Il Teatro di Villa Torlonia e il principe che prosciugò un lago

Why is it significant?

Questo edificio elegante, con la sua facciata classica affacciata sul prato, è il Teatro di Villa Torlonia. Fermati un momento a pensarci: un teatro vero, con la sua sala e le sue decorazioni, costruito in giardino solo per il principe, i suoi ospiti e le sue feste.

Key Facts

PlaceIl Teatro di Villa Torlonia e il principe che prosciugò un lago
AddressVilla Torlonia, Via Nomentana 70, 00161 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.91330, 12.51170
Part of WalkLa Roma delle fiabe: quartiere Coppedè, Villa Torlonia e Santa Costanza
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Questo edificio elegante, con la sua facciata classica affacciata sul prato, è il Teatro di Villa Torlonia. Fermati un momento a pensarci: un teatro vero, con la sua sala e le sue decorazioni, costruito in giardino solo per il principe, i suoi ospiti e le sue feste. Già questo ti dice quanto fossero ricchi i Torlonia.

Lo volle il principe Alessandro Torlonia, a partire dagli anni Quaranta dell'Ottocento, e i lavori andarono avanti per decenni tra stucchi, dipinti e decorazioni. Eppure il teatro ebbe una vita intermittente, e dopo la Seconda guerra mondiale cadde in rovina insieme al resto della villa. Solo dopo un lungo restauro, in questo secolo, è tornato ad accendere le luci per il pubblico.

Ma chi era quest'uomo capace di costruirsi un teatro nel giardino di casa? Alessandro Torlonia fu uno degli uomini più ricchi d'Europa, e la sua impresa più famosa non è a Roma: è in Abruzzo. Il lago del Fucino era il terzo lago d'Italia per estensione, e già l'imperatore Claudio aveva provato a svuotarlo con una galleria scavata nella montagna: secondo Svetonio ci lavorarono trentamila uomini per undici anni, ma l'opera non resse. Torlonia ci riuscì nella seconda metà dell'Ottocento, dopo più di vent'anni di lavori, e trasformò il fondo del lago in terre da coltivare.

Si racconta che il principe ripetesse: o Torlonia asciuga il Fucino, o il Fucino asciuga Torlonia. Alla fine vinse lui. E come ricordo, nel parco di casa, c'è un laghetto che porta ancora quel nome, il laghetto del Fucino: proprio quello sotto il quale, quasi un secolo dopo, Mussolini fece scavare il suo bunker. A Roma la storia ha sempre il senso dell'ironia.

Ora cammina verso est tra gli alberi: fra poco, in mezzo al verde, vedrai spuntare archi, una torretta e vetri colorati che sembrano usciti dalla Spagna dei mori. Lungo la strada guarda i pini e i lecci: alcuni erano già qui quando questa era la villa più alla moda di Roma.

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