Villa Farnesina

Why is it significant?

Oltre il cancello di Via della Lungara vedi una villa chiara ed elegante, circondata dal giardino: niente torri, niente stemmi minacciosi, sembra la casa di campagna di un gentiluomo.

Key Facts

PlaceVilla Farnesina
AddressVia della Lungara 230, 00165 Roma RM, Italy
Geo Coordinates41.89360, 12.46730
Part of WalkIl Gianicolo del Risorgimento: Garibaldi, Mameli e la Repubblica Romana del 1849
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Oltre il cancello di Via della Lungara vedi una villa chiara ed elegante, circondata dal giardino: niente torri, niente stemmi minacciosi, sembra la casa di campagna di un gentiluomo. Era invece la villa di piacere dell'uomo più ricco della Roma del primo Cinquecento, il banchiere senese Agostino Chigi.

Chigi prestava denaro ai papi, controllava il commercio dell'allume, finanziava flotte e guerre. Fece costruire la villa tra il 1506 e il 1510 da un altro senese, Baldassarre Peruzzi, e poi chiamò i migliori artisti del momento. Raffaello dipinse qui il Trionfo di Galatea, la ninfa che corre sulle onde su una conchiglia trainata da delfini. E nella loggia d'ingresso, con la sua bottega, raccontò la favola di Amore e Psiche, tra festoni di frutta e fiori così veri che sembra di sentirne il profumo.

Giorgio Vasari racconta che Raffaello, innamorato perso, non riusciva a concentrarsi sul lavoro lontano dalla sua donna, e che Chigi, pur di vedere finiti gli affreschi, alla fine le permise di stare con lui nella villa. La tradizione vuole che fosse la Fornarina, la figlia di un fornaio di Trastevere. Il mecenate più potente di Roma, ridotto a fare il complice di un pittore innamorato.

E poi c'è la leggenda più famosa. Chigi offriva banchetti sontuosi nella loggia affacciata sul Tevere, che allora lambiva il giardino. Si racconta che a fine pranzo, davanti a cardinali e ambasciatori, facesse gettare nel fiume i piatti d'argento, per mostrare che a casa sua non si usavano mai due volte. Ma la leggenda aggiunge un dettaglio da vero banchiere: sott'acqua i servi avevano teso delle reti, e di notte l'argenteria tornava a casa.

Chigi morì nell'aprile del 1520, a pochi giorni da Raffaello: il mecenate e il suo pittore se ne andarono quasi insieme. Più tardi la villa passò ai Farnese, che le diedero il nome, e oggi appartiene all'Accademia dei Lincei, fondata nel 1603. Ora esci su Via della Lungara e cammina verso sud: in fondo ti aspetta un'antica porta con i merli.

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