Torre delle Polveri e Casa municipale: la porta dei re
Why is it significant?
Mettiti con le spalle ai tram di Náměstí Republiky e alza gli occhi: davanti a te c'è una torre scura, quasi nera, coperta di statue e pinnacoli come una cattedrale che ha perso la sua chiesa.
Key Facts
| Place | Torre delle Polveri e Casa municipale: la porta dei re |
|---|---|
| Address | Náměstí Republiky 5, 110 00 Praha 1-Staré Město, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.08730, 14.42760 |
| Part of Walk | Praga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem |
| Generated | Generated |
Mettiti con le spalle ai tram di Náměstí Republiky e alza gli occhi: davanti a te c'è una torre scura, quasi nera, coperta di statue e pinnacoli come una cattedrale che ha perso la sua chiesa. Accanto, appoggiato a lei come un fratello minore vestito a festa, brilla un palazzo color crema e oro, con un grande mosaico sopra l'ingresso. Due edifici, quattro secoli di distanza, e un solo racconto: quello di come Praga ha cambiato padrone.
La torre si chiama Prašná brána, la Torre delle Polveri. Il re Vladislao II Jagellone ne posò la prima pietra nel 1475: doveva essere la porta di rappresentanza della Città Vecchia, proprio accanto alla residenza reale che sorgeva nel punto esatto in cui oggi c'è quel palazzo dorato. Ma nel 1484 il re, stanco delle sommosse dei praghesi, fece le valigie e si trasferì al Castello, dall'altra parte del fiume. Il cantiere si fermò, e la torre restò per secoli incompiuta, con un tetto provvisorio... finché nel Seicento qualcuno pensò bene di riempirla di polvere da sparo. Da lì il nome.
Eppure da quest'arco partiva lo spettacolo più grandioso che Praga potesse offrire: la Via Reale. Il giorno dell'incoronazione il nuovo re di Boemia entrava qui, attraversava la piazza della Città Vecchia, il Ponte Carlo e Malá Strana, e saliva fino alla cattedrale di San Vito. Oggi percorrerai un pezzo di quella strada, ma a modo tuo, con qualche deviazione tra eretici, orologi e rabbini.
Ora guarda la Obecní dům, la Casa municipale. È stata costruita tra il 1905 e il 1912 ed è uno dei manifesti più sfacciati dell'Art Nouveau in Europa: vetrate, ferro battuto, sale decorate da Alfons Mucha, una sala da concerto intitolata a Bedřich Smetana. Era il modo con cui i cechi, ancora sudditi di Vienna, dicevano al mondo: siamo una nazione, non una provincia. E il 28 ottobre 1918, proprio in questo edificio, venne proclamata l'indipendenza della Cecoslovacchia.
Il re che scappò dalla città e la nazione che se la riprese, a dieci metri l'uno dall'altra. Praga è così: niente si cancella, tutto si appoggia sopra. Adesso passa sotto l'arco della torre, imbocca la via Celetná e poi gira a sinistra verso il vecchio mercato della frutta, Ovocný trh. Ti aspetta un teatro verde e bianco dove un italiano ha cambiato la storia dell'opera.