I Giardini della Biennale: il villaggio dell'arte
Why is it significant?
Tra gli alberi spuntano edifici che con Venezia non c'entrano niente: un tempietto neoclassico, un palazzetto liberty, un cubo modernista, un padiglione con le pareti di vetro. Sei ai Giardini della Biennale, dove ogni nazione ha la sua casa, come in un villaggio olimpico dell'arte.
Key Facts
| Place | I Giardini della Biennale: il villaggio dell'arte |
|---|---|
| Address | Giardini della Biennale, Viale Trieste, Castello, 30122 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.42960, 12.35860 |
| Part of Walk | Castello segreto: Vivaldi, Carpaccio e i leoni dell'Arsenale a Venezia |
| Generated | Generated |
Tra gli alberi spuntano edifici che con Venezia non c'entrano niente: un tempietto neoclassico, un palazzetto liberty, un cubo modernista, un padiglione con le pareti di vetro. Sei ai Giardini della Biennale, dove ogni nazione ha la sua casa, come in un villaggio olimpico dell'arte.
Tutto cominciò nel 1895, con la prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, voluta dal sindaco Riccardo Selvatico. L'idea era nata per festeggiare le nozze d'argento del re Umberto e della regina Margherita, ma il vero obiettivo era un altro. Venezia, ormai una città di provincia del Regno d'Italia, voleva tornare al centro del mondo, almeno una volta ogni due anni. E ci è riuscita.
Il primo padiglione straniero fu quello del Belgio, nel 1907. Poi arrivarono gli altri, uno dopo l'altro, ciascuno disegnato da architetti del proprio paese: oggi qui dentro ce n'è una trentina, e chi non ci sta affitta palazzi e magazzini in giro per la città. Cerca il nome di Carlo Scarpa, il grande architetto veneziano: qui ha lasciato un giardino delle sculture dentro il Padiglione Centrale e il padiglione del Venezuela, cemento e luce lavorati come un gioiello.
Un dettaglio che molti non sanno: la Biennale non è solo arte. Nel 1932 ha inventato anche la Mostra del Cinema, la più antica del mondo, che oggi si tiene al Lido, e poi ha aggiunto architettura, musica, teatro e danza. D'estate qui arrivano visitatori da tutto il pianeta, con il pass al collo e la mappa in mano. D'inverno, a cancelli chiusi, i viali tornano ai castellani, ai loro cani e ai ragazzi che corrono lungo la riva.
Ora l'ultimo tratto. Dai cancelli della Biennale vai verso nord, attraverso Sant'Isepo e le calli più popolari del sestiere, finché arrivi al ponte che porta all'isola di San Pietro. La passeggiata finisce lì, nel posto dove Venezia è cominciata.