Pescaria ed Erbaria: moeche, schie e castraure

Why is it significant?

Senti l'odore di mare prima ancora di vedere i banchi: ghiaccio tritato, cassette di legno, voci che chiamano i prezzi in veneziano stretto. Sopra di te una loggia di pietra con archi gotici, aperta sul Canal Grande, e sui capitelli, se alzi gli occhi, granchi, pesci e conchiglie scolpiti.

Key Facts

PlacePescaria ed Erbaria: moeche, schie e castraure
AddressCampo de la Pescaria, San Polo, 30125 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43970, 12.33440
Part of WalkRialto da mangiare: mercato, bàcari e cicchetti a Venezia
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Senti l'odore di mare prima ancora di vedere i banchi: ghiaccio tritato, cassette di legno, voci che chiamano i prezzi in veneziano stretto. Sopra di te una loggia di pietra con archi gotici, aperta sul Canal Grande, e sui capitelli, se alzi gli occhi, granchi, pesci e conchiglie scolpiti. Benvenuto in Pescaria.

Sembra medievale, ma è del 1907: la disegnarono l'architetto Domenico Rupolo e il pittore Cesare Laurenti, nello stile gotico che la Venezia di allora sognava per sé stessa. Il pesce, però, si vende in questo punto da secoli. Cerca sul muro una vecchia lapide di marmo che fissa la misura minima dei pesci che si potevano vendere: la Repubblica proteggeva la laguna già allora, e chi barava pagava caro.

Adesso guarda i banchi come un veneziano. In primavera e in autunno cerca le moeche, i granchi della laguna presi proprio quando cambiano il guscio e restano morbidi: si friggono interi e si mangiano con tutto. Le schie sono gamberetti grigi minuscoli, da mangiare con la polenta bianca morbida. E poi seppie per il risotto nero, canoce, bisato, cioè l'anguilla, che una volta era il piatto della vigilia di Natale.

Ora torna di qualche passo verso il ponte, lungo la riva: quella è l'Erbaria. All'alba le barche arrivano dalle isole, soprattutto da Sant'Erasmo, che chiamiamo l'orto di Venezia. In aprile e maggio cerca le castraure, i primi germogli del carciofo violetto, tagliati per far crescere meglio gli altri: piccoli, teneri, un po' amari, si mangiano anche crudi. Costano care, ed è giusto così: durano poche settimane all'anno.

Il mercato di Rialto lotta per sopravvivere, perché i veneziani sono sempre meno e i banchi chiudono uno dopo l'altro. Ogni volta che qualcuno ci compra il pesce per cena, il mercato vive un giorno in più. Ora passa per Campo de le Becarie, dove un tempo c'erano i macellai, attraversa il ponte e vai verso ovest, fino a Campo San Cassiano.

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