Palazzo Spada e la prospettiva di Borromini
Why is it significant?
Guarda la facciata di questo palazzo: è un museo all'aperto, coperta di stucchi, ghirlande, iscrizioni e statue di eroi dell'antica Roma che ti fissano dalle nicchie. Nel Cinquecento era la casa del cardinale Girolamo Capodiferro, e la piazza ne porta ancora il nome.
Key Facts
| Place | Palazzo Spada e la prospettiva di Borromini |
|---|---|
| Address | Piazza Capo di Ferro 13, 00186 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.89390, 12.47220 |
| Part of Walk | Roma segreta: Pasquino, le statue parlanti e i vicoli del Rinascimento |
| Generated | Generated |
Guarda la facciata di questo palazzo: è un museo all'aperto, coperta di stucchi, ghirlande, iscrizioni e statue di eroi dell'antica Roma che ti fissano dalle nicchie. Nel Cinquecento era la casa del cardinale Girolamo Capodiferro, e la piazza ne porta ancora il nome. Ma il motivo per cui la gente viene fin qui è dentro, nel cortile, e dura pochi metri.
Nel 1632 il palazzo fu comprato dal cardinale Bernardino Spada, uomo colto, appassionato d'arte e di scienza. Una ventina d'anni dopo chiamò Francesco Borromini, insieme a un matematico, il frate agostiniano Giovanni Maria da Bitonto, per un esperimento: costruire una galleria che sembrasse lunghissima in uno spazio minuscolo.
Il risultato ti lascia a bocca aperta. Guardi attraverso il colonnato e vedi un lungo corridoio di colonne, in fondo un giardino luminoso e una statua a grandezza naturale. Sembra profondo più di trenta metri. In realtà è lungo meno di nove. Il pavimento sale, il soffitto scende, le colonne si accorciano e si avvicinano man mano che si allontanano. E la statua in fondo è alta poco più di mezzo metro.
Il trucco si svela quando un custode o un visitatore cammina fino in fondo: lo vedi diventare un gigante, con la testa che quasi tocca il soffitto. Borromini, l'architetto più tormentato del Seicento, qui sembra quasi giocare. Ma per il cardinale Spada non era solo un gioco: era una lezione morale. Il mondo ti promette grandezza, e invece è un'illusione.
Oggi il palazzo è sede del Consiglio di Stato e ospita la Galleria Spada, la quadreria del cardinale. E qui si chiude il nostro cammino tra statue che parlano, piene del Tevere, banchieri, papi e prigioni. Hai visto una Roma che non sta nelle cartoline, ma che i romani conoscono a memoria. E ricordati del Pasquino: in questa città anche le pietre hanno qualcosa da dire, basta fermarsi ad ascoltare.