Via Nomentana: la strada delle ville

Why is it significant?

Sei su Via Nomentana: platani, traffico, autobus, da una parte il lungo muro di cinta di Villa Torlonia, dall'altra, poco più indietro, il verde di Villa Paganini. Sembra una qualunque arteria romana. In realtà stai camminando su una delle strade più antiche d'Italia.

Key Facts

PlaceVia Nomentana: la strada delle ville
AddressVia Nomentana, 00161 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.91690, 12.51270
Part of WalkLa Roma delle fiabe: quartiere Coppedè, Villa Torlonia e Santa Costanza
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Sei su Via Nomentana: platani, traffico, autobus, da una parte il lungo muro di cinta di Villa Torlonia, dall'altra, poco più indietro, il verde di Villa Paganini. Sembra una qualunque arteria romana. In realtà stai camminando su una delle strade più antiche d'Italia.

La Nomentana esisteva già al tempo dei Romani: usciva dalle mura e portava a Nomentum, l'odierna Mentana, una ventina di chilometri più a nord-est. Molte consolari prendono il nome da chi le costruì, come l'Appia da Appio Claudio; altre dalla meta, come la Tiburtina da Tivoli, o dalla merce, come la Salaria dal sale. La Nomentana appartiene alle seconde. Per secoli, ai suoi lati, ci furono solo vigne, orti, casali e catacombe. E proprio Mentana, nel 1867, finì nei libri di storia: lì Garibaldi, in marcia per strappare Roma al papa, fu fermato dalle truppe pontificie e francesi.

Tre anni dopo, il 20 settembre 1870, i bersaglieri entrarono in Roma proprio all'inizio di questa strada, dalla breccia aperta nelle mura accanto a Porta Pia, la porta disegnata da Michelangelo. Roma diventò la capitale d'Italia e cominciò a riversarsi fuori dalle mura. I Torlonia avevano qui la loro villa già da decenni; dopo di loro arrivarono banchieri, diplomatici e perfino un re, e la Nomentana diventò la strada delle ville fuori porta, ognuna con il suo parco e il suo stile.

E c'è una Roma anche sotto i tuoi piedi. Sotto i prati di Villa Torlonia corrono delle catacombe ebraiche, scoperte all'inizio del Novecento: gallerie scavate tra il terzo e il quarto secolo, con affreschi dove compare il candelabro a sette braccia. Non sono aperte al pubblico, ma sono lì, a qualche metro di profondità, sotto le aiuole dove oggi i bambini giocano a pallone.

Ora entra nel parco. Ti aspetta la villa più grande e più stravagante di tutta la Nomentana, con un palazzo bianco, due obelischi, un teatro, una serra da mille e una notte e una casa piena di civette. Segui i viali fino al grande edificio con le colonne.

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