Centrale Montemartini
Why is it significant?
Davanti a te c'è una fabbrica di inizio Novecento: mattoni, grandi finestre, la ciminiera. Sembra un'officina come tante altre del quartiere... ma dentro, tra caldaie e motori, ti aspettano dèi, imperatori e atleti di marmo.
Key Facts
| Place | Centrale Montemartini |
|---|---|
| Address | Via Ostiense 106, 00154 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.86650, 12.47800 |
| Part of Walk | La Roma operaia e la street art: dal Gazometro dell'Ostiense ai lotti della Garbatella |
| Generated | Generated |
Davanti a te c'è una fabbrica di inizio Novecento: mattoni, grandi finestre, la ciminiera. Sembra un'officina come tante altre del quartiere... ma dentro, tra caldaie e motori, ti aspettano dèi, imperatori e atleti di marmo.
Questa era la prima centrale elettrica pubblica di Roma, inaugurata nel 1912. Porta il nome di Giovanni Montemartini, economista e assessore della giunta Nathan, che sognava un Comune capace di produrre da sé l'energia per i tram e per l'illuminazione delle strade, senza dipendere dalle compagnie private. Per decenni queste macchine hanno acceso le lampadine dei romani. Poi la produzione si è fermata, e la centrale è rimasta in silenzio.
Nel 1997 è successa una cosa imprevista. I Musei Capitolini dovevano essere ristrutturati, e centinaia di sculture antiche cercavano un rifugio provvisorio. Qualcuno ebbe l'idea, un po' folle, di portarle qui. La mostra si chiamava Le macchine e gli dei, e doveva durare poco. Invece l'accostamento era così riuscito che molte statue non se ne sono più andate, e la Centrale Montemartini è diventata un museo stabile.
Immagina la sala macchine: due enormi motori diesel scuri, alti come palazzine, con le loro scalette, i volani, i manometri. E davanti, una fila di figure bianche: dee, busti di imperatori, frammenti di templi. Ci sono anche le statue che decoravano il frontone del tempio di Apollo Sosiano, vicino al Teatro di Marcello, con una battaglia tra Greci e Amazzoni. Il contrasto spiazza: il ferro sembra antico quanto il marmo, e il marmo sembra moderno quanto il ferro. Pensa agli operai in tuta che per decenni hanno lavorato tra queste caldaie, senza immaginare che un giorno, al loro posto, sarebbero arrivati Minerva, Ercole e gli imperatori.
Qui capisci lo spirito di tutta l'Ostiense: niente si butta, tutto si reinventa. Ora attraversa la Via Ostiense e cammina verso est, verso la stazione Garbatella. Ti aspetta un ponte bianco sopra i binari, con un nome che ogni romano dovrebbe conoscere.