Michaelerplatz: Metastasio, il giovane Haydn e la cupola di corte
Why is it significant?
Volta le spalle alla cupola verde della Hofburg e guarda la piazza: al centro uno scavo recintato mostra resti romani e fondamenta medievali, poi la chiesa di San Michele con il suo campanile appuntito, e accanto un palazzo signorile con un passaggio verso il Kohlmarkt. È la Michaelerhaus.
Key Facts
| Place | Michaelerplatz: Metastasio, il giovane Haydn e la cupola di corte |
|---|---|
| Address | Michaelerplatz, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.20820, 16.36720 |
| Part of Walk | Hofburg e cuore imperiale di Vienna: Sisi, gli Asburgo e la cripta dei cuori |
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Volta le spalle alla cupola verde della Hofburg e guarda la piazza: al centro uno scavo recintato mostra resti romani e fondamenta medievali, poi la chiesa di San Michele con il suo campanile appuntito, e accanto un palazzo signorile con un passaggio verso il Kohlmarkt. È la Michaelerhaus. E in questa casa, a metà Settecento, abitava una coppia di inquilini davvero improbabile.
In uno degli appartamenti viveva Pietro Metastasio, nato a Roma nel 1698: il poeta cesareo, cioè il librettista ufficiale della corte imperiale. Arrivò a Vienna nel 1730 e non se ne andò più, per oltre cinquant'anni. I suoi drammi per musica, come la Didone abbandonata o L'Olimpiade, furono messi in musica centinaia di volte da compositori di tutta Europa. Per mezzo secolo, alla corte degli Asburgo, la lingua dell'opera fu l'italiano, e la parola del teatro era la sua.
E in una soffitta dello stesso edificio, gelida d'inverno, viveva un ragazzo povero, cacciato dal coro del Duomo dopo che gli era cambiata la voce: Joseph Haydn. Grazie a Metastasio trovò lavoro come insegnante della giovane Marianna Martínez, che abitava nella casa, e conobbe il compositore napoletano Nicola Porpora. Haydn gli fece da accompagnatore e quasi da servitore, e in cambio imparò la composizione e l'italiano. Anni dopo raccontò che da Porpora aveva appreso i veri fondamenti del mestiere.
Metastasio morì a Vienna nel 1782 ed è sepolto nella cripta di San Michele, qui accanto, l'antica parrocchia della corte. In quella cripta riposano centinaia di viennesi, alcuni ancora con i loro abiti, conservati dall'aria secca. Guarda il portale della chiesa: sopra l'ingresso precipita un gruppo di angeli ribelli, cacciati dall'arcangelo Michele. È la caduta degli angeli, scolpita nel Settecento dal vicentino Lorenzo Mattielli.
E la cupola verde alle tue spalle? Fu completata solo alla fine dell'Ottocento, seguendo progetti barocchi rimasti in un cassetto per un secolo e mezzo. Di fronte, il palazzo liscio e senza decorazioni di Adolf Loos, del 1911, fece arrabbiare mezza Vienna. Ora infilati nella Reitschulgasse, la strada che corre lungo il fianco della Hofburg: tra pochi passi sentirai odore di cavalli.