Cantina Do Mori: un'ombra, un cicchetto e lo spritz

Why is it significant?

Entra piano, perché dentro è buio: legno scuro, botti, pentole di rame appese al soffitto come in una cucina di cinque secoli fa, e nessun tavolo. Qui si sta in piedi al banco, gomito a gomito con il vicino. Questa è la Cantina Do Mori, e la tradizione dice che versi vino dal 1462.

Key Facts

PlaceCantina Do Mori: un'ombra, un cicchetto e lo spritz
AddressCalle dei Do Mori, San Polo 429, 30125 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43900, 12.33400
Part of WalkRialto da mangiare: mercato, bàcari e cicchetti a Venezia
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Entra piano, perché dentro è buio: legno scuro, botti, pentole di rame appese al soffitto come in una cucina di cinque secoli fa, e nessun tavolo. Qui si sta in piedi al banco, gomito a gomito con il vicino. Questa è la Cantina Do Mori, e la tradizione dice che versi vino dal 1462.

Ora che ci sei, ordina come un veneziano: un'ombra. Un'ombra de vin è un bicchierino di vino, e il nome ha una storia bellissima. Si racconta che i venditori di vino in Piazza San Marco spostassero i loro banchetti durante il giorno per seguire l'ombra del campanile, così il vino restava fresco. Andare a bere un'ombra, quindi, voleva dire andare al fresco, sotto il campanile, a fare due chiacchiere.

Con l'ombra si prende un cicchetto: un boccone piccolo, da mangiare in due morsi. Polpette, folpeti bolliti, uovo sodo con l'acciuga, crostini di baccalà mantecato, tramezzini minuscoli. Il giro dei bàcari, da un banco all'altro, ha un nome tutto nostro: andar a cicheti. E il bàcaro stesso? C'è chi dice che il nome venga da Bacco, chi da un modo di dire per far festa: nessuno lo sa con certezza, e va benissimo così.

E lo spritz? Anche lui ha una storia. Nell'Ottocento, quando Venezia era sotto l'Austria, i soldati e i funzionari trovavano i vini veneti troppo forti e chiedevano di allungarli con un goccio d'acqua: spritzen, in tedesco, vuol dire spruzzare. Poi l'acqua diventò acqua frizzante, e nel Novecento arrivarono i bitter: l'Aperol nasce a Padova nel 1919, il Select proprio a Venezia nel 1920. Da allora i veneziani si dividono su quale sia quello giusto, con la stessa passione con cui un tempo si dividevano le fazioni dei ponti.

E così il giro finisce qui, a pochi passi da dove è cominciato, sotto il Gobbo di Rialto. Hai visto il pesce all'alba, hai assaggiato con la fantasia baccalà, bigoli, sarde e fegato, hai sentito parlare di fame e di festa. Adesso alza il bicchiere, guarda l'oste dietro il banco e digli: salute. Ti risponderà, di sicuro, in veneziano.

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