Gazometro

Why is it significant?

Alza lo sguardo: davanti a te c'è un'enorme gabbia cilindrica d'acciaio, vuota, trasparente, alta quasi novanta metri. È il Gazometro, e se Roma ha un'icona industriale, è proprio questa. Qui, dal primo Novecento, c'era l'officina del gas della città: forni, montagne di carbone, ciminiere.

Key Facts

PlaceGazometro
AddressVia del Commercio, 00154 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.86950, 12.47470
Part of WalkLa Roma operaia e la street art: dal Gazometro dell'Ostiense ai lotti della Garbatella
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Alza lo sguardo: davanti a te c'è un'enorme gabbia cilindrica d'acciaio, vuota, trasparente, alta quasi novanta metri. È il Gazometro, e se Roma ha un'icona industriale, è proprio questa.

Qui, dal primo Novecento, c'era l'officina del gas della città: forni, montagne di carbone, ciminiere. Il gas ottenuto dal carbone serviva a illuminare le strade e, più tardi, ad accendere i fornelli delle case romane. Roma capitale cresceva a vista d'occhio, e ogni nuovo quartiere voleva la sua luce, il suo riscaldamento, la sua cucina moderna: tutta quell'energia nasceva qui, tra fumo e fuliggine. Il gasometro più grande fu completato negli anni Trenta. Dentro la gabbia c'era una gigantesca campana di metallo che saliva e scendeva a seconda di quanto gas conteneva: quando il serbatoio era pieno, la campana arrivava quasi in cima; quando era vuoto, si abbassava fino a terra.

Oggi il gas non c'è più, e la campana è stata smontata da tempo. È rimasto solo lo scheletro... e paradossalmente è diventato più bello così. Al tramonto la luce attraversa la struttura e la trasforma in un merletto contro il cielo arancione. Fotografi, registi, pubblicitari: prima o poi passano tutti di qui. Ferzan Özpetek, nel 2001, con Le fate ignoranti, ha raccontato proprio questo quartiere, le sue terrazze, le sue cene affollate, e da allora l'Ostiense è anche un luogo dell'anima.

Potresti chiamarlo il Colosseo dell'industria. Come il Colosseo, è sopravvissuto alla sua funzione: nessuno ci produce più niente, ma a nessuno verrebbe in mente di abbatterlo. Intorno, nell'area della vecchia officina, da anni si parla di progetti di recupero, di campus, di centri di ricerca. Lui intanto aspetta, immobile, come sanno fare i monumenti a Roma.

Ora torna verso Via Ostiense e cerca un edificio lungo e basso, di mattoni, con una ciminiera e grandi vetrate: è l'ex centrale elettrica. Dentro ti aspetta uno degli accostamenti più incredibili che Roma possa offrirti.

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