Mausoleo di Santa Costanza: la vendemmia di una principessa

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Entra nel mausoleo rotondo e fermati al centro. Sopra di te una cupola, intorno un anello di colonne di granito accoppiate, e oltre le colonne un corridoio circolare con la volta coperta di mosaici. Sei nel quarto secolo dopo Cristo, in uno degli edifici più intatti della Roma di Costantino.

Key Facts

PlaceMausoleo di Santa Costanza: la vendemmia di una principessa
AddressVia Nomentana 349, 00162 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.92260, 12.51740
Part of WalkLa Roma delle fiabe: quartiere Coppedè, Villa Torlonia e Santa Costanza
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Entra nel mausoleo rotondo e fermati al centro. Sopra di te una cupola, intorno un anello di colonne di granito accoppiate, e oltre le colonne un corridoio circolare con la volta coperta di mosaici. Sei nel quarto secolo dopo Cristo, in uno degli edifici più intatti della Roma di Costantino.

Lo fece costruire Costantina, figlia dell'imperatore Costantino, come proprio mausoleo, accanto alla grande basilica che aveva voluto sulla tomba di Agnese, di cui fuori si vedono ancora i ruderi. Era una donna potente e discussa: lo storico Ammiano Marcellino, nel quarto secolo, la descrisse come crudele e la paragonò a una Furia. Tutto il contrario di una santa. Costantina morì nel 354 e fu sepolta qui, in un enorme sarcofago di porfido rosso: l'originale oggi è ai Musei Vaticani, e quella che vedi è una copia.

Ora alza lo sguardo sulla volta del corridoio. Ci sono amorini che raccolgono l'uva, carri tirati da buoi che portano i grappoli, uomini che pigiano nel tino, tralci, uccelli, rami, piccoli ritratti. Sembra arte pagana... e infatti per secoli molti hanno creduto che questo fosse un tempio di Bacco, il dio del vino.

Ed ecco il paradosso. La figlia del primo imperatore cristiano scelse per la sua tomba immagini che qualsiasi romano pagano avrebbe trovato familiari. Per i cristiani di allora, però, la vite e il vino stavano già diventando simboli di Cristo e dell'eucaristia: le stesse immagini, un nuovo significato. Più tardi Costantina fu venerata come santa, ed è per questo che oggi questo luogo si chiama Santa Costanza.

E così la passeggiata si chiude. Hai cominciato sotto un lampadario di ferro battuto del Novecento, tra rane, ragni e fate, e finisci sotto una volta di mosaici di quasi diciassette secoli fa. Due favole lontanissime nel tempo, unite da una sola strada, la Nomentana. Resta un momento in silenzio, lascia che gli occhi si abituino alla penombra, e guarda la vendemmia che non finisce mai.

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