Gallerie dell'Accademia
Why is it significant?
Sei in Campo della Carità, ai piedi del Ponte dell'Accademia, con il suo arco di legno che scavalca il Canal Grande.
Key Facts
| Place | Gallerie dell'Accademia |
|---|---|
| Address | Campo della Carità, Dorsoduro 1050, 30123 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.43140, 12.32810 |
| Part of Walk | Venezia, Dorsoduro dell'arte: dalla Salute all'Accademia, da Veronese a Peggy Guggenheim |
| Generated | Generated |
Sei in Campo della Carità, ai piedi del Ponte dell'Accademia, con il suo arco di legno che scavalca il Canal Grande. Davanti a te c'è una facciata classica, bianca, con una scritta in alto: dietro, in quello che era un complesso di chiesa, convento e confraternita, c'è la più grande raccolta di pittura veneziana al mondo.
Questi edifici erano della Scuola Grande di Santa Maria della Carità, la più antica delle Scuole Grandi, e della chiesa e del convento accanto. Con Napoleone le confraternite e molti conventi furono soppressi, e qui fu trasferita l'Accademia di Belle Arti. Le sale si riempirono dei quadri tolti alle chiese chiuse, e nel 1817 la galleria aprì al pubblico: un museo nato, in un certo senso, da un saccheggio ordinato.
Ma c'è una sala in cui il tempo non si è mosso. Nella vecchia sala dell'Albergo della Scuola c'è ancora la Presentazione della Vergine al Tempio di Tiziano, dipinta tra il 1534 e il 1538 proprio per quella parete. La bambina sale da sola una scalinata enorme, piccola e luminosa, mentre sotto una vecchia vende uova come se niente fosse. E guarda in basso: le porte della sala sono state aperte dentro il quadro, che le ha accettate come un muro qualunque.
Poi c'è il quadro che fece arrabbiare l'Inquisizione. Nel 1573 Paolo Veronese dipinse un'Ultima Cena immensa, piena di soldati tedeschi, nani, buffoni, un cane, un servo col naso che sanguina. Fu convocato dal Sant'Uffizio per spiegare tanta irriverenza. Lui rispose che i pittori si prendono le libertà dei poeti e dei matti... e invece di cambiare il quadro, cambiò il titolo: Convito in casa di Levi.
Qui c'è anche La Tempesta di Giorgione, il quadro più misterioso di Venezia: un soldato, una donna che allatta, un fulmine, e nessuno sa davvero che cosa racconti. E nel gabinetto dei disegni si conserva l'Uomo vitruviano di Leonardo, che si mostra raramente perché la luce lo consuma. Ora imbocca il Rio Terà Antonio Foscarini, la strada dritta che parte dal campo, e seguila fino in fondo, dove la città si apre sull'acqua larga delle Zattere.