Casino Nobile: i principi banchieri e la casa di Mussolini
Why is it significant?
Davanti a te si alza un grande edificio neoclassico, chiaro e solenne, con un pronao di colonne e un frontone da tempio antico. Poco lontano, due obelischi di granito puntano verso il cielo. È il Casino Nobile, il cuore di Villa Torlonia, e ha avuto due vite molto diverse.
Key Facts
| Place | Casino Nobile: i principi banchieri e la casa di Mussolini |
|---|---|
| Address | Villa Torlonia, Via Nomentana 70, 00161 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.91480, 12.51130 |
| Part of Walk | La Roma delle fiabe: quartiere Coppedè, Villa Torlonia e Santa Costanza |
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Davanti a te si alza un grande edificio neoclassico, chiaro e solenne, con un pronao di colonne e un frontone da tempio antico. Poco lontano, due obelischi di granito puntano verso il cielo. È il Casino Nobile, il cuore di Villa Torlonia, e ha avuto due vite molto diverse.
La prima è quella dei Torlonia, una famiglia arrivata a Roma dalla Francia e salita in fretta. Giovanni Torlonia fece fortuna come banchiere tra Sette e Ottocento, comprò titoli nobiliari, palazzi e, nel 1797, questa vigna fuori porta, che affidò all'architetto Giuseppe Valadier. Il figlio Alessandro, ancora più ricco, la trasformò in una vetrina: finte rovine, tempietti, un teatro, e i due obelischi, fatti arrivare dal Lago Maggiore e dedicati alla memoria dei genitori.
La seconda vita è più cupa. Dal 1925 al 1943 qui abitò Benito Mussolini con la sua famiglia, pagando ai Torlonia, si racconta, un affitto simbolico di una lira all'anno. Per diciotto anni queste sale furono la casa privata del duce: le feste dei figli, gli ospiti illustri, le fotografie di propaganda con i cavalli nel parco. Poi, il 25 luglio 1943, il regime cadde, Mussolini fu arrestato, e qui non tornò più.
Sotto i tuoi piedi c'è l'altra faccia di quegli anni. Con la guerra, temendo i bombardamenti, Mussolini fece costruire dei rifugi: una cantina rinforzata sotto il Casino, un bunker antigas sotto il laghetto del parco, e un terzo rifugio più grande, mai completato. Oggi si visitano, e fanno un effetto strano: porte stagne, cemento e filtri per l'aria a pochi metri dai lampadari di cristallo.
Dopo la guerra la villa fu occupata dagli Alleati, poi abbandonata per decenni, finché il Comune di Roma la acquistò alla fine degli anni Settanta e la aprì a tutti. Il parco del principe e del dittatore è diventato il giardino dove i bambini del quartiere imparano ad andare in bicicletta. Ora prendi il viale verso sud, fino a un elegante edificio che ha aspettato a lungo il suo pubblico.