Ex Mercati Generali
Why is it significant?
Hai davanti un recinto di mattoni lunghissimo, affacciato sulla Via Ostiense, con un ingresso solenne che sembra il portone di una stazione di inizio Novecento.
Key Facts
| Place | Ex Mercati Generali |
|---|---|
| Address | Via Ostiense 92, 00154 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.87120, 12.47950 |
| Audio Duration | ~2 min |
| Part of Walk | La Roma operaia e la street art: dal Gazometro dell'Ostiense ai lotti della Garbatella |
| Generated | Generated |
Hai davanti un recinto di mattoni lunghissimo, affacciato sulla Via Ostiense, con un ingresso solenne che sembra il portone di una stazione di inizio Novecento. Dietro quel muro oggi trovi soprattutto cantieri e silenzio... ma per quasi ottant'anni qui dentro Roma si è svegliata ogni notte, prima di tutti. Questi erano i Mercati Generali, il grande mercato all'ingrosso della capitale, progettati dall'ingegnere Emilio Saffi e aperti all'inizio degli anni Venti. Il posto non è stato scelto a caso. Il piano regolatore del 1909, voluto dalla giunta del sindaco Ernesto Nathan, aveva deciso che l'Ostiense sarebbe diventata la zona industriale di Roma: qui c'erano la ferrovia, il fiume con il suo porto, e tanto spazio libero lungo l'antica strada per Ostia. Immagina le tre di notte. Camion e carretti in fila, fruttaroli che contrattano a voce alta, cassette di carciofi, montagne di cocomeri d'estate, il pesce appena arrivato dal mare. Intorno ai Mercati è nato un mondo intero, fatto di facchini, grossisti e osterie che aprivano quando il resto della città dormiva, dove all'alba si mangiava la trippa con un bicchiere di vino. Se l'Ostiense ancora oggi vive soprattutto di notte, un po' è per questa vecchia abitudine. Nel 2002 il mercato è stato trasferito fuori città, verso Guidonia, e questi padiglioni sono rimasti vuoti. Per farli rinascere è stato chiamato perfino l'architetto olandese Rem Koolhaas, con l'idea di una cittadella per i giovani, tra cultura, sport e negozi. Ma i lavori sono andati avanti a singhiozzo per anni, tra fermi, ripartenze e cambi di progetto, e per molti romani i Mercati sono diventati il simbolo delle grandi opere che non finiscono mai. Eppure è proprio in questo vuoto che è nata un'altra Ostiense: quella dei locali nelle vecchie officine, degli studenti di Roma Tre, dei muri dipinti. Il quartiere operaio non è sparito, si è travestito. Ora costeggia il recinto e prendi la strada che scende verso il fiume, Via del Porto Fluviale. Tieni lo sguardo alto: lì i palazzi ti guardano in faccia.