Piazza Benedetto Brin: la prima pietra della Garbatella
Why is it significant?
Sei in una piazzetta raccolta, con scalette, archi, palazzine color pastello e tetti di tegole: sembra un borgo di campagna, non un quartiere popolare a due passi da una ferrovia.
Key Facts
| Place | Piazza Benedetto Brin: la prima pietra della Garbatella |
|---|---|
| Address | Piazza Benedetto Brin, 00154 Roma RM, Italy |
| Geo Coordinates | 41.86220, 12.48220 |
| Part of Walk | La Roma operaia e la street art: dal Gazometro dell'Ostiense ai lotti della Garbatella |
| Generated | Generated |
Sei in una piazzetta raccolta, con scalette, archi, palazzine color pastello e tetti di tegole: sembra un borgo di campagna, non un quartiere popolare a due passi da una ferrovia. Cerca la lapide sul muro: ricorda che qui, il 18 febbraio 1920, il re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra della Garbatella.
Dietro questo quartiere c'era un grande sogno: fare di Roma una città di mare, con un porto industriale lungo il Tevere e un canale navigabile verso Ostia. Le case dovevano ospitare i lavoratori di quel porto, e per questo alcune strade portano nomi legati alla navigazione. Benedetto Brin, a cui è dedicata la piazza, fu un grande ingegnere navale e ministro della Marina. Il porto non si fece mai... ma il quartiere sì.
Il modello era la città giardino inglese: niente casermoni, ma case basse, orti, cortili in comune, ogni famiglia con il suo pezzo di verde. Gli architetti, tra cui Gustavo Giovannoni e Massimo Piacentini, disegnarono le prime case con uno stile che è stato chiamato barocchetto romano: archi, logge, comignoli, scalinate, finestre tutte diverse. E nacquero i lotti che hai già visto, con i loro cortili, dove si stendevano i panni, si coltivavano i pomodori, si litigava... e ci si voleva bene.
E il nome? Qui ogni romano ha la sua versione. La più amata racconta di un'ostessa, una certa Carlotta, che gestiva una locanda lungo la strada per San Paolo: era così gentile, così garbata, che i viandanti la chiamavano la garbatella. Gli studiosi preferiscono una spiegazione agricola: in questi campi la vite si coltivava a garbata, appoggiata a sostegni secondo una tecnica particolare. Tu scegli quella che preferisci. I garbatellani, si sa, hanno già scelto Carlotta.
Pensa che quando posarono quella pietra intorno c'erano solo vigne e campi, e la città finiva molto prima. Oggi la Garbatella è uno dei quartieri più amati di Roma, proprio perché ha conservato quell'aria di paese. Ora ti aspetta l'ultimo tratto, il più solenne. Scendi verso sud-ovest, in direzione della Via Ostiense: oltre gli alberi vedrai comparire la mole di una delle quattro basiliche papali di Roma, costruita sulla tomba di un apostolo.