In der Burg: gli Appartamenti imperiali e il Museo di Sisi

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Eccoti nel cortile In der Burg, chiuso da ali di palazzo costruite in epoche diverse. Al centro, su un alto piedistallo, un imperatore vestito da antico romano ti osserva con aria paterna: è Francesco I, il nonno di Francesco Giuseppe.

Key Facts

PlaceIn der Burg: gli Appartamenti imperiali e il Museo di Sisi
AddressHofburg, Michaelerkuppel, 1010 Wien, Austria
Geo Coordinates48.20770, 16.36560
Part of WalkHofburg e cuore imperiale di Vienna: Sisi, gli Asburgo e la cripta dei cuori
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Eccoti nel cortile In der Burg, chiuso da ali di palazzo costruite in epoche diverse. Al centro, su un alto piedistallo, un imperatore vestito da antico romano ti osserva con aria paterna: è Francesco I, il nonno di Francesco Giuseppe. A scolpirlo fu un lombardo, Pompeo Marchesi, e infatti l'Asburgo sembra un senatore appena uscito dal Foro, toga compresa.

Dietro le finestre di queste ali ci sono gli appartamenti dove vissero Francesco Giuseppe ed Elisabetta. Quelli di lui sono quasi spartani, per un imperatore: si alzava prestissimo, verso le quattro del mattino, restava alla scrivania per ore a firmare pratiche su pratiche, e dormiva in un semplice letto di ferro. Regnò dal 1848 al 1916, sessantotto anni. Visse come il primo impiegato del suo stesso impero.

Le stanze di lei raccontano un'altra storia. Nel suo spogliatoio c'erano anelli e una spalliera per la ginnastica, una cosa quasi scandalosa per un'imperatrice dell'Ottocento. Sisi faceva esercizio ogni giorno, seguiva diete ferree e dedicava ore ai capelli, così lunghi da arrivarle quasi alle caviglie. Si racconta che per lavarli, con uova e cognac, servisse un'intera giornata.

Il Museo di Sisi, aperto nel 2004, prova a separare la donna dal mito. Il mito è quello dei film con Romy Schneider: la principessa giovane, romantica e felice. La donna fu un'altra: fuggiva da Vienna per mesi, viaggiava senza sosta, soffriva la corte e il protocollo. Perse due figli: la piccola Sofia, morta a due anni, e Rodolfo, morto a Mayerling nel 1889. Da quel giorno vestì quasi sempre di nero.

Un dettaglio che quasi nessuno nota: sulla facciata dell'Amalienburg, una delle ali del cortile, ci sono un orologio, una meridiana e un quadrante che segue le fasi della luna. Il tempo dell'impero, misurato in tre modi diversi. Adesso cerca, su un lato del cortile, una porta dipinta di rosso, nero e oro: è lo Schweizertor, la porta degli svizzeri. Attraversala.

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