Judenplatz: la biblioteca senza nome
Why is it significant?
Al centro di questa piazza quieta, quasi quadrata, c'è un grande blocco di cemento chiaro. Avvicinati: le pareti sono fatte di libri, file e file di libri con il dorso rivolto verso l'interno, così che non puoi leggerne nessun titolo. Le porte sono chiuse e non hanno maniglie.
Key Facts
| Place | Judenplatz: la biblioteca senza nome |
|---|---|
| Address | Judenplatz, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.21160, 16.36970 |
| Part of Walk | Stephansdom e centro storico di Vienna: duemila anni tra vicoli, leggende e memoria |
| Generated | Generated |
Al centro di questa piazza quieta, quasi quadrata, c'è un grande blocco di cemento chiaro. Avvicinati: le pareti sono fatte di libri, file e file di libri con il dorso rivolto verso l'interno, così che non puoi leggerne nessun titolo. Le porte sono chiuse e non hanno maniglie. È il memoriale per le vittime austriache della Shoah, dell'artista inglese Rachel Whiteread, inaugurato nel 2000.
Sul basamento sono incisi i nomi dei luoghi dove furono uccisi gli ebrei austriaci: Auschwitz, Treblinka, Sobibor, Theresienstadt, Riga, Minsk, e molti altri. Circa sessantacinquemila ebrei austriaci furono assassinati dal regime nazista. La biblioteca senza nome parla di un popolo legato al libro, e di tutte le storie che non sono state scritte, perché chi avrebbe dovuto scriverle non c'era più.
La scelta del luogo non è casuale. Nel Medioevo questa era la piazza del quartiere ebraico, uno dei più importanti d'Europa, con la sua sinagoga e le sue scuole. Durante i lavori per il memoriale, negli anni Novanta, gli archeologi ritrovarono le fondamenta di quella sinagoga, e oggi si possono vedere sotto la piazza, nel museo del Judenplatz, proprio accanto al monumento.
Quella sinagoga fu distrutta nel 1421, durante la cosiddetta Wiener Gesera: per ordine del duca Alberto V gli ebrei di Vienna furono imprigionati, espulsi, spogliati dei beni. Molti scelsero di morire nella sinagoga pur di non essere battezzati a forza, e il 12 marzo 1421 più di duecento persone furono arse vive fuori città. Sulla facciata della casa al numero 2, un rilievo con un'iscrizione latina del Quattrocento celebra ancora quel massacro.
Nella piazza c'è anche la statua di Lessing, lo scrittore illuminista che con Nathan il saggio scrisse un elogio della tolleranza tra ebrei, cristiani e musulmani. La prima versione fu distrutta dai nazisti, e lo scultore la rifece dopo la guerra. Prenditi il tempo che ti serve. Poi esci per la Kurrentgasse, scendi lungo la Milchgasse accanto alla cupola verde della Peterskirche, e in pochi passi sei sul Graben.