Josefsplatz e Prunksaal: la biblioteca dell'imperatore

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Entra nella Josefsplatz e fermati vicino alla statua equestre: un imperatore vestito da romano, a cavallo, con il braccio teso come a benedire la piazza. È Giuseppe II, il figlio di Maria Teresa, il secolo dei Lumi seduto sul trono.

Key Facts

PlaceJosefsplatz e Prunksaal: la biblioteca dell'imperatore
AddressJosefsplatz 1, 1010 Wien, Austria
Geo Coordinates48.20620, 16.36670
Part of WalkHofburg e cuore imperiale di Vienna: Sisi, gli Asburgo e la cripta dei cuori
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Entra nella Josefsplatz e fermati vicino alla statua equestre: un imperatore vestito da romano, a cavallo, con il braccio teso come a benedire la piazza. È Giuseppe II, il figlio di Maria Teresa, il secolo dei Lumi seduto sul trono. Intorno a te palazzi chiari e ordinati, e nessuna vetrina: sembra rimasta ferma al Settecento, e infatti qui nel 1949 si girarono alcune scene del Terzo uomo.

Giuseppe II fu un riformatore instancabile: abolì la servitù della gleba, concesse la tolleranza religiosa a protestanti ed ebrei, chiuse centinaia di conventi. Inventò perfino una bara riutilizzabile, con il fondo apribile, per risparmiare legno. Quella trovata scatenò una tale protesta che dovette ritirarla dopo pochi mesi. Gli viene attribuito un motto che lo riassume bene: tutto per il popolo, niente attraverso il popolo.

Ora cerca l'ingresso della Biblioteca nazionale, sulla piazza. Dietro quella facciata si nasconde il Prunksaal, la sala di gala della biblioteca imperiale, costruita tra il 1723 e il 1726 per Carlo VI. È lunga quasi ottanta metri, con una cupola affrescata da Daniel Gran, scaffali di noce su due piani, scalette di legno e grandi globi, tra cui quelli del veneziano Vincenzo Coronelli. Quando entri, il silenzio e l'odore di carta antica ti arrivano addosso come un'onda.

Al centro, sotto la cupola, la statua di Carlo VI è circondata da una biblioteca dentro la biblioteca: quella del principe Eugenio di Savoia, il condottiero che hai incontrato all'Heldenplatz. Eugenio era un lettore vorace, collezionava libri rari e li faceva rilegare in pelle, con colori diversi a seconda dell'argomento, almeno così si racconta. Dopo la sua morte, nel 1736, l'imperatore acquistò la raccolta, circa quindicimila volumi, ed eccoli lì.

Prima di lasciare la piazza, guarda il palazzo con il portale sorretto da figure femminili dall'aria severissima: è il Palais Pallavicini, che porta il nome di una famiglia di origine genovese. Ancora Italia, ovunque ti giri. Ora dirigiti verso l'angolo della piazza dove comincia la Augustinerstraße: lì, quasi incastrata nel palazzo imperiale, c'è una chiesa gotica dalla facciata semplicissima.

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