Via dei Giubbonari e Piazza Cairoli: la Roma dei mestieri

Why is it significant?

Sei sbucato in una piazza con un giardinetto, una fontana e la grande cupola di San Carlo ai Catinari che ti sovrasta. Alle tue spalle c'è Via dei Giubbonari, oggi strada di negozi e di passeggio.

Key Facts

PlaceVia dei Giubbonari e Piazza Cairoli: la Roma dei mestieri
AddressPiazza Benedetto Cairoli, 00186 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.89370, 12.47530
Part of WalkA tavola con i romani: la cucina di Roma da Campo de' Fiori al Ghetto e a Trastevere
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Sei sbucato in una piazza con un giardinetto, una fontana e la grande cupola di San Carlo ai Catinari che ti sovrasta. Alle tue spalle c'è Via dei Giubbonari, oggi strada di negozi e di passeggio. Ma rileggi con calma i nomi delle strade qui intorno, perché sono un piccolo dizionario dei mestieri della Roma dei papi.

I giubbonari cucivano e vendevano i giubboni, le giacche imbottite. I catinari, quelli che hanno dato il nome alla chiesa, fabbricavano catini e bacinelle. Proprio qui accanto c'è Via dei Chiavari, la strada di chi faceva le chiavi, e verso Campo de' Fiori trovi Via dei Cappellari e Via dei Baullari, cappellai e fabbricanti di bauli. Nella Roma di allora ogni mestiere aveva la sua strada, e fare la spesa voleva dire attraversare il rione come un percorso a tappe.

Anche la cucina ha lasciato le sue parole sulle insegne. A Roma il macellaio del maiale si chiama norcino, perché per secoli i maestri della lavorazione del maiale scendevano dalle montagne intorno a Norcia, in Umbria, e d'inverno lavoravano in città. Da quella tradizione vengono le salsicce, la porchetta, il guanciale, e la parola norcineria che leggi ancora su qualche vetrina. E il negozio di alimentari, per un romano di una volta, è la pizzicheria: secondo alcuni, il posto dove ti danno un pizzico di questo e un pizzico di quello.

Ora ti svelo una cosa su cui i romani non scherzano. Il guanciale, il vero re della cucina romana, non è pancetta. È la guancia del maiale, più grassa, più dolce, stagionata con sale e pepe, e quando si scioglie in padella diventa trasparente e croccante insieme. Prova a chiedere a un romano se la carbonara si può fare con la pancetta, e guarda bene la sua faccia. Ma di carbonara parliamo a Trastevere, perché la sua storia è molto più giovane e molto più ingarbugliata di quanto immagini.

Adesso attraversa con attenzione Via Arenula, con i suoi tram, e infilati in Via di Santa Maria del Pianto, verso est. In pochi minuti la città cambia ritmo, cambia insegne e perfino alfabeto: sulle vetrine compaiono le lettere ebraiche. Stai entrando nel Ghetto.

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