Ponte dell'Industria (ponte di ferro)

Why is it significant?

Eccolo, il ponte di ferro: travi incrociate, bulloni grandi come pugni, e sotto il Tevere che scorre lento e verdastro tra gli alberi delle sponde. Fermati a metà, se puoi, e guarda verso nord: l'Aventino, Testaccio, e la Roma dei monumenti che da qui sembra un'altra città.

Key Facts

PlacePonte dell'Industria (ponte di ferro)
AddressPonte dell'Industria, Lungotevere degli Inventori, 00154 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.87190, 12.47190
Part of WalkLa Roma operaia e la street art: dal Gazometro dell'Ostiense ai lotti della Garbatella
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Eccolo, il ponte di ferro: travi incrociate, bulloni grandi come pugni, e sotto il Tevere che scorre lento e verdastro tra gli alberi delle sponde. Fermati a metà, se puoi, e guarda verso nord: l'Aventino, Testaccio, e la Roma dei monumenti che da qui sembra un'altra città.

Il nome ufficiale è Ponte dell'Industria, ma per tutti è il ponte di ferro. Fu costruito all'inizio degli anni Sessanta dell'Ottocento, sotto papa Pio IX, quando Roma era ancora la capitale dello Stato Pontificio, per portare oltre il fiume la ferrovia che arrivava da Civitavecchia. Le sue parti metalliche furono fabbricate in Inghilterra e montate qui, pezzo per pezzo: un piccolo monumento della rivoluzione industriale in una città che di industria, allora, non voleva sentir parlare.

Questo ponte ha visto anche una delle pagine più dure della Roma occupata. Il 7 aprile 1944, nella fame più nera, un gruppo di donne della zona assaltò un forno che produceva pane per gli occupanti. I nazifascisti ne presero dieci e le fucilarono qui, vicino al ponte. Una lapide le ricorda: madri, mogli, ragazze che chiedevano soltanto pane per i figli.

Poi, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2021, il ponte di ferro ha preso fuoco. Le fiamme partite sotto la struttura l'hanno avvolto per ore, e il bagliore si vedeva da mezza Roma sud. Sembrava la fine. Invece le vecchie travi ottocentesche hanno resistito, e dopo i lavori di messa in sicurezza il ponte è tornato a fare quello che fa da più di un secolo e mezzo: unire due rive.

Da qui vedi già il gigante del quartiere, la gabbia d'acciaio che domina il cielo dell'Ostiense. Di sera, sul ponte, passano ciclisti, coppie, ragazzi che tornano da un concerto, e le luci dei locali si riflettono nell'acqua scura. Torna sulla sponda dell'Ostiense e cammina verso di lui, lungo il fiume: non è un monumento antico, eppure i romani lo amano come se lo fosse.

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