Collezione Peggy Guggenheim: il palazzo a un piano

Why is it significant?

Dalla calle vedi solo un muro bianco, un cancello e qualche albero che sporge dal giardino. Ma dall'altra parte, sul Canal Grande, c'è uno dei palazzi più strani di Venezia: lungo, bianco, basso, con un solo piano sopra l'acqua.

Key Facts

PlaceCollezione Peggy Guggenheim: il palazzo a un piano
AddressPalazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701, 30123 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43080, 12.33150
Part of WalkVenezia, Dorsoduro dell'arte: dalla Salute all'Accademia, da Veronese a Peggy Guggenheim
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Dalla calle vedi solo un muro bianco, un cancello e qualche albero che sporge dal giardino. Ma dall'altra parte, sul Canal Grande, c'è uno dei palazzi più strani di Venezia: lungo, bianco, basso, con un solo piano sopra l'acqua. È Palazzo Venier dei Leoni, e la sua stranezza è proprio quello che manca.

I Venier cominciarono a costruirlo a metà Settecento, sognando un palazzo enorme, più grande dei vicini. I lavori si fermarono al piano terra e non ripresero più: troppi soldi, troppa ambizione, una famiglia in declino. Il nome dei Leoni viene forse dalle teste di leone di pietra lungo la base verso il canale... o, secondo una leggenda di quartiere, da un leone vero tenuto in giardino.

Nel 1949 il palazzo incompiuto lo comprò un'americana, Peggy Guggenheim. L'anno prima aveva esposto la sua collezione alla Biennale, e Venezia l'aveva conquistata. Qui visse per trent'anni, tra quadri di Pollock, Magritte, Kandinskij, Max Ernst, che era stato suo marito, e una schiera di cagnolini. Teneva la casa aperta ai visitatori, e girava per la città sulla sua gondola privata, l'ultima, si dice, di proprietà di un privato.

Sulla terrazza verso il canale c'è una statua di Marino Marini, L'angelo della città: un cavaliere nudo a braccia aperte, decisamente e visibilmente felice di vedere il Canal Grande. La leggenda racconta che quella parte del cavaliere fosse svitabile, e che Peggy la togliesse quando passavano le processioni o le barche delle suore. Vera o no, è la storia che ogni veneziano ti racconta.

Peggy morì nel 1979, e le sue ceneri riposano in un angolo del giardino, accanto alle lapidi dei suoi cani, che lei chiamava i suoi bambini. Il palazzo a cui mancavano i piani divenne così uno dei musei più amati d'Italia. Ora prosegui per le calli verso ovest, seguendo il Canal Grande, fino a sbucare in Campo della Carità, ai piedi del ponte di legno dell'Accademia.

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