Ca' Rezzonico: il Settecento veneziano

Why is it significant?

Ti trovi davanti a Ca' Rezzonico: un palazzo enorme, bianco, barocco, con la facciata sul Canal Grande carica di colonne e di teste scolpite. Da questa parte, dal rio, vedi l'ingresso di terra, più modesto.

Key Facts

PlaceCa' Rezzonico: il Settecento veneziano
AddressCa' Rezzonico, Fondamenta Rezzonico, Dorsoduro 3136, 30123 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43350, 12.32680
Part of WalkVenezia, Dorsoduro dell'arte: dalla Salute all'Accademia, da Veronese a Peggy Guggenheim
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Ti trovi davanti a Ca' Rezzonico: un palazzo enorme, bianco, barocco, con la facciata sul Canal Grande carica di colonne e di teste scolpite. Da questa parte, dal rio, vedi l'ingresso di terra, più modesto. Ma dentro c'è l'unico posto di Venezia dove puoi camminare dentro il Settecento come se fosse ancora vivo.

Il palazzo lo cominciò Baldassare Longhena, lo stesso della Salute, a metà Seicento per la famiglia Bon. Ma i Bon finirono i soldi a metà strada, e il cantiere rimase fermo per decenni. Lo comprarono i Rezzonico, una famiglia di mercanti arrivata da poco nel patriziato, che chiamò Giorgio Massari a finirlo. E nel 1758 la fortuna dei Rezzonico arrivò al massimo: Carlo Rezzonico divenne papa, con il nome di Clemente XIII.

Proprio quell'anno, per il matrimonio di un giovane Rezzonico, Giambattista Tiepolo affrescò un soffitto: l'Allegoria nuziale, con gli sposi su un carro trainato da cavalli nel cielo. E nelle altre sale trovi le scenette di Pietro Longhi, piccole come fotografie di famiglia: il rinoceronte esposto al pubblico durante il carnevale, dame e cavalieri in maschera, nobili alla toeletta. Poi Guardi, Canaletto, Rosalba Carriera: tutta la Venezia che ballava mentre la Repubblica si avviava alla fine.

Al piano più alto c'è una sorpresa. Sono gli affreschi che Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista, dipinse per sé, nella villa di famiglia in campagna, staccati e portati qui nel Novecento. Il più famoso si chiama Il Mondo Novo: una folla vista di spalle che si accalca per guardare dentro una scatola ottica. Non vediamo le loro facce, solo nuche e cappelli... è il Settecento che volta le spalle a se stesso.

Nel 1889 in questo palazzo, ospite del figlio che lo aveva acquistato, morì il poeta inglese Robert Browning. Dal 1936 è il museo del Settecento veneziano. Ora esci, passa per il Campo San Barnaba, dietro il palazzo, e cerca un piccolo ponte sul rio, a pochi passi, con delle impronte bianche sul gradino più alto. È l'ultima tappa, e la più rissosa.

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