Campo San Giacomo di Rialto: il Gobbo e la banca rotta

Why is it significant?

Hai il Ponte di Rialto alle spalle e la folla che lo scavalca senza sosta, ma fai venti passi ed eccoti in un campo pieno di banchetti, carretti e gente con le borse della spesa.

Key Facts

PlaceCampo San Giacomo di Rialto: il Gobbo e la banca rotta
AddressCampo San Giacomo di Rialto, San Polo, 30125 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43850, 12.33550
Part of WalkRialto da mangiare: mercato, bàcari e cicchetti a Venezia
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Hai il Ponte di Rialto alle spalle e la folla che lo scavalca senza sosta, ma fai venti passi ed eccoti in un campo pieno di banchetti, carretti e gente con le borse della spesa. Davanti a te una chiesetta minuscola con un portico di legno e un grande orologio sulla facciata: è San Giacomo di Rialto, che noi veneziani chiamiamo con affetto San Giacometo.

La leggenda dice che fu fondata nel 421, nello stesso giorno in cui sarebbe nata Venezia, e che sia quindi la chiesa più antica della città. Leggenda, appunto, ma una cosa è certa: nel 1514 un incendio terribile bruciò tutto il quartiere di Rialto, e la chiesetta fu tra le pochissime cose che si salvarono. Tutt'intorno vennero ricostruite le Fabbriche Vecchie, i porticati che vedi, dove per secoli si sono fatti affari con mezzo mondo.

Perché questo, prima ancora che un mercato, era la Wall Street della Serenissima. Sotto questi portici i banchieri tenevano i loro banchi, e si racconta che a chi falliva il banco venisse spezzato in pubblico: banca rotta, da cui la nostra bancarotta. Nella Ruga degli Oresi, qui accanto, lavoravano orafi e gioiellieri, e le merci di tutto il Mediterraneo cambiavano padrone con una stretta di mano.

Ora cerca dall'altra parte del campo una statua di pietra: un uomo curvo, inginocchiato, che regge sulla schiena una scaletta. È il Gobbo di Rialto, scolpito da Pietro da Salò nel 1541. Dalla colonna in cima a quella scala si leggevano al popolo le leggi della Repubblica. E si racconta che certi ladri condannati dovessero correre nudi da Piazza San Marco fino a qui, tra gli insulti e le botte della folla, e che arrivati al Gobbo lo baciassero per la gioia di essere sopravvissuti.

Ma noi siamo qui per mangiare, e il mercato di Rialto lavora da più di novecento anni. Passa sotto i portici verso il Canal Grande: lungo la riva c'è l'Erbaria, la frutta e la verdura, e poco più avanti, sotto una loggia neogotica, ti aspetta il pesce.

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