Isola Tiberina: il ponte dei Quattro Capi e la Sora Lella

Why is it significant?

Hai appena attraversato Ponte Fabricio. Voltati: sul parapetto ci sono due pilastri di marmo, ciascuno con quattro volti scolpiti. Il ponte fu costruito nel 62 avanti Cristo ed è ancora lui, il più antico ponte di Roma rimasto in uso con la sua struttura originale.

Key Facts

PlaceIsola Tiberina: il ponte dei Quattro Capi e la Sora Lella
AddressPiazza di San Bartolomeo all'Isola, 00186 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.89030, 12.47840
Part of WalkA tavola con i romani: la cucina di Roma da Campo de' Fiori al Ghetto e a Trastevere
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Hai appena attraversato Ponte Fabricio. Voltati: sul parapetto ci sono due pilastri di marmo, ciascuno con quattro volti scolpiti. Il ponte fu costruito nel 62 avanti Cristo ed è ancora lui, il più antico ponte di Roma rimasto in uso con la sua struttura originale. E adesso sei su un'isola a forma di nave, in mezzo al Tevere.

I romani lo chiamano Ponte dei Quattro Capi, e la leggenda è feroce. Si racconta che sotto papa Sisto Quinto quattro architetti, incaricati di restaurarlo, litigassero senza sosta. Il papa li fece giustiziare tutti e quattro e, per ricordarli, fece scolpire le loro teste in un unico blocco, condannandoli ad andare d'accordo per l'eternità. È solo una leggenda: le erme sono antiche e raffigurano probabilmente Giano. Ma a Roma una bella storia vale quasi quanto un documento.

Quest'isola è da sempre un luogo di cura. Nel 291 avanti Cristo, durante una pestilenza, i romani vi dedicarono un tempio a Esculapio, il dio della medicina, e ancora oggi qui c'è un ospedale, il Fatebenefratelli, attivo dal Cinquecento. Una città che qui curava i corpi... e, a pochi passi, anche lo stomaco.

Perché su quest'isola c'è la trattoria che porta il nome della Sora Lella. Elena Fabrizi, sorella dell'attore Aldo Fabrizi, era una cuoca romana dalla risata contagiosa, e diventò famosa in tutta Italia a più di sessant'anni, come nonna nei film di Carlo Verdone. Ma prima e dopo il cinema la sua vera scena era la cucina: quella romana di casa, la cucina delle nonne, la pasta e ceci, la coda alla vaccinara, l'abbacchio. Il locale è rimasto per decenni nelle mani della sua famiglia. E il fratello Aldo, buongustaio leggendario, alla pastasciutta dedicò perfino dei versi in romanesco.

Pensa che salto: dal dio della medicina alla nonna più amata del cinema italiano, sulla stessa isola. Ora riattraversa il fiume dall'altra parte, su Ponte Cestio. Sei a Trastevere. Appena sceso dal ponte, cerca pochi passi più avanti una piazzetta storta con una chiesa piccolissima.

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