una folla enorme e annunciò l'annessione dell'Austria al Reich. Le immagini di quella piazza piena di braccia alzate hanno pesato per decenni sulla coscienza del Paese. Nelle stesse settimane, per gli ebrei viennesi cominciavano le umiliazioni pubbliche, i saccheggi, gli arresti, e poi le deportazioni.

Oggi l'Heldenplatz ospita concerti, manifestazioni, e ogni 26 ottobre la festa nazionale. È una piazza che ha imparato, lentamente, a convivere con la propria memoria. Ora cammina verso l'ala più antica e più bassa del palazzo e passa sotto il grande portone ad arco: sbucherai in un cortile chiuso, In der Burg, il cuore della vecchia reggia.

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