I Tolentini: il pane che mancava nel 1849

Why is it significant?

Ti trovi davanti a un pronao enorme, colonne corinzie altissime e un timpano, come un tempio antico appoggiato a una chiesa.

Key Facts

PlaceI Tolentini: il pane che mancava nel 1849
AddressCampo dei Tolentini, Santa Croce, 30135 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43760, 12.32200
Part of WalkRialto da mangiare: mercato, bàcari e cicchetti a Venezia
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Ti trovi davanti a un pronao enorme, colonne corinzie altissime e un timpano, come un tempio antico appoggiato a una chiesa. È San Nicola da Tolentino, i Tolentini per noi, costruita da Vincenzo Scamozzi alla fine del Cinquecento, mentre il portico lo aggiunse Andrea Tirali all'inizio del Settecento. A due passi c'è Piazzale Roma, con i suoi autobus: la Venezia di oggi comincia proprio dietro l'angolo.

Guarda bene la facciata: c'è chi ti indicherà una palla di cannone rimasta conficcata nella pietra, ricordo del bombardamento austriaco del 1849. Perché quell'anno Venezia visse uno degli assedi più duri della sua storia. Nel marzo del 1848 la città si era ribellata all'Austria e aveva proclamato la Repubblica di San Marco, guidata dall'avvocato Daniele Manin.

Per più di un anno la città resistette da sola. Gli austriaci la chiusero via terra e via mare, e nell'estate del 1849 i cannoni cominciarono a colpire le case. Gli austriaci provarono perfino a lanciare bombe appese a palloni aerostatici, uno dei primi bombardamenti aerei della storia: il vento però ne riportò molti indietro. Il nemico vero, alla fine, fu un altro: la fame, insieme al colera. Il pane era razionato, la farina finita, e la gente mangiava quello che trovava.

Il poeta Arnaldo Fusinato scrisse in quei giorni dei versi che ogni veneziano conosce: il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca. Alla fine di agosto del 1849 Venezia si arrese. Ecco perché, per i nostri nonni, sprecare il pane era quasi un peccato, e con il pane vecchio si facevano zuppe, polpette, dolci.

Ora ci rifacciamo la bocca. Prendi verso est, passa per Campo San Rocco e dietro la grande chiesa dei Frari, senza fermarti, fino a Campo San Tomà. Lì gira nella Calle dei Nomboli e cerca un portone con un cortile gotico: è la casa dove è nato il commediografo che ha portato le osterie e i caffè sul palcoscenico.

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