Campo Santa Margherita
Why is it significant?
Ecco Campo Santa Margherita: lungo, irregolare, con le panchine, i bambini che giocano a pallone, i banchi del pesce la mattina e gli studenti seduti per terra la sera. Al centro, tutto solo, c'è un piccolo edificio rettangolare, come un'isola in mezzo al campo.
Key Facts
| Place | Campo Santa Margherita |
|---|---|
| Address | Campo Santa Margherita, Dorsoduro, 30123 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.43430, 12.32370 |
| Part of Walk | Venezia, Dorsoduro dell'arte: dalla Salute all'Accademia, da Veronese a Peggy Guggenheim |
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Ecco Campo Santa Margherita: lungo, irregolare, con le panchine, i bambini che giocano a pallone, i banchi del pesce la mattina e gli studenti seduti per terra la sera. Al centro, tutto solo, c'è un piccolo edificio rettangolare, come un'isola in mezzo al campo.
Quell'edificio isolato era la Scuola dei Varoteri, la confraternita dei pellicciai, costruita qui nel Settecento: un mestiere intero, con la sua sede in mezzo al campo, come una piccola casa delle corporazioni. In fondo al campo, invece, c'è la chiesa di Santa Margherita, chiusa al culto da tempo e oggi usata dall'università: del suo campanile, abbattuto nell'Ottocento, resta solo la base, con un drago scolpito. Santa Margherita, secondo la leggenda, uscì viva dalla pancia di un drago.
Questo è il campo degli universitari di Ca' Foscari, e la sera diventa un salotto all'aperto. Qui lo spritz è di casa: la storia vuole che, nell'Ottocento, i soldati austriaci trovassero il vino veneto troppo forte e ci facessero spruzzare dell'acqua, spritzen in tedesco. Poi sono arrivati il bitter e il seltz, e il resto è storia di ogni aperitivo italiano.
Ma prima del bicchiere, se hai tempo, entra nella chiesa dei Carmini, accanto alla scuola da cui vieni. Dentro ci sono due capolavori che quasi nessuno va a cercare. Il San Nicola in gloria di Lorenzo Lotto, del 1529, con sotto un paesaggio di mare, città e pastori così vero che sembra una finestra. E l'Adorazione dei pastori di Cima da Conegliano, con la sua luce limpida del primo Rinascimento.
È la magia di Dorsoduro: un Lotto a dieci passi da un bancone, un Tiepolo sopra la testa di chi va a fare la spesa. L'arte qui non sta chiusa in una vetrina, convive con la vita di tutti i giorni. Ora attraversa il campo verso nord, lascialo dall'estremità opposta e prendi la calle che porta a una chiesa con la facciata di mattoni grezzi, mai finita: San Pantalon.