Villa Mirafiori: il re e la Bela Rosin
Why is it significant?
Dietro il cancello di Via Carlo Fea si alza una villa ottocentesca con un giardino ombroso, oggi piena di studenti con i libri sotto il braccio: è Villa Mirafiori, sede degli studi di filosofia della Sapienza. Ma prima dei filosofi, questa casa ha ospitato una storia d'amore e di scandalo.
Key Facts
| Place | Villa Mirafiori: il re e la Bela Rosin |
|---|---|
| Address | Via Carlo Fea 2, 00161 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.91870, 12.51740 |
| Part of Walk | La Roma delle fiabe: quartiere Coppedè, Villa Torlonia e Santa Costanza |
| Generated | Generated |
Dietro il cancello di Via Carlo Fea si alza una villa ottocentesca con un giardino ombroso, oggi piena di studenti con i libri sotto il braccio: è Villa Mirafiori, sede degli studi di filosofia della Sapienza. Ma prima dei filosofi, questa casa ha ospitato una storia d'amore e di scandalo.
La protagonista si chiamava Rosa Vercellana, figlia di un militare, piemontese, popolana, bellissima. Conobbe Vittorio Emanuele di Savoia quando era ancora una ragazzina, a metà Ottocento, e si racconta che il giovane principe l'abbia notata a Racconigi, dove il padre di lei prestava servizio. Diventò la compagna della sua vita. Gli diede dei figli, gli fu accanto per decenni, e i piemontesi la chiamavano affettuosamente la Bela Rosin.
Ma una popolana non poteva diventare regina. Il re la fece contessa di Mirafiori e Fontanafredda, e nel 1869, gravemente malato e convinto di morire, la sposò con un matrimonio morganatico: moglie, ma non regina, senza diritti per i figli sulla corona. Quando la capitale si spostò a Roma, lei non poteva vivere al Quirinale, e la buona società le chiudeva le porte. Così, fuori porta, lungo la Nomentana, nacque questa villa per lei.
E se ti piace il vino, uno dei suoi titoli ti suonerà familiare. Fontanafredda, nelle Langhe, era la tenuta che il re le donò, e lì il loro figlio avviò la produzione di vino. Ancora oggi Fontanafredda è uno dei nomi storici del Barolo. Una storia d'amore finita in bottiglia.
Oggi, nelle stanze dove la Bela Rosin aspettava il suo re, gli studenti discutono di Platone e di Kant, e a nessuno sembra strano. Dopo la morte della contessa, nel 1885, la villa cambiò proprietari e destinazioni, finché passò all'università. A Roma ogni edificio ha almeno due vite, e spesso la seconda è più tranquilla della prima. Ora torna su Via Nomentana e prosegui verso nord-est: tra poco vedrai il campanile di una basilica antichissima.