Schönlaterngasse: il basilisco nel pozzo e la bella lanterna
Why is it significant?
Sei appena uscito dal cortile dell'Heiligenkreuzerhof, un'oasi di quiete che dal Medioevo appartiene ai monaci cistercensi dell'abbazia di Heiligenkreuz, e ora sei in uno dei vicoli più fotografati di Vienna.
Key Facts
| Place | Schönlaterngasse: il basilisco nel pozzo e la bella lanterna |
|---|---|
| Address | Schönlaterngasse 7, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.20960, 16.37750 |
| Part of Walk | Stephansdom e centro storico di Vienna: duemila anni tra vicoli, leggende e memoria |
| Generated | Generated |
Sei appena uscito dal cortile dell'Heiligenkreuzerhof, un'oasi di quiete che dal Medioevo appartiene ai monaci cistercensi dell'abbazia di Heiligenkreuz, e ora sei in uno dei vicoli più fotografati di Vienna. La Schönlaterngasse curva dolcemente, e da una facciata pende una lanterna di ferro battuto: è la bella lanterna che dà il nome alla strada. Quella che vedi è una copia; l'originale è conservato al Wien Museum.
Al numero 7 cerca, in una nicchia della facciata, una strana creatura di pietra, e un affresco che racconta una storia. La leggenda dice che il 26 giugno 1212 un garzone di fornaio, sceso a prendere acqua dal pozzo del cortile, vide una luce sinistra e sentì un puzzo terribile. Laggiù c'era un basilisco: il mostro nato da un uovo di gallo covato da un rospo, capace di uccidere con un solo sguardo.
Come si sconfigge un mostro che uccide con gli occhi? Il garzone ebbe un'idea geniale: si calò nel pozzo con uno specchio. Il basilisco vide il proprio riflesso, inorridì della sua stessa bruttezza e scoppiò, oppure si pietrificò, a seconda di chi racconta. Il pozzo fu riempito di pietre, e la casa ricorda ancora la vittoria. Gli storici pensano che dietro la leggenda ci fossero gas velenosi in fondo a un pozzo, ma il basilisco è decisamente più divertente.
Questo vicolo ha ospitato anche gente in carne e ossa. Al numero 7a, tra il 1838 e il 1839, abitò per alcuni mesi Robert Schumann, venuto a Vienna con la speranza di trasferirci la sua rivista musicale. Le cose non andarono come sperava, ma durante quel soggiorno, frugando tra le carte di Ferdinand, il fratello di Schubert, scoprì la partitura della Grande Sinfonia in do maggiore, mai eseguita. La portò a Lipsia, dove la diresse Mendelssohn.
Poco più avanti, al numero 9, c'è l'Alte Schmiede, un'antica bottega di fabbro oggi trasformata in spazio per letture e concerti. In pochi metri hai un mostro medievale, un compositore romantico e un'abbazia di monaci: è la Vienna che si scopre solo a piedi. Ora torna verso ovest, attraversa la Rotenturmstraße e prendi la Seitenstettengasse, fino alla piccola chiesa che domina il vecchio affaccio sul fiume.